Luca Annunziata

Verizon ha deciso, compra Yahoo con lo sconto

Raggiunto l'accordo con un taglio di 350 milioni sul prezzo fissato. Le vicende relative alle brecce negli account non hanno impedito la chiusura dell'operazione

Milano - Poteva andare peggio, poteva persino saltare tutto: quando, dopo l'offerta pubblica di Verizon per rilevare la maggior parte delle attività legate al marchio Yahoo, si era saputo che due diversi attacchi nel 2013 e nel 2014 avevano compromesso un miliardo di account c'era stato chi aveva persino dubitato che l'intero accordo sarebbe andato in porto. Invece alla fine Verizon ha ottenuto lo sconto richiesto e delle garanzie, e ha deciso di portare a termine l'acquisizione di un paio di social (Flickr e Tumblr) e delle attività nordamericane di Yahoo per una cifra che si aggira attorno a 4,5 miliardi di dollari.

L'acquisizione di Verizon, che lascia fuori la partecipazione in Alibaba e Yahoo Japan, è tutta votata ad ampliare il bacino di utenti raggiunti dai servizi e dalla pubblicità gestiti dal provider statunitense. Non è un mistero che le telco a stelle e strisce si siano interessate ai creatori e veicolatori dei contenuti per poter mettere lo zampino nel mestiere sempre più importante dei cosiddetti over-the-top, coloro che operano sopra le reti più che gestirle: incidenti di sicurezza a parte, quindi, Yahoo restava un boccone interessante per Verizon e soprattutto a buon mercato - ancora di più dopo aver strappato un sostanzioso sconto di 350 milioni di dollari sulla offerta iniziale.

Altro fattore che ha pesato sicuramente nella scelta, la decisione di condividere il peso economico di tutte le evenutali sanzioni, multe e risarcimenti legati ai crack dell'infrastruttura che sono stati resi pubblici solo nel 2016: Altbaba, come si chiamerà ciò che resta di Yahoo e non confluirà in Verizon, sarà accanto a quest'ultima per fronteggiare i risultati delle indagini che sono state aperte su entrambe le sponde dell'Atlantico per vagliare il comportamento dell'azienda fondata da David Filo e Jerry Yang nel 1994 (nessuno dei due è più da tempo al comando). Qualunque sarà l'esito delle indagini, o di eventuali class action, i costi saranno divisi in due. Inoltre, tutte le sanzioni che la SEC (l'organismo di controllo della Borsa USA) dovesse comminare saranno tutte a carico dell'attuale Yahoo.
A bordo di Verizon salirà Marissa Meyer, manager a suo tempo strappato a Google per rilanciare le sorti di Yahoo, che tuttavia ha finito per condurre l'azienda verso la vendita. In precedenza si riteneva che la Meyer sarebbe rimasta fuori dalla nuova entità, ma pare proprio che resterà almeno per ora al suo posto per continuare a gestire le attività Yahoo che ormai conosce molto bene. L'ultima trimestrale, tutto sommato positiva, deve aver bene impressionato e magari ha convinto definitivamente Verizon che la spesa valesse l'impresa.

Luca Annunziata
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