Claudio Tamburrino

Uber, sindaci e sindacati contro

Roma al centro della lotta italiana contro Uber: i tassisti hanno trovato l'appoggio del Sindaco Raggi, assediato la sede del PD e ottenuto la promessa di una sostanziale retromarcia in tema di trasporti entro un mese

Roma - Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha annunciato di aver raggiunto un accordo con i rappresentanti delle sigle sindacali dei tassisti in base al quale si impegna al riordino del settore in un mese, in sostanziale controtendenza rispetto alle recenti misure che promettevano di trovare spazio di manovra per le soluzioni di mobilità offerte da app come Uber.

L'accordo arriva alla fine di una giornata complicata, durante la quale le strade di Roma sono state infiammate dalla protesta dei tassisti nei confronti della manovra Milleproroghe che al suo interno contiene modifiche destinate a legittimare l'app per il car sharing urbano Uber: con l'iniziale supporto del sindaco Virginia Raggi (che ha poi preso le distanze dagli scontri violenti avvenuti davanti alla sede romana del Partito Democratico) questi sono riusciti a far sentire le proprie ragioni e a costringere il Governo a promettere nei prossimi giorni una riforma che limiti le novità introdotte.

Uber sperava di trovare in Italia una prima apertura con il Decreto Milleproroghe e le misure al suo interno relative al riordino del settore dei trasporti urbani: un lavoro di scalpello contro i sistemi tradizionali di trasporto (e i tassisti in primis) che sta conducendo anche in altri paesi. Mentre la Commissione Europea sta per esempio cercando di trovare una quadratura alla regolamentazione del servizio, la Germania ha bloccato Uber sia a Berlino che ad Amburgo e negli Stati Uniti, in particolare in California, le autorità competenti sono arrivati ad un vero e proprio braccio di ferro con l'app, costretta a rivedere le proprie policy in maniera di gestione dei lavoratori e dei dati degli utenti.
Lo scontro tra Uber e i tassisti era divampato in Italia, in realtà, già ben prima dei giorni scorsi, precisamente nel maggio del 2014: allora era stata Milano a diventare palcoscenico di scioperi ed accese proteste perché in un mercato come quello dei taxi, di difficile accesso per le costose licenze e le dettagliate regolamentazioni, l'arrivo del servizio di car sharing con cui i passeggeri si possono accordare via app ha immediatamente creato un vero e proprio tsunami.

La crisi si era calmata positivamente per i tassisti con la decisione dei giudici, confermata dal Tribunale di Milano, di bloccare in tutto il paese l'app Uberpop e l'obbligo di rientrare in garage tra una chiamata e l'altra per gli autisti UberBlack.

Successivamente la questione era arrivata in Parlamento: la startup aveva trovato un interlocutore pronto ad ascoltarla nell'Autorità dei Trasporti presieduta da Andrea Camanzi. Ribadendo una posizione già espressa in precedenza, nella sua relazione al Senato questo aveva riferito della necessità di una riforma a livello normativo del settore del trasporto di persone nei servizi non di linea, che si era alla fine concretizzata proprio in questi giorni nel Decreto cosiddetto Milleproroghe: al suo interno vi sono infatti modifiche al fine di far emergere tali mercati e favorire l'incontro di domanda e offerta di servizi "in modo trasparente e nel rispetto delle regole applicabili all'attività economica d'impresa".

Così, presentandole, Linda Lanzillotta parlava di "ottima soluzione" con "regole per tutti, taxi, ncc e Uber".

Tutto questo, tuttavia, in base all'accordo ora preso con i rappresentanti sindacali dei tassisti, sarà rivisto con un nuovo decreto interministeriale (la cui stesura deve concludersi entro un mese) che dovrà contenere misure "tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia".

Nel frattempo, il fronte della domanda ha scelto: dopo lo sciopero dei taxi i download di Uber hanno registrato una vera e propria impennata.

Claudio Tamburrino
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30 Commenti alla Notizia Uber, sindaci e sindacati contro
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  • Tanto vi verrà a tutti il cancro ai polmoni per colpa del PM10, voi, uber,i taxi tutti morti di cancro
    non+autenticato
  • La lanzillota dice che l' emendamento introdotto nel ddl milleproroghe 2017, che SOSPENDE l’efficacia del art 29 comma 1-quater della legge 21/92 .... ma in realta' quella legge (un po barzotta, ma cmq vecchia del 1992) e' stata modificata nottetempo dai soliti fasci[*] del governo berlusconi (milleproroghe di dic 2008, poi convertita col Legge 27 febbraio 2009, n. 14), inasprendo gli obblighi per gli NCC e le legnate. Con roba sballata e inapplicabile. Infatti poi con Legge 9 aprile 2009, n. 33, han messo "Sospensione dell'efficacia di disposizioni in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea "!
    Lasciando la roba nel limbo, con proroghe e rinvii ad una seria sistemazione del settore.
    Ovviamente i tassinari, che considerano la licenza come un TFR un investimento da passare da padre in figlio o da vendere sul mercato, hanno sempre adorato il num. artificiosamente basso delle licenze (specie a roma). Ovviamente questo ha spinto la corruzione e a trafficare con licenze NCC 'fuori porta'.
    E succedono meraviglie come http://www.unicataxifirenze.com/sites/default/file... (si, anche quando finalmente metti piu' licenze, succedono casini)
    Nel mentre... il mondo e' anche andato avanti. L'affaire dell "app" non c'entra un tubo. anche i taxi hanno app. E' che a forza di mettere pezze e non decidere IN FAVORE DEGLI UTENTI e NON scrivendo norme applicabili, si e' incancrenito tutto.

    IMHO per raddrizzare le cose si dovrebbe
    - leggittimare UberPOP, togliendo cosi' definitivamente l'arma del ricatto (romano [e non]... si tipo la coop 3570.it di bittarelli, Nel 2008 candidato al Senato con il Pdl, nel 2013 ci ha riprovato con Fratelli d'Italia, senza successo) e il mercimonio delle licenze (anche ncc)

    - mantenere/migliorare/definire meglio le distinzioni tra NCC e taxi. I taxi devono avere dei privilegi (es: piazzole sosta, corsie, ecc) e dei doveri (es: non rifiuto chiamata, reperibilta ecc) in quanto pubblica utilita' (o pubblico servizio ,mejo) che gli NCC non hanno (che potrebbero avere anhe una tariffa minima piu' alta, e niente privs sopra definiti) Questo ALLA LUCE del 2017. Quindi NIENTE idiozie artificiose tipo ritorno all'autorimessa ecc ecc (la lista e' lunga)
    - A fronte di TALE AFFRONTO(!) sulle licenze, parziale compensazione statale, stile ammortamento beni strumentali.

    [*] sindaco di roma alemanno, min dei trasporti matteoli
    non+autenticato
  • > [*] sindaco di roma alemanno, min dei trasporti
    > matteoli

    Se liberalizzi uber pop licenze di taxi e ncc non hanno più alcun senso.

    Si devono liberalizzale le licenze, il comune deve darne quante ne richiede il mercato a un prezzo bassissimo, a quel punto la regolamentazione di uber pop viene da se in maniera molto semplice: per prestare servizio tramite uber devi avere una licenza taxi. Così si evita che chiunque possa offrire servizio pubblico (che è un rischio) e si migliora il servizio per gli utenti, sicuramente a lungo andare anche i tassisti ne guadagnerebbero. Elimini gli NCC con semplificazione burocratica e finalmente rimuovi sta boiata della presa in strada con gioia degli utenti.

    Chiaro che tassisti e ncc perderebbero il TFR dato dal valore della licenza, ma praticamente tutti i lavoratori dipendenti l'hanno perso col contributivo e a nessuno è fregato qualcosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > > [*] sindaco di roma alemanno, min dei
    > trasporti
    > > matteoli
    >
    > Se liberalizzi uber pop licenze di taxi e ncc non
    > hanno più alcun senso.
    >
    >
    > Si devono liberalizzale le licenze, il comune
    > deve darne quante ne richiede il mercato a un
    > prezzo bassissimo, a quel punto la
    > regolamentazione di uber pop viene da se in
    > maniera molto semplice: per prestare servizio
    > tramite uber devi avere una licenza taxi. Così si
    > evita che chiunque possa offrire servizio
    > pubblico (che è un rischio) e si migliora il
    > servizio per gli utenti, sicuramente a lungo
    > andare anche i tassisti ne guadagnerebbero.
    > Elimini gli NCC con semplificazione burocratica e
    > finalmente rimuovi sta boiata della presa in
    > strada con gioia degli utenti.
    >

    Sono pienamente d'accordo. Si dovrebbe rimodernare il settore - e soprattutto, BASTA col piegarsi a 90° ogni volta che i tassisti bloccano le città, accidenti! - senza scadere nel far west di uber. Quelli di uber sono veramente dei rancidi che sfruttano gente in difficoltà, prendendosi il grosso dei guadagni, ma non le responsabilità, di un datore di lavoro.
    Un po' con il lavoro a tempo indeterminato 2.0, che ci ritroviamo grazie al jobs act, ma senza nemmeno un minimo sindacale o la copertura degli infortuni.
    Izio01
    4149
  • - Scritto da: nome e cognome
    > > [*] sindaco di roma alemanno, min dei
    > trasporti
    > > matteoli
    >
    > Se liberalizzi uber pop licenze di taxi e ncc non
    > hanno più alcun senso.
    >


    Se elimini gli NCC Uber diventa un monopolio. Conta che molti clienti sono i turisti che arrivano con l'app di Uber già installata.
    Eliminare quelle norme borboniche che erano in discussione sarebbe stato un passo avanti senza grandi stravolgimenti.
    non+autenticato
  • > Se elimini gli NCC Uber diventa un monopolio.
    > Conta che molti clienti sono i turisti che
    > arrivano con l'app di Uber già installata.

    Ci sono barriere all'ingresso di altri operatori? No. Quindi non è un monopolio.

    > Eliminare quelle norme borboniche che erano in
    > discussione sarebbe stato un passo avanti senza
    > grandi
    > stravolgimenti.

    Nel momento in cui fare il tassista non è un privilegio di pochi l'NCC non ha alcun senso di esistere. Diventano tutti tassisti, si semplifica il quadro normativo e gli ncc smettono di proporsi come dei mafiosi agli arrivi negli aeroporti.
    non+autenticato
  • La questione che il legislatore non riesce a comprendre è che ormai il vaso di Pandora è aperto, e non l'ha aperto Uber, ma la tecnologia.

    Blocca Uber, e la gente fa finta di fare sharing con blablacar.

    Blocca lo sharing, e ci si mette d'accordo su Facebook.

    Certi privilegi sono finiti, perché anacronistici. I tassisti usano la licenza come TFR? Mi spiace, non avrebbero dovuto.
  • >
    > Certi privilegi sono finiti, perché
    > anacronistici. I tassisti usano la licenza come
    > TFR? Mi spiace, non avrebbero
    > dovuto.

    Usavano la licenza come TFR. Chi è l'idiota che oggi spende 40/50 mila euro per una licenza che renderà ancora per pochi anni?
    non+autenticato
  • Quelli che oggi fanno casino sono quelli che l'hanno pagata 100mila Euro anni fa...
  • Quante storie, io utilizzo Uber tuii i giorni per fare casa-lavoro e ritorno. Non posso farmi 60 km a piedi. Uber conviene.
    non+autenticato
  • Ma quanto ti costano 60 km al giorno? Newbie, inesperto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > Quante storie, io utilizzo Uber tuii i giorni per
    > fare casa-lavoro e ritorno. Non posso farmi 60 km
    > a piedi. Uber conviene.

    Ti devo prendere in parola perchè non ho mai preso Uber.
    Però se avessero abolito quelle norme che impediscono agli autonoleggi di inserirsi sul mercato ci sarebbe stata più concorrenza abbassando un po' i prezzi.
    non+autenticato
  • I taxi sono un servizio pubblico su concessione , e finche' sara' cosi' quello che e' successo in questi giorni e' un reato ... invece di ritirare le licenze ai tassisti ( che stanno commettendo un reato ) li si accontenta ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > I taxi sono un servizio pubblico su concessione ,
    > e finche' sara' cosi' quello che e' successo in
    > questi giorni e' un reato ... invece di ritirare
    > le licenze ai tassisti ( che stanno commettendo
    > un reato ) li si accontenta ?

    Come ho scritto nel post qui sotto i tassisti hanno alleati potenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > I taxi sono un servizio pubblico su concessione ,
    essendo in italia, neanche quello e' proprio esatto.Con la lingua fuori vedansi per es sentenza Corte Suprema di Cassazione del 17/11/98 n. 1183... che si basa sul nuovo testo dell’art. 358 c.p. introdotto dall’art. 18 della legge 26 aprile 1990, n. 86. Il quale, secondo loro, ha dato una "nuova interpretazione" di pubblico servizio .. e il taxi e' di 'interesse pubblico ma non pubblico servizio' (!?) ... ovviamente non tutti sono concordi ecc... la solita merda italiana di azzeccagarbugli e gerontoburocrati
    non+autenticato
  • Pero' se e' di interesse pubblico e non pubblico servizio dovrebbe decadere la necessita' di concessione ... quindi uber sarebbe in regola ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > Pero' se e' di interesse pubblico e non pubblico
    > servizio dovrebbe decadere la necessita' di
    > concessione ... quindi uber sarebbe in regola
    > ...
    ehehe.. il cavillo regna sovrano. il colpevole principale cmq e' il Legislatore. Che e' VERAMENTE malato. sopratutto perche' e' romano. e i tassisti laziali sono tra i peggiori d'italia.
    non+autenticato
  • > gerontoburocrati

    Parola sbagliata perchè da l'impressione che si tratti di un errore o di una mentalità cavillosa.
    In realtà la burocrazia è ben studiata come strumento di potere, ogni cavillo ha uno scopo preciso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nyynujy
    > > gerontoburocrati
    >
    > Parola sbagliata perchè da l'impressione che si
    > tratti di un errore o di una mentalità cavillosa.
    >
    > In realtà la burocrazia è ben studiata come
    > strumento di potere, ogni cavillo ha uno scopo
    > preciso.

    Infatti quella 'burocrazia' cavillosa non la si ritrova pedante in ogni anbito per puro caso. Sono cavilli studiati a fagiolo per l'amico/i di turno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > I taxi sono un servizio pubblico su concessione ,
    > e finche' sara' cosi' quello che e' successo in
    > questi giorni e' un reato ... invece di ritirare
    > le licenze ai tassisti ( che stanno commettendo
    > un reato ) li si accontenta
    > ?

    Ora sarebbe interessante conoscere il punto di vista del "pentastellato pro-uber" che bazzica per PI. Ficoso
  • Deve prima chiedere a Beppe
    non+autenticato
  • - Scritto da: aphex_twin
    > - Scritto da: lorenzo
    > > I taxi sono un servizio pubblico su
    > concessione
    > ,
    > > e finche' sara' cosi' quello che e' successo
    > in
    > > questi giorni e' un reato ... invece di
    > ritirare
    > > le licenze ai tassisti ( che stanno
    > commettendo
    > > un reato ) li si accontenta
    > > ?
    >
    > Ora sarebbe interessante conoscere il punto di
    > vista del "pentastellato pro-uber" che bazzica
    > per PI.
    >Ficoso

    Beh tu con quella piccola quantità di cervello che ti ritrovi mica sei in grado di avercene uno tutto tuo di punto di svista! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • > Ora sarebbe interessante conoscere il punto di
    > vista del "pentastellato pro-uber" che bazzica
    > per PI.
    >Ficoso

    Ma figurati se panda rossa si fa sentire, ma poverino non è colpa sua, con tutto il rispetto per i grillini questo è quello che accade se si fa una politica non su delle idee proprie ma in base a come gira il vento. Adesso i tassisti gridano ed ecco che i 5s gli vanno dietro. E purtroppo sarà così in tante questioni, chi grida di più avrà sempre ragione, questa è laverità (e non solo in politica credo)
    non+autenticato
  • I mezzi di comunicazione si sono lanciati nella solita valanga di cazzate per coprire la verità.
    Il decreto proposto sospendeva:
    1) L'obbligo ai non tassisti di tornare in rimessa tra un cliente e l'altro (solo i tassisti possono aspettare i clienti in strada).
    2) Il divieto per i non tassisti di uscire da una determinata zona.

    Credete davvero alla balla che queste norme danno fastidio a Uber?
    1) Mica l'autista di Uber aspetta i clienti per strada, gli ordini arrivano online e l'obbligo di tornare in rimessa nessuno lo può controllare.
    2) Le auto di Uber non hanno un contrassegno del comune come gli autonoleggi, chi si mette a verificare il limite territoriale?

    Queste norme erano state fatte per impedire agli autonoleggi di fare servizi simili a quelli dei tassisti. Tolti di mezzo gli autonoleggi Uber è felice perchè c'è un concorrente di meno, quindi la storia del decreto a favore di Uber è una balla.
    Ma allora perchè i giornali hanno dato tanto spazio ai tassisti e il M5S si è scagliato contro il PD accusandolo di riforme neoliberali?
    Pensateci. Chi ci guadagna se i trasporti pubblici fanno schifo e i taxi sono riservati ad un servizio di lusso? Chi ci guadagna siamo costretti ad avere tre macchine a famiglia?

    Quello che è successo è che i tassisti hanno alleati potenti. Loro hanno fatto casino e hanno attirato l'attenzione, nel frattempo qualcuno più potente ha fatto pressioni dietro le quinte per impedire ogni riforma e il governo attuale col suo scarso potere ha immediatamente fatto marcia indietro.
    non+autenticato
  • e' un complotto dei rettilanei
    non+autenticato
  • - Scritto da: mal di testa
    > e' un complotto dei rettilanei
    E secondo te di cosa avrei accusato i rettilanei?
    non+autenticato
  • - Scritto da: nyynujy
    > I mezzi di comunicazione si sono lanciati nella
    > solita valanga di cazzate per coprire la
    > verità.
    > Il decreto proposto sospendeva:
    > 1) L'obbligo ai non tassisti di tornare in
    > rimessa tra un cliente e l'altro (solo i tassisti
    > possono aspettare i clienti in
    > strada).
    > 2) Il divieto per i non tassisti di uscire da una
    > determinata
    > zona.
    una specie, ma in realta' e' ancora piu' incasinato... quasi quasi abbozzo un post
    non+autenticato
  • Io ho capito che Uber è una rivoluzione che sovverte ordini prestabiliti, come quello della licenza Taxi che costa cifre come 180.000 euro o più.
    Che una P.A. incassa in contanti e che chi la ottiene deve pagarsi con un mutuo proprio come quello per l'acquisto di un appartamento per la famiglia.

    Se tutti registrandosi presso un servizio online possono trasportare, organizzati da una app invece che con Radio Taxi et similia, il sistema della licenza Taxi che porta soldi nelle casse della P.A. va a farsi benedire.
    E anche tutto il personale dei servizi Radio Taxi perderanno il lavoro, non solo i tassinari.

    Tanto peggio se l'azienda Uber è fuori dall'Italia ed agisce dall'estero coi suoi server e la sua connessione. Dato che giuridicamente non la potrai attaccare.

    Non sono i tassisti ad avere amici potenti.
    Tassisti e P.A. sono alleati, i primi come servi delle seconde che gli concedono a caro prezzo la possibilità di avere un'esclusiva sul trasporto pubblico di persone.

    Bal Bla Car è un altro di questi sistemi, dove però si tratta di lunghe distanze.

    Uber distrugge il meccanismo delle entrate delle licenze per la P.A.
    I tassisti non lavorano più con l'esclusiva come facevano prima ma rimangono col mutuo della licenza da pagare.
    La P.A. non restituirà di certo i soldi della licenza che non ha più valore non essendoci più il lucroso mercato dei Taxi in esclusiva.

    Quindi per ora attacchiamo Uber finché non riusciremo a trovare una fonte di introito da Uber stessa o da qualche altra attività diversa dal licensing per i Taxi.

    Fossi io tassinaro in questa condizione invece che combatterla mi alleerei con Uber, prendendo passaggi anche tramite l'App.

    Qualcuno si è accorto che ci sono le premesse per dismettere in toto i trasporti municipalizzati?
    Il bus è obsoleto, la gente con un'auto ha trovato un'attività per guadagnare qualcosa.
    iRoby
    8340
  • - Scritto da: iRoby
    > Io ho capito che Uber è una rivoluzione che
    > sovverte ordini prestabiliti, come quello della
    > licenza Taxi che costa cifre come 180.000 euro o
    > più.
    >
    > Che una P.A. incassa in contanti e che chi la
    > ottiene deve pagarsi con un mutuo proprio come
    > quello per l'acquisto di un appartamento per la
    > famiglia.
    >

    Guarda che quei 180.000 euro la PA non li ha mai incassati.
    Le licenze sono state inizialmente cedute a costo zero o quasi zero, è stato l'assurdo meccanismo della rivendita a permettere a generazioni successive di tassisti di farci su una cresta man mano sempre più alta.
    Izio01
    4149
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: iRoby
    > > Io ho capito che Uber è una rivoluzione che
    > > sovverte ordini prestabiliti, come quello
    > della
    > > licenza Taxi che costa cifre come 180.000
    > euro
    > o
    > > più.
    > >
    > > Che una P.A. incassa in contanti e che chi la
    > > ottiene deve pagarsi con un mutuo proprio
    > come
    > > quello per l'acquisto di un appartamento per
    > la
    > > famiglia.
    > >
    >
    > Guarda che quei 180.000 euro la PA non li ha mai
    > incassati.
    > Le licenze sono state inizialmente cedute a costo
    > zero o quasi zero, è stato l'assurdo meccanismo
    > della rivendita a permettere a generazioni
    > successive di tassisti di farci su una cresta man
    > mano sempre più
    > alta.

    Esatto , le licenze le deve rilasciare la PA e non rivendersele tra i tassisti.

    Tutto questo lassismo da parte delle autoritá é assurdo. Ma pensa te se uno che vuole intraprendere la carriera di tassista debba mettere in conto la folle spesa avere una licenza.