La grande guerra dei domini

La grande guerra dei domini

VeriSign denuncia ICANN e rivendica il diritto a procedere verso servizi internet, come SiteFinder, che ICANN ha bocciato o sui quali non ha voluto pronunciarsi. La causa potrà avere effetti molto ampi su come cresce la rete. I dettagli
VeriSign denuncia ICANN e rivendica il diritto a procedere verso servizi internet, come SiteFinder, che ICANN ha bocciato o sui quali non ha voluto pronunciarsi. La causa potrà avere effetti molto ampi su come cresce la rete. I dettagli


Roma – A poche ore dall’apertura del summit romano dell’ ICANN , un fulmine si è abbattuto sull’organizzazione internazionale di supervisione del sistema dei domini sotto forma di una denuncia da parte di VeriSign , il più importante manutentore di server centrali per il funzionamento dei sistemi dei domini.

La querelle che si apre con questa denuncia potrebbe apparire soltanto come una diatriba legale ma la verità è che i suoi effetti potrebbero riverberarsi sull’intera rete, visto che viene messo radicalmente in discussione il ruolo dell’ICANN e il modo in cui vengono gestiti i domini internet.

VeriSign accusa ICANN di avere in più occasioni irragionevolmente bocciato nuovi e proficui servizi internet, importanti tanto per gli utenti quanto per l’azienda nel suo ruolo di gestore dei server che instradano le chiamate verso i domini.com e.net. Una bocciatura accompagnata da dichiarazioni che indurrebbero a pensare che ciò che può essere rilevante per il business di VeriSign è, al contrario, dannoso per la rete.

Il riferimento è evidentemente rivolto al contestatissimo SiteFinder , un servizio che dopo la scorsa estate ridirigeva sul network VeriSign qualunque utente avesse cercato di raggiungere un dominio.com o.net inesistente. Di fatto, anziché una pagina di errore, l’utente si trovava dinanzi una pagina VeriSign, con la possibilità di effettuare ricerche su internet o trovare siti simili o vicini a quello che tentava di raggiungere.

Site Finder non aveva sollevato soltanto le perplessità di utenti ed esperti di internet ma anche quelle di imprese di settore, come Popular Enterprises, che hanno denunciato VeriSign sostenendo che il redirect di Site Finder danneggiava la concorrenza e le proprie tecnologie di ricerca online. Una situazione esplosiva , dunque, sulla quale era intervenuto l’ICANN che aveva chiesto la cancellazione del servizio e che alla fine ha spinto VeriSign a sospenderlo . Ma già in quell’occasione il colosso del naming aveva fatto sapere che i giochi erano tutt’altro che chiusi.

Nella denuncia, VeriSign lamenta anche l’eccessiva lentezza con la quale ICANN approva le novità nel mondo dei domini e ricorda come da lungo tempo l’azienda aspetta il via libera alla registrazione di domini internet in caratteri linguistici diversi, come quelli orientali e in particolar modo quelli cinesi. “Questa denuncia – ha spiegato un dirigente di VeriSign – rappresenta il culmine dei nostri sforzi con cui negli ultimi anni abbiamo cercato di attivare un processo solido ed efficiente per l’introduzione di nuovi servizi”.

VeriSign sostiene che la causa è necessaria per avere un quadro giudiziario che sostenga la propria posizione e, in questo senso, contesta ad ICANN il fatto di essersi trasformato da semplice organo di supervisione del sistema dei domini in una sorta di ente decisore dei destini di internet.

Da parte sua, ICANN ha reagito alla denuncia spiegando di essere delusa del comportamento dell’azienda. “ICANN ha lavorato a stretto contatto con VeriSign e gli altri registri internet negli ultimi anni. ICANN è delusa dal fatto che VeriSign ancora una volta abbia scelto lo scontro invece di ricercare un consenso”.

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Pubblicato il
1 mar 2004
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