Luca Annunziata

Google Home, l'assistente che parlava troppo

Tra le previsioni del tempo e quelle sul traffico, fa capolino quello che pare uno spot di un film in uscita al cinema. Ma, dicono da Google, non è pubblicità: è solo un esperimento

Milano - Cosa accade se è la macchina a decidere quello che è utile o non utile per l'utente? Succede che una sperimentazione per migliorare la qualità e la quantità di informazioni che il dispositivo Google Home finisce per assomigliare a una pubblicità non richiesta: da Mountain View chiariscono che non lo è, ma l'occasione è buona per qualche riflessione sulle prospettive che le nuove forme di dispositivi IoT e interfacce naturali "impongono" al consumatore.



Il fatto: alla fine della scorsa settimana, alcuni proprietari dello speaker interattivo prodotto da Big G si sono ritrovati con un avviso che li invitava ad approfondire la trama e i contenuti di un film in uscita al cinema: la nuova versione de La Bella e la Bestia, remake in carne e ossa del cartone animato della Disney, arriva nelle sale in questi giorni e dopo le previsioni del tempo e del traffico, come mostrato nel video poco sopra, Google Home ha iniziato a fornire spunti e consigli per scoprire altro sul lungometraggio con protagonista Emma Watson.
Nessun cambiamento nella voce, nessun cambiamento nell'intonazione: la stessa voce sintetica che fornisce le informazioni elaborate da Google sulla base delle abitudini e delle informazioni contenute nell'account dell'utente, la stessa voce passa dalle indicazioni sui tempi di percorrenza da e per il lavoro al consiglio di dare un'opportunità al film Disney. Non è una pubblicità ha subito precisato Google, e i bene informati dicono che Disney non ha scucito un centesimo: pare si sia trattato davvero di un esperimento, una sperimentazione per provare a fornire contenuti e informazioni differenti rispetto al solito agli utenti. Verrebbe da pensare che queste informazioni dovrebbero essere fornite basandosi sui gusti e gli interessi del navigatore, magari traendole (in modo automatico) dalla cronologia delle ricerche effettuate e magari dalla cronologia di navigazione di Chrome. Il problema è che molti di coloro i quali hanno ricevuto i consigli inaspettati giurano di non aver mai avuto alcun interesse, o aver effettuato alcuna ricerca, relativa a La Bella e la Bestia.

Cosa è successo, quindi, veramente? È possibile che effettivamente a Mountain View abbiano voluto fare un esperimento, ma bisogna capire a quale scopo: da tempo ci si interroga di quali siano le possibilità di monetizzare queste nuove forme di interfaccia, situazioni nelle quali non c'è schermo su cui inserire banner pubblicitari. Uno spot sonoro sullo stile radiofonico potrebbe essere una soluzione, ma come la prenderebbero gli utenti? Difficile dirlo, ma probabilmente potrebbe essere percepito come un sistema piuttosto invasivo e creare - come è accaduto in questa circostanza d'altronde - una levata di scudi contro l'invasività di questo strumento che sembra appartenere a un medium del passato.

L'esperimento è, in ogni caso, terminato: da Mountain View è filtrata la notizia che qualsiasi messaggio relativo a La Bella e la Bestia è stato eliminato dal servizio Google Home.

Luca Annunziata
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