Alfonso Maruccia

Kim Dotcom, l'estradizione si avvicina?

La giustizia neozelandese si è pronunciata sul caso del fondatore di Megaupload, ma la decisione non risolve del tutto la questione e dà modo agli avvocati difensori di chiamare in causa ulteriori gradi di giudizio

Roma - Nel weekend è andata in onda l'ennesima puntata del procedimento giudiziario che coinvolge Kim Dotcom e i suoi più stretti collaboratori, colpevoli secondo la giustizia statunitense di violazione del copyright e altri gravi reati e per questo meritevoli di essere estradati e giudicati direttamente sul suolo americano. La sentenza, in realtà, non fa che dare ancora fiato ai legali di Dotcom, che già preannunciano un nuovo appello.

Il Dipartimento di Giustizia (DoJ) USA vuole processare Dotcom e sodali per associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e violazione della proprietà intellettuale, e il giudice Nevin Dawson aveva già dato il via libera all'estradizione senza esprimersi in maniera diretta sulle gravi accuse mosse contro il pioniere dello storage telmatico.

La nuova decisione presa dall'Alta Corte della Nuova Zelanda conferma la legittimità della richiesta del DoJ ma solo in parte: secondo la legislazione locale, hanno stabilito i giudici, l'infrazione del copyright per mezzo delle comunicazioni telematiche è responsabilità esclusiva degli utenti e non dei fornitori di servizi o degli ISP.


Tra Nuova Zelanda e USA è in vigore un trattato che non riguarda in via specifica la suddetta questione, mentre per il resto delle accuse mosse contro Dotcom e collaboratori - e in particolare la presunta associazione a delinquere volta all'infrazione di copyright, che equivale a una tentata frode - è prevista l'estradizione. Dotcom dovrà insomma finire davanti alla giustizia USA ma non per il presunto reato che ha fin qui animato l'intera vicenda Megaupload, una questione della quale l'imprenditore non manca di sottolineare l'ironia accanto alle rassicurazioni di rito sulla tranquillità del momento.



La decisione dell'Alta Corte riguarda una legge che non è pertinente, dice ancora Dotcom su Twitter, mentre gli avvocati difensori hanno già annunciato di voler ricorrere in appello per sentire l'ennesima campana "alternativa" sulla faccenda. Dotcom non rinuncia a trafficare col file sharing, mentre le polemiche sulle accuse dell'industria statunitense sulla presunta illegittimità del business di Megaupload continuano a far discutere addetti ai lavori e commentatori.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Kim Dotcom, l'estradizione si avvicina?
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  • BOOM! il bambino neozelandese ha visto il re nudo, finalmente![*]

    < l'infrazione del copyright per mezzo delle comunicazioni telematiche è responsabilità esclusiva degli utenti e non dei fornitori di servizi o degli ISP >

    minchia e' 20 anni che lo diciamo! vogliamo processi con 50000 imputati in aula


    [*] e' una FAMOSA fiaba non roba pedofilaA bocca aperta https://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell...
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > BOOM ! il bambino neozelandese ha visto il
    > re nudo,
    > finalmente![*]
    >
    > < l'infrazione del copyright per mezzo delle
    > comunicazioni telematiche è responsabilità
    > esclusiva degli utenti e non dei fornitori di
    > servizi o degli ISP
    > >
    >
    > minchia e' 20 anni che lo diciamo! vogliamo
    > processi con 50000 imputati in
    > aula

    E invece quello che vediamo e' una persona accusata di aver commesso un reato in un paese in cui non ha mai messo piede.

    E nessuno ha avuto niente da dire!
  • Già, e sembra che nessuno noti questo "dettaglio".
    non+autenticato
  • Certo che Dotcom, un grasso filibustiere informatico, rischia di diventare un eroe a seguito di quella che è una vera e propria persecuzione giudiziaria.
    Gli americani non si preoccupano, visto che ormai la loro reputazione è irrimediabilmente rovinata.
    non+autenticato
  • Quella più preoccupante è la reputazione della Nuova Zelanda, dato che non sembrano farsi scrupoli a vendere un loro facoltoso connazionale per gli interessi dell'industria degli Yankee.

    A me non sembra che Hollyood e tutta l'industria protetta dal copyright sia in perdita folle a causa di Kim.
    iRoby
    9694
  • - Scritto da: iRoby
    > Quella più preoccupante è la reputazione della
    > Nuova Zelanda, dato che non sembrano farsi
    > scrupoli a vendere un loro facoltoso connazionale
    > per gli interessi dell'industria degli
    > Yankee.
    >
    > A me non sembra che Hollyood e tutta l'industria
    > protetta dal copyright sia in perdita folle a
    > causa di
    > Kim.

    Non è mai stata in perdita folle da come la raccontano in 10 e più anni in cui il file sharing prima e il cyberlocker dopo, sono stati visti come il male assoluto per il copyright.
  • - Scritto da: iRoby
    > Quella più preoccupante è la reputazione della
    > Nuova Zelanda, dato che non sembrano farsi
    > scrupoli a vendere un loro facoltoso connazionale
    > per gli interessi dell'industria degli
    > Yankee.

    Ed è preoccupante come quasi tutti gli stati del mondo si mettano a pecorina di fronte alle richieste/minacce degli USA. Sicuramente se una mattina si fosse svegliata la Norvegia, chiedendo l'estradizione di Kim.Com per processarlo, la Nuova Zelanda si sarebbe fatta delle grasse risate...
    non+autenticato
  • Eh si, ma tieni conto che la Nuova Zelanda è ammanicata a doppio legame con gli USA.
    Tutti i paesi anglofoni lo sono, e ospitano anche apparecchiature di sorveglianza (Echelon, per esempio) degli amaricani.

    E comunque è vero quello che dici: gli svedesi, che non sono ammanicati così strettamente, si sono messi alla pecorina e addirittura si sono inventati uno stupro, per esaudire le richieste degli USA che volevano Assange...
    non+autenticato