Luca Annunziata

Microsoft House, l'avamposto di Redmond al centro di Milano

Una sede disegnata da un archistar, in uno dei quartieri più moderni del capoluogo lombardo. Con tre piani aperti al pubblico, per spingere sull'innovazione anche in Italia

Milano - L'hanno chiamata Microsoft House, è a tutti gli effetti una casa: ha la forma di quei disegni che i bambini fanno alle primarie, con il tetto spiovente e tante finestre. Sono 832, per l'esattezza, le vetrate che illuminano i locali del nuovo quartier generale di Microsoft Italia, un edificio progettato Herzog & De Meuro e che costituisce l'altra metà della Fondazione Feltrinelli appena inaugurata nella zona di Porta Garibaldi a Milano. Una struttura molto diversa dal precedente campus, che la stessa azienda aveva occupato fino a poche settimane fa appena fuori il capoluogo lombardo: una struttura con una forte vocazione all'apertura al pubblico fatto di consumatori, partner e clienti, così da veicolare il paradigma per l'innovazione diventato il mantra della gestione Nadella anche nel Belpaese.

Ci devono essere buone ragioni per convincere una multinazionale a investire 10 milioni di euro per una nuova sede ultra-moderna nel centro di Milano (e che ne costerà altri 10 l'anno), a un passo dalla Stazione Garibaldi e dall'avenniristico quartiere di grattaceli sorto attorno a Piazza Gae Aulenti, e abbandonare un altrettanto funzionale campus inaugurato solo pochi anni fa. Microsoft vede nell'Italia delle possibilità che forse neppure gli italiani ci vedono ogni giorno: c'è la possibilità di far ripartire l'economia attraverso la digitalizzazione, ed è per questo che la Microsoft House è pensata per accogliere ogni giorno i passanti che saranno attirati nello showroom per dare un'occhiata alle tecnologie Xbox e Windows (lo showroom si giova anche di una partnership con Intel per avere sempre modelli recentissimi di PC di ogni forma e formato in mostra), per invitare i partner e i clienti a toccare con mano le possibilità offerte dai prodotti sviluppati a Redmond.

I numeri snocciolati da Carlo Purassanta durante l'inaugurazione ufficiale sono ambiziosi: 200mila visitatori l'anno, 10mila professionisti da aggiornare ogni 12 mesi, 4mila studenti e 1.000 dirigenti scolastici che passeranno dalla Digital Class appositamente allestita e nella quale potranno ampliare l'insegnamento tradizionale con il supporto degli strumenti informatici. Si tratta a ben vedere di un investimento nel futuro: così facendo Microsoft punta a promuovere l'adozione massiccia della tecnologia in tutti i settori, dall'industria alla scuola passando per le PMI, e con l'ausilio dei partner punta a creare un movimento che trasli l'approccio e il metodo interno all'azienda anche al di fuori della House.

L'approccio di Microsoft ad orari e spazi di lavoro è ormai da tempo molto diverso da quello vecchio stile ancora tanto caro a molte altre imprese: non ci sono prescrizioni per l'ingresso e l'uscita, non ci sono limitazioni sul numero di ore lavorate ogni giorno e ogni settimana, neppure è obbligatorio andare in ufficio ogni giorno per lavorare. Gli spazi interni sono privi di posti assegnati: le scrivanie sono tutte equipaggiate di monitor esterno e ogni altro accessorio indispensabile, ma i dipendenti sono incoraggiati a spostarsi giorno per giorno per occupare la postazione più utile a migliorare la collaborazione con i colleghi e ridurre al massimo le ridondanze.

Niente posti assegnati, ma oltre 7mila metri quadri su tre piani destinati ai dipendenti: ci sono isole con al centro giardini semoventi, sale riunioni di vetro che possono essere occupate per collaborare a progetti comuni (Surface Hub ovunque, ne abbiamo contati decine in giro per la struttura). Ci sono i Creative Garden, strutture di materiale naturale dove tenere sessioni comuni più informali, ci sono tre caffetterie a tema (una per piano) dove attingere a frutta e bevande di ogni tipo. Per i pasti i dipendenti possono uscire e approfittare della ricca offerta di ristoranti presenti in zona, per la palestra e le altre attività che prima erano comprese nel campus ci sono convenzioni con le strutture limitrofe: in un certo senso Microsoft ha deciso di abbandonare il suo isolamento in periferia e di vivere pienamente la vita di città. Un modo anche per restare in contatto con il fantomatico "paese reale" che costituisce di fatto il suo pubblico di riferimento.

Per tenere vivo questo contatto è stata presa la decisione di investire in questa nuova sede: in cima c'è pure un loft completamente arredato con prodotti frutti del design e della manifattura italiana, che punta a costituire il modello su cui improntare lo sforzo di Redmond in Italia. La scelta di destinare un intero piano della struttura ai partner e ai clienti, un Technology Center dotato di spazi per le startup e un teatro da 80 posti, è funzionale per realizzare demo e imbastire progetti pilota che convincano partner e clienti ad adottare tutte le soluzioni (cloud e non solo) partorite dal mamma di Windows.

Quella di Microsoft è a tutti gli effetti una scommessa: l'ha detto e ribadito Purassanta durante la conferenza d'inaugurazione, lo ha detto e ripetuto negli scorsi mesi nei quali ha spiegato come il mandato ricevuto da Satya Nadella sia stato quello di garantire che Microsoft incida in modo significativo nell'agenda e nell'economia del Belpaese. Forse non è un caso che la prima lezione tenuta nella Digital Class con una scolaresca milanese si intitolasse "La Milano che vorrei": sono stati i ragazzi a disegnare con Minecraft una città alternativa, un buon modo per familiarizzare con gli strumenti tecnologici, ma che svolge di fatto il ruolo di paradigma per l'approccio che Microsoft vuole tenere qui in Italia.

Luca Annunziata
43 Commenti alla Notizia Microsoft House, l'avamposto di Redmond al centro di Milano
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  • Facciamo un esercizio di giornalismo di inchiesta e vediamo dove ci conducono i fatti.

    Fatto n.1
    Il sindaco di Milano Sala (piddi' di area renziana), prende nella sua giunta come assessore Roberta Cocco, con mansioni di digitalizzazione dell'amministrazione cittadina.
    Roberta Cocco arriva da M$.
    http://www.affaritaliani.it/milano/milano-da-micro...

    Fatto n.2
    L'assessore Roberta Cocco (ex M$) si rifiuta di pubblicare i suoi redditi come prevede la legge sulla trasparenza degli amministratori pubblici, adducendo ridicole balle.
    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_genna...

    Fatto n.3
    M$ ottiene dal comune di Milano l'autorizzazione ad aprire un ufficio di propaganda.
    http://punto-informatico.it/4371605/PI/News/micros...

    Fatto n.4
    Si scopre il motivo per cui l'assessore Cocco non voleva rendere pubblico il suo reddito del 2015
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/17/milano-.../

    E ora alla luce di questi fatti la cui evidenza e' chiara a tutti i non piddini, indovinate il titolo di oggi di quella carta da pesce chiamata anche "Repubblica".

    a) Roma batte Villareal nonostante la Raggi.
    b) La Raggi e le polizze a sua insaputa.
    c) Rivolta dei taxisti: colpa della Raggi?
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    Modificato dall' autore il 17 febbraio 2017 19.04
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  • Non è che gli altri giornali che hai linkato siano meglio. Fanno gioco di squadra, ognuno è tagliato per prendersi la fiducia di un determinato segmento di popolazione e influenzarli per quello che serve. La moderna propaganda non cerca di cambiare completamente l'opinione delle persone di colpo, sanno che è impossibile, quindi la spostano poco a poco.
    P.S. Hai saltato i titoli su Renzi. Il target della epubblica è quello di provare a fare il lavaggio del cervello a quelli che un tempo votavano centro sinistra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vtyhtfybyvh
    > Non è che gli altri giornali che hai linkato
    > siano meglio.

    Io ho parlato di fatti.
    Ho preso dei fatti di cronaca recente e li ho messi assieme.
    Avrebbe potuto farlo chiunque.
    Non l'ho visto fare da nessuno.

    > Fanno gioco di squadra, ognuno è
    > tagliato per prendersi la fiducia di un
    > determinato segmento di popolazione e
    > influenzarli per quello che serve.

    Strano.
    Proprio oggi ho letto di governi che propongono la galera per chi diffonde bufale.

    > La moderna
    > propaganda non cerca di cambiare completamente
    > l'opinione delle persone di colpo, sanno che è
    > impossibile, quindi la spostano poco a
    > poco.
    > P.S. Hai saltato i titoli su Renzi. Il target
    > della epubblica è quello di provare a fare il
    > lavaggio del cervello a quelli che un tempo
    > votavano centro
    > sinistra.

    Il target di repubblica e' quello di sostituirsi al domopak per incartare il pesce.
  • > > Non è che gli altri giornali che hai linkato
    > > siano meglio.
    >
    > Io ho parlato di fatti.

    Che hai selezionato come pare a te. Anche la Repubblica aveva dedicato un articolo a Roberta Cocco.

    > Ho preso dei fatti di cronaca recente e li ho
    > messi assieme.

    Prendendo quello che ti fa più comodo e omettendo quello che ti fa più comodo. Degno dei giornalisti dei giornali che hai linkato.

    > Avrebbe potuto farlo chiunque.
    > Non l'ho visto fare da nessuno.
    >

    Su questo non ho dubbi.


    > > Fanno gioco di squadra, ognuno è
    > > tagliato per prendersi la fiducia di un
    > > determinato segmento di popolazione e
    > > influenzarli per quello che serve.
    >
    > Strano.
    > Proprio oggi ho letto di governi che propongono
    > la galera per chi diffonde bufale.
    >

    Io non pretendo che mi credano tutti. Do solo uno spunto per ragionare in maniera diversa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vtyhtfybyvh
    > > > Non è che gli altri giornali che hai
    > linkato
    > > > siano meglio.
    > >
    > > Io ho parlato di fatti.
    >
    > Che hai selezionato come pare a te.

    Se ho trascurato qualcosa non devi fare altro che integrare.

    > Anche la
    > Repubblica aveva dedicato un articolo a Roberta
    > Cocco.

    Si, a pagina 29, dopo 12 pagine sulle polizze della raggi, la cronaca, lo sport, i necrologi e l'oroscopo.
    >
    > > Ho preso dei fatti di cronaca recente e li ho
    > > messi assieme.
    >
    > Prendendo quello che ti fa più comodo e omettendo
    > quello che ti fa più comodo. Degno dei
    > giornalisti dei giornali che hai
    > linkato.

    Se hai qualcosa da aggiungere, fallo.
    Altrimenti taci, e il tuo silenzio confermera' la mia tesi.

    > > Avrebbe potuto farlo chiunque.
    > > Non l'ho visto fare da nessuno.
    > >
    >
    > Su questo non ho dubbi.
    >
    >
    > > > Fanno gioco di squadra, ognuno è
    > > > tagliato per prendersi la fiducia di un
    > > > determinato segmento di popolazione e
    > > > influenzarli per quello che serve.
    > >
    > > Strano.
    > > Proprio oggi ho letto di governi che propongono
    > > la galera per chi diffonde bufale.
    > >
    >
    > Io non pretendo che mi credano tutti. Do solo uno
    > spunto per ragionare in maniera
    > diversa.

    Fino ad ora hai fatto solo fud.
    Fatti da parte tua zero.
  • Aho Panda ma ti sei accorto che la Cocco va in giro con una Volkswagen Polo 1.4 D vecchia di 13 anni?

    Sta pezzente, farebbe inorridire maxsix e le sue Mercedes, BMW, Jaguar.

    Va in giro da pezzente con 3,8 milioni in azioni M$.

    E l'iPhone ce l'ha?
    E un MacBook ultimo modello?
    iRoby
    9694
  • non lo sai ma la prima regola e' non ostentare in certe parti del nord Italia principalmente per motivi culturali e ambiantali
    non+autenticato
  • Io ci lavoro in un ufficio con postazioni flessibili. Alla fine ciascuno cerca di accaparrarsi una postazione e trasformarlo in un posto stabile. Però non puoi attaccare una foto una decorazione o qualche nota/diagramma di lavoro sul pannello verticale della scrivania perchè il tuo posto potrebbe essere usato da altri e deve rimanere impersonale. Nonostante certe postazioni diventano fissi ogni mattina è la caccia ar mejo posto. E se qualcun altro ha usato la tuo postazione il giorno prima ti ritrovi sulla scrivania la sporcizia che ha lasciato, perdi parecchi minuti per pulire la tastiera e riaggiustare l'altezza e la disposizione degli schermi per il tuo modo di lavorare.

    Ma il vero vantaggio delle postazioni flessibile è che siccome tanti o lavorano da remoto o dal cliente servono meno posti del numero di impiegati e la sede costa di meno, ma quando c'è qualche occasione speciale e sono tutti in sede non ci sono abbastanza postazioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gtyfvtvyfbh
    > Io ci lavoro in un ufficio con postazioni
    > flessibili.

    Le postazioni flessibili sono una delle peggiori idiozie che solo la mente di chi non ha mai lavorato in vita sua puo' partorire.

    Ma che c'entra con M$?
  • >
    > Le postazioni flessibili sono una delle peggiori
    > idiozie che solo la mente di chi non ha mai
    > lavorato in vita sua puo'
    > partorire.
    >
    > Ma che c'entra con M$?

    Ma hai letto l'articolo?

    Gli spazi interni sono privi di posti assegnati: le scrivanie sono tutte equipaggiate di monitor esterno e ogni altro accessorio indispensabile, ma i dipendenti sono incoraggiati a spostarsi giorno per giorno per occupare la postazione più utile a migliorare la collaborazione con i colleghi e ridurre al massimo le ridondanze.
    non+autenticato
  • >
    > e ridurre al massimo le
    > ridondanze.


    Ovvero: evitiamo di fare manutenzione ad un edificio con tanti posti vuoti quando sono tutti presso il cliente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vtyhtfybyvh
    > >
    > > Le postazioni flessibili sono una delle peggiori
    > > idiozie che solo la mente di chi non ha mai
    > > lavorato in vita sua puo'
    > > partorire.
    > >
    > > Ma che c'entra con M$?
    >
    > Ma hai letto l'articolo?

    Quale articolo?

    >
    > Gli spazi interni sono privi di posti
    > assegnati
    : le scrivanie sono tutte
    > equipaggiate di monitor esterno e ogni altro
    > accessorio indispensabile, ma i dipendenti sono
    > incoraggiati a spostarsi giorno per giorno per
    > occupare la postazione più utile a migliorare la
    > collaborazione con i colleghi e ridurre al
    > massimo le
    > ridondanze.


    Ah, ma e' ovvio.
    Il centro di propaganda M$ mica fa lavorare tecnici.
    Ci sono solo avvocati e markettari che lavorano li', i quali non hanno mica bisogno di una scrivania con le loro cose.
  • Gli open space, le postazioni "flessibili" ecc sono nate nel sottobosco USA in quelle correnti di management che dirigono anche Microsoft. IMVHO han uno scopo diverso: ricordare al lavoratore che è, secondo "i capi", un operaio modello Ford. In azienda non c'è un angolo suo, ci sono solo postazioni dove oggi c'è lui e domani può esserci un altro.

    La palla che aiuta la socializzazione e la collaborazione è la pillola di zucchero allegata. Cmq al di fuori del mondo inglese e di pochi fanatici nostrani (tipo quelle aziende che organizzano sedute di "team building" con esercizi degni di uno psicologo infantile con età mentale delle fasce giovani dei suoi pazienti) in Europa non va di moda...
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: gtyfvtvyfbh
    > > Io ci lavoro in un ufficio con postazioni
    > > flessibili.
    >
    > Le postazioni flessibili sono una delle peggiori
    > idiozie che solo la mente di chi non ha mai
    > lavorato in vita sua puo'
    > partorire.

    Hai scordato gli open space.
  • >
    > Hai scordato gli open space.

    Ma le postazioni flessibili sono negli open space.
    Il primo motivo delle postazioni flessibili è impacchettare il maggior numero possibile di persone nello spazio a disposizione, mica si usano stanze separate.

    E poi come fai a trovare rapidamente il posto vuoto cercando di stanza in stanza?
    non+autenticato
  • - Scritto da: gbtvg
    > >
    > > Hai scordato gli open space.
    >
    > Ma le postazioni flessibili sono negli open space.
    > Il primo motivo delle postazioni flessibili è
    > impacchettare il maggior numero possibile di
    > persone nello spazio a disposizione, mica si
    > usano stanze separate.

    Si, ma gli open space esistevano anche prima che si inventassero le postazioni flessibili, e già allora si erano rivelati buoni solo per risparmiare sui muri, visto che anche con la postazione fissa è impossibile lavorarci.
  • - Scritto da: Fulmy(nato)

    > Si, ma gli open space esistevano anche prima che
    > si inventassero le postazioni flessibili, e già
    > allora si erano rivelati buoni solo per
    > risparmiare sui muri, visto che anche con la
    > postazione fissa è impossibile
    > lavorarci.

    Dipende da cosa ci fai. Se hai un gruppo di sviluppatori, un buon openspace aiuta la collaborazione. Sulle scrivanie in condivisione sono invece contrarissimo. E anche sulle scrivanie piccole.
  • La fotogallery ricarica tutta la pagina ad ogni nuova foto come nel 1996. Compilmentoni al webmaster.
    non+autenticato
  • - Scritto da: chepena
    > La fotogallery ricarica tutta la pagina ad ogni
    > nuova foto come nel 1996. Compilmentoni al
    > webmaster.

    Ecco che è arrivato il genio... ti credi tanto intelligente e invece non ci se ancora arrivato? Davvero non ti sei accorto che è fatto di proposito (come il reload automatico delle pagine) per fare più view sui banner? E se non hai un adblocker il trucco funziona anche.
    non+autenticato
  • Digital Class

    Se veramente la fanno senza soldi pubblici riescono perfino a dare una lezione ai macachi.
    non+autenticato
  • La verità è che prima Microsoft stava in una sede molto bella ma in mezzo al nulla. Nessun mezzo pubblico, stradina di campagna per arrivarci. Persino i navigatori non avevano l'indirizzo. Tutte le volte che sono andato là per un evento ho sempre avuto il timore di essermi perso.

    Oggi si mettono in una sede stra-glamour e in una zona che rappresenta più la fighetteria della milanesità finanziaria piuttosto che rappresentare in "bel paese" come decantato nell'articolo. E in effetti il primo evento è stato "la Milano che vorrei".

    Bel biglietto da visita per la sede Italiana di una multinazionale che si prefigge di inserirsi nel tessuto economico italiano.

    Qualcuno dovrebbe dire loro che l'Italia è per oltre il 90% piccola e media impresa: tessile, edile, agro-alimentare, meccanica che è poco o nulla rappresentata dai sushi bar di Corso Como e piazza Gae-Aulenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Darth Vader
    > La verità è che prima Microsoft stava in una sede
    > molto bella ma in mezzo al nulla. Nessun mezzo
    > pubblico, stradina di campagna per arrivarci.
    > Persino i navigatori non avevano l'indirizzo.
    > Tutte le volte che sono andato là per un evento
    > ho sempre avuto il timore di essermi
    > perso.
    >
    > Oggi si mettono in una sede stra-glamour e in una
    > zona che rappresenta più la fighetteria della
    > milanesità finanziaria piuttosto che
    > rappresentare in "bel paese" come decantato
    > nell'articolo. E in effetti il primo evento è
    > stato "la Milano che
    > vorrei".
    >
    > Bel biglietto da visita per la sede
    > Italiana
    di una multinazionale che si
    > prefigge di inserirsi nel tessuto economico
    > italiano.
    >
    > Qualcuno dovrebbe dire loro che l'Italia è per
    > oltre il 90% piccola e media impresa: tessile,
    > edile, agro-alimentare, meccanica che è poco o
    > nulla rappresentata dai sushi bar di Corso Como e
    > piazza
    > Gae-Aulenti.


    E dove avrebbero dovuto farla? A Quarto Oggiaro?
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    Modificato dall' autore il 17 febbraio 2017 23.59
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  • Lorenteggio, per esempio. Segrate, dove erano prima non era un brutto posto. Assago. Tutti posti meno fighetti e più immagine dell'Italia che lavora al posto della Milano che si atteggia.
    non+autenticato
  • È il loro parco clienti migliore: imprese che non possiedono in massima parte competenze interne non solo per valutare i loro prodotti ma anche solo per sapere che ne esistono altri, ben diversi.

    Il fatto di apparire ad un certo modo gli serve, i manager tipo delle PMI sono molto sensibili all'effetto grandeur dei loro simili "più grossi", il far convegni dove si mangia tanto&bene, dove ci sono hostess (e steward) di bell'aspetto, tanti commerciali sorridenti con risposte pronte (purché non tecniche) ecc aiuta.
    non+autenticato
  • E' un piano mondiale, non una operazione italiana.
    Si tratta di rafforzare il brand.

    Aggiungo che la presenza di Microsoft sul mercato tiene conto di una rete di partner (riorganizzata da un po' di tempo) ben integrati con la compagnia stessa e con una serie di nuovi contratti di rivendita adeguati al nuovo mondo che si è venuto a creare.

    Vedremo come andrà...
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    Modificato dall' autore il 18 febbraio 2017 21.42
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  • Andrà bene finchè ci saranno le mazzette a reggere in piedi il baraccone.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Andrà bene finchè ci saranno le mazzette a
    > reggere in piedi il
    > baraccone.

    Un commento proprio fuori luogo.
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > - Scritto da: ...
    > > Andrà bene finchè ci saranno le mazzette a
    > > reggere in piedi il
    > > baraccone.
    >
    > Un commento proprio fuori luogo.

    Quando la verità e sotto i nostri occhi per tantissimo tempo, si finisce per non vederla più!
    non+autenticato
  • - Scritto da: O la sacrosanta verita

    > Quando la verità e sotto i nostri occhi per
    > tantissimo tempo, si finisce per non vederla
    > più!

    Qua parlate di tangenti come fossero caramelle. Mi piacerebbe capire dove si applicano queste tangenti.

    Tra l'altro che senso avrebbe una tangente in un contesto di una nuova sede in una zona in di Milano?
  • Parlando in generali le "tangenti" non sono solo buste piene di euro infilate nelle fodere, sono anche accordi per reciproci interessi, un esempio banale: tu hai un terreno da vendere e magari sei anche un'impresa edile e magari hai un ruolo di peso in qualche istituzione; per me che devo far una sede un posto vale l'altro, ti propongo: compro da te il terreno, pago la tua impresa per fare il lavoro, tu in cambio piazzi uno dei miei nell'istituzione mia potenziale cliente e appoggi le sue proposte verso i miei prodotti. Anche questa è un tangente, difficile da accertare e potenzialmente legale (se non c'è nulla di scritto per dire dov'è l'illecito se un uomo d'affari vende un terreno e costuisce per l'acquirente su di esso? Dov'è l'illecito se appoggia una persona che ha legami col suo compratore? Al massimo è inopportuno).

    Non parlo per questo specifico caso ma in senso generale, in questo specifico caso trovo solo un curioso parallelo con l'ex AD di Nokia, quello che da Microsoft veniva ed a Microsoft ha svenduto Nokia, anche li immagino rispettando tutte le leggi del caso...
    non+autenticato
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