Pasquale De Rose

John Carmack denuncia Zenimax

In una sorta di contrappasso, ora č il creatore di Doom a portare in tribunale il suo ex-datore di lavoro. Tutto ruota attorno all'acquisizione di iD Software, anno 2009

Roma - Nonostante la causa che ha portato Oculus e Facebook a una condanna da ben 500 milioni di dollari, il contenzioso fra John Carmack (cofondatore di iD Software e uno dei papà di Doom) e Zenimax (attuale proprietaria di iD Software, Bethesda e Arkane Studios) sembra non voler cessare portando i protagonisti a invertire i ruoli. Questa volta è Carmack a portare in tribunale ZeniMax per un mancato pagamento di 22,5 milioni di dollari, legati all'acquisizione di iD Software da parte di Zenimax stessa.




Secondo quanto riferito dall'avvocato di Carmack, ZeniMax non avrebbe saldato l'ultima rata dal valore appunto di 22,5 milioni per perfezionare l'acquisto di iD Software, operazione che è avvenuta nel 2009 per un valore di 150 milioni di dollari, e creando un po' di confusione per quanto attiene quote azionarie da assegnare. Dall'accordo Carmack aveva guadagnato, essendo proprietario della maggior parte dell'azienda, circa 45 milioni e metà di questi sono stati usati per acquistare azioni della ZeniMax che quest'ultimo tuttora detiene. Tutti i dettagli dell'azione legale vengono illustrati nel seguente documento.

John Carmack vs. ZeniMax Media by The Dallas Morning News on Scribd



I guai legali di Carmack sono iniziati nel 2014 quando venne accusato da un suo ex-collaboratore di aver rubato quella che è la tecnologia alla base dell'attuale Oculus Rift.
Secondo Zenimax lo sviluppatore avrebbe sottratto all'azienda un prototipo che stava sviluppando presso iD Software prima di lasciare definitivamente Zenimax/iD Software nel 2013 per diventare il CTO di Oculus. Il tribunale ha dichiarato Carmack innocente, escludendo così l'appropriazione indebita di segreti industriali, e dei 4 miliardi di dollari inizialmente richiesti a Zenimax ne sono stati concessi solo 500 milioni a titolo di risarcimento.

Pasquale De Rose