Pierluigi Sandonnini

TIM: Torino sarà la prima città 5G

Il capoluogo piemontese è stato scelto dall'operatore per la sperimentazione: siglato un accordo con il Comune per l'installazione di oltre cento smart cell entro quest'anno

Roma - La rivoluzione 5G in Italia inizia da Torino: la città piemontese è stata scelta da TIM come punto di partenza della nuova rete mobile ad alta velocità con l'accordo siglato un accordo con il Comune per l'installazione di oltre cento smart cell nelle principali zone urbane.

Secondo i termini del memorandum of understanding, entro quest'anno saranno installate le celle e nel 2018 sarà avviata la sperimentazione in ambito metropolitano della tecnologia 5G. Il progetto prevede l'estensione progressiva sul territorio urbano comunale della nuova infrastruttura a banda ultralarga mobile con l'obiettivo di coprire l'intera città entro il 2020.

Torino è da sempre un punto di riferimento per l'innovazione tecnologica in Italia, per la presenza del Telecom Italia Lab (TILab), nato da quello che fin dal 1961 era stato lo storico CSELT (Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni).
Con questa iniziativa, TIM candiderà Torino come prima città italiana a diventare sede preferenziale delle attività previste dal 5G Action Plan della Commissione Europea, che ha l'obiettivo di accelerare lo sviluppo della nuova tecnologia, ed entrerà a far parte della prima rete paneuropea di città interconnesse 5G.
La città di Torino sarà quindi dotata di servizi di nuova generazione per diventare una vera e propria Smart City, come quelli relativi alla pubblica sicurezza, alla gestione delle flotte di mezzi pubblici e all'erogazione di servizi informativi a esse connessi, oltre che soluzioni di telesorveglianza in ampie zone del territorio cittadino, di realtà virtuale a supporto del turismo e, attraverso l'introduzione di tecnologie 5G nei processi produttivi dell'industria manifatturiera, anche nuovi servizi per l'Industria 4.0.

La sperimentazione coinvolgerà fino a 3mila utenze, che potranno usufruire di prestazioni e velocità di trasmissione estremamente elevate e di servizi e applicazioni sperimentali, forniti all'amministrazione cittadina sulla rete 5G di TIM, che sarà supportata dall'infrastruttura in fibra ottica che già oggi raggiunge la quasi totalità del territorio comunale.
Le zone interessate dall'installazione delle "smart cell" saranno le principali aree del centro città, tra cui via Roma, via Po, via Garibaldi, via Lagrange, piazza Vittorio, il Quadrilatero Romano, e inoltre le zone del Politecnico e dell'Università.

Soddisfazione per l'iniziativa è stata espressa dal sindaco di Torino, Chiara Appendino, per la quale "i servizi e le applicazioni ad alta velocità non potranno che favorire, in un immediato futuro, il mondo produttivo e la collettività". Il presidente esecutivo di TIM, Giuseppe Recchi, ha altresì ricordato che il Gruppo da lui guidato ha "un piano industriale che prevede 11 miliardi di euro di investimenti in 3 anni, di cui 5 miliardi dedicati allo sviluppo di nuove reti a banda ultra larga: dentro c'è il futuro, le connessioni veloci e lo sviluppo delle città".

Se TIM mostra di essere pronta a partire nella gara del 5G, i competitor non stanno a guardare. In una intervista rilasciata a La Repubblica nei giorni scorsi, l'amministratore delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio, ha riferito che il piano di cablatura di dieci città con la fibra ultra veloce procede come da programma, ed entro il 2020 tre grandi città saranno collegate su rete mobile con la tecnologia 5G.

La tecnologia 5G in Italia è quindi in rampa di lancio. Per il momento dovrà accontentarsi delle frequenze disponibili, in attesa della liberazione della banda 700 MHz attualmente in uso al broadcasting. Secondo le raccomandazioni contenute nella roadmap del Radio Spectrum Policy Group della Commissione Europea, la banda dei 3,4-3,8 GHz sarà indispensabile per avviare i servizi 5G in Europa prima del 2020; dopo tale data saranno necessarie altre bande, inclusa la 700 MHz per consentire una copertura 5G su scala nazionale e anche a livello indoor; infine, saranno necessarie anche altre frequenze sopra i 6 GHz. Anche l'ITU (International Telecommunication Union) è all'opera per la standardizzazione di IMT-2020, la tecnologia di comunicazione nota con la sigla 5G.

Pierluigi Sandonnini
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