La UE corre su brevetti e diritto d'autore

La UE corre su brevetti e diritto d'autore

Ma la direzione intrapresa continua a sollevare perplessità. Si accorciano i tempi per l'approvazione della contestata direttiva sui diritti di proprietà intellettuale. A metà marzo sarà già quasi tutto deciso
Ma la direzione intrapresa continua a sollevare perplessità. Si accorciano i tempi per l'approvazione della contestata direttiva sui diritti di proprietà intellettuale. A metà marzo sarà già quasi tutto deciso


Bruxelles – Premono sull’acceleratore i proponenti della contestata direttiva europea sui diritti di proprietà intellettuale, una direttiva che preoccupa tanti e che, per il momento, nonostante alcuni aggiustamenti, continua a sollevare perplessità.

Le procedure adottate nei giorni scorsi potrebbero portare, secondo quanto riportato da EDRI-GRAM , all’approvazione della direttiva nel corso delle prossime due settimane. L’idea è quella di concludere l’iter complessivo prima dell’allargamento dell’Unione Europea.

Sebbene gli emendamenti previsti dalla relatrice del provvedimento, la francese Janelly Fourtou, saranno presentati direttamente all’assemblea plenaria, una posizione comune nel Consiglio d’Europa va emergendo.

In particolare viene esteso lo scopo della direttiva che, se passasse com’è ora concepita, è destinata a riguardare “qualsiasi violazione dei diritti di proprietà intellettuale così come intesi dalle leggi nazionali o comunitarie degli stati membri”. Una definizione che, da un lato non entra nel dettaglio di cosa si intenda per diritti di proprietà intellettuale e, dall’altro, apre le porte alla possibilità di perseguire allo stesso modo organizzazioni criminali e utenti del peer-to-peer .

Questo accade anche perché è stato cancellato un limite essenziale che era contenuto nella proposta originale di direttiva , laddove si prevedeva che le violazioni venissero perseguite soltanto se effettuate a “scopi commerciali” o se capaci di “danneggiare significativamente” il detentore del diritto.

L’allarme lanciato nei giorni scorsi su questa proposta da IP Justice , che ha disegnato uno scenario decisamente allarmante per le libertà in Europa, viene ripreso in queste ore dalla “Foundation for a Free Information Infrastructure”, parte di EDRI, che ha proposto una serie di emendamenti . Oltre a questo, insieme alle diverse organizzazioni che si stanno mobilitando contro la direttiva, si prevede una manifestazione a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, per spingere i parlamentari ad informarsi debitamente sulle conseguenze dell’approvazione di una normativa di questo tipo.

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Pubblicato il
1 mar 2004
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