Interpol: il futuro è una rete privata

A breve sarà operativo il meganetwork dell'organizzazione di polizia internazionale: servirà a condividere dati di ricercati ma anche ad avvetire rapidamente dei possibili attacchi e attentati nel mondo

Bruxelles - Un sistema di comunicazione più veloce ed efficiente capace di far girare presso le forze di polizia di tutti i paesi associati informazioni vitali sulle minacce che mano mano emergono, gli allarmi e le novità delle indagini internazionali. Questo è il progettone su cui sta lavorando l'Interpol, da sempre impegnata a trovare meccanismi più efficienti di cooperazione tra le forze dell'ordine dei 181 paesi che compongono l'organizzazione.

Le nuove comunicazioni saranno incentrate su quello che è stato chiamato Orange Notices, veri e propri bollettini di sicurezza spediti via computer. "Seguendo le Orange Notices - hanno spiegato i funzionari di Interpol al meeting di Lione, in Francia, dove è stato presentato il progetto - gli agenti delle forze dell'ordine avranno un quadro più preciso di quello che sta succedendo".

Il servizio si sovrappone a quello delle Red Notices fin qui utilizzato per individuare latitanti e vuole essere un modo nuovo per aggiornare chi di dovere sulle ultime tecnologie o tecniche messe a punto dai criminali, per esempio per trasportare merce illegale, superare punti di controllo e via dicendo.
Secondo l'Interpol questa risposta tecnologica rappresenta un importante passo avanti in un mondo nel quale, a partire dalle organizzazioni terroristiche, incombe l'uso di sistemi sempre più elaborati per sfuggire ai controlli. L'idea è che se si scopre l'uso, per esempio, di dispositivi mobili fasulli che contengono in realtà pezzi di armi da fuoco, allora l'informazione possa rapidamente arrivare in tutto il mondo. Oppure se vengono identificati certi comportamenti di cellule terroristiche o organizzazioni criminali, la notizia possa essere portata a conoscenza delle polizie internazionali per agevolare il lavoro di contrasto.

Orange Notices girerà sul Virtual Private Network (VPN) che sta connettendo le centrali Interpol e che per ora coinvolge uffici in 80 paesi. La rete consentirà lo scambio di informazioni operative, come dati e foto di ricercati, ma anche di scambiare rapidamente informazioni, conoscenze e idee.
TAG: cybercops
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