No a cieche crociate anti-pirati

A dirlo è il rapporto di uno dei più influenti thinktank statunitensi. Comprensibile l'atteggiamento delle major ma attenzione: il copyright si difende solo se si difende anche il diritto del consumatore. Servono nuovi modelli. Copyleft?

No a cieche crociate anti-piratiWashington (USA) - Pacato nei toni ma piuttosto diretto nei contenuti, il rapporto sulla pirateria, il diritto d'autore e il copyright appena rilasciato dal Committee for Economic Development (CED) sta già sollevando enorme attenzione. E non deve stupire, visto che il CED è un comitato di intellettuali legati a doppio filo all'industria e che nei suoi 60 anni di attività ha lasciato il segno su una quantità di iniziative dentro e fuori dagli Stati Uniti, dal Piano Marshall fino agli accordi per l'istituzione della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale.

Il rapporto Promoting Innovation and Economic Growth: The Special Problem of Digital Intellectual Property spiega come l'esplosione dei nuovi media e dei sistemi peer-to-peer si è accompagnata ad un crescente divario tra la percezione del copyright e la preoccupazione crescente dei detentori dei diritti verso l'erosione degli stessi.

Un dilemma digitale che secondo gli esperti del CED va affrontato da nuovi angoli visuali, cercando di superare gli schemi classici che sembrano aver portato, nell'era di internet, i creatori di nuove opere realizzate con strumenti digitali contro gli utenti delle opere stesse, anche loro utenti grazie alle stesse tecnologie.
Secondo il rapporto, le relazioni tra tutti i soggetti, produttori, distributori, utenti, stanno cambiando radicalmente. La velocità del cambiamento è tale che si impone una riflessione che richiede tempo. "Dovremmo dedicare - afferma il rapporto - i prossimi due anni per tentare di costruire un consenso sul ruolo appropriato nell'era digitale delle valvole di sicurezza della legge capaci di bilanciare i diritti esclusivi dei detentori di copyright con i diritti degli utenti".

Ben lontano dal desiderio di attaccare l'attuale copyright, il rapporto parla però esplicitamente della necessità di "sviluppare e collaudare nuovi modelli di business per la distribuzione di contenuti", vissuta come priorità per l'industria di settore. E critica il modo in cui soprattutto le major hanno fin qui visto l'intera questione.

"Ci rendiamo conto - hanno scritto gli autori del rapporto - dei problemi che l'industria dei contenuti si trova ad affrontare. Ma sono problemi, copie perfette di lavori di alto valore che vengono trasmessi pressoché senza alcun costo da una parte all'altra del mondo, che richiedono ragionamenti chiari e focalizzati, non certo affrettate azioni regolamentari o legislative".

Dunque, spiega il rapporto, si continui anche ad esplorare la via già intrapresa per risolvere la questione dell'uso non autorizzato delle opere protette, come la repressione o la formazione, ma non si chieda al Governo di imporre dall'alto all'industria della tecnologia degli standard di gestione dei diritti digitali (DRM). Le tecnologie DRM, infatti, dovrebbero essere ora sperimentate per capire fino a che punto possano accogliere i diritti degli utenti. "I consumatori - sottolineano gli esperti - dovrebbero giocare un ruolo centrale nel valutare e approvare sistemi di protezione tecnologica".

Non solo. Tra le nuove vie da esplorare ci sono anche "nuovi strumenti economici e di mercato" che costituiscano per i detentori del copyright un "incentivo a rendere di pubblico dominio le proprie opere" prima dei termini di legge.

Ma ecco i primi autorevoli commenti "a caldo" sul rapporto del CED.
103 Commenti alla Notizia No a cieche crociate anti-pirati
Ordina
  • ma quelli delle case discografiche la lezione non l'hanno ancora imparata???
    non+autenticato
  • tzè, figurati.... e poi sinceramente: che se la tengano la loro musica di merda:@
    non+autenticato
  • ci han tassato i supporti vergini, i prezzi dei media sono sempre alle stelle, tra un pò scarichi un mp3 e vai in galera processato per direttissima, la copia di backup è un ricordo anche sesarebbe da garantire per legge, i supporti non girano più dove voglio io ma solo dove decisono loro, stan per tassare il prestito dei libri, il p2p in qualsiasi forma lo faran passare per illegale...

    è tollerabile tutto ciò?
    è tollerabile che anche volendo fare le cose per bene debba subire delle vessazioni da siae e amici? anche comprando roba originale debba pagare balzelli e avere delle forti limitazioni?
    non+autenticato
  • Bene, a quanto pare tutte queste leggi presenti (e future) vogliono colpire lucro e profitto intendendosi come tale anche il risparmio che deriva dal non comprare l' originale. In più viene incluso come tipologia il file-sharing cioè la condivisione di opere di cui non si hanno i diritti mediante mezzo telematico.

    Allora mi chiedo: se faccio copie di backup dei miei CD e le regalo in che categoria sono ascrivibile? E cosa rischio?
    Voglio dire non c'è profitto per me poiché sono le mie copie di backup da originali che ho pagato, non c'è lucro poiché non chiedo soldi, non c'é ricettazione poiché essendo le mie copie di backup non sto cedendo materiale rubato (e cmq il ricettatore compra per rivendere), allora cosa si rischia esattamente?
    non+autenticato
  • Ergastolo
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ergastolo

    Ehm.. è ironico, vero?Occhiolino
    non+autenticato
  • Questo è un punto interessante.
    Io ho circa 400 CD originali, prima destinavo una ventina di Euro al mese all' acquisto di CD nuovi (quindi uno al mese), adesso, visti gli sviluppi, ho smesso.
    Immaginiamo un' ipotetica persona che decide allora di destinare 10 euro all' acquisto di CD usati (in modo da non finanziare le major) e gli altri dieci all' acquisto di supporti vuoti. Poi con questi ci fa copie di backup degli originali e se le porta in giro. Poi siccome è "molto sbadato" se li dimentica in giro ed altri li trovano e, secondo il ragionamento della major, ognuno di quei CD che il nostro ipotetico amico dimentica è un CD in meno venduto. Poi le persone "sbadate" diventano 2... poi 10... poi 100...Occhiolino

    Un' approccio simile sarebbe devastante per le major, qualcosa che non possono concepire poiché nella loro avidità non riescono neppure ad immaginare che tutti questi "ladri" possano regalare 5 o 10 euro al mese per fare loro uno spregio (cioè per fargli perdere qualche soldino in mancate vendite) d' altra parte non si possono mica incriminare le persone perché sono distratteOcchiolino

    Chissà se un simile movimento potrebbe mai nascere?A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Chissà se un simile movimento
    > potrebbe mai nascere?A bocca aperta
    Sì, ho letto che stava iniziando a svilupparsi...
    Mi pare si chiami cd crossing, analogo al bookcrossingA bocca aperta
    non+autenticato
  • > Allora mi chiedo: se faccio copie di backup
    > dei miei CD e le regalo in che categoria
    > sono ascrivibile? E cosa rischio?
    > Voglio dire non c'è profitto per me
    > poiché sono le mie copie di backup da
    > originali che ho pagato, non c'è
    > lucro poiché non chiedo soldi, non
    > c'é ricettazione poiché
    > essendo le mie copie di backup non sto
    > cedendo materiale rubato (e cmq il
    > ricettatore compra per rivendere), allora
    > cosa si rischia esattamente?

    in francia 13 persone sono state processate e condannate per CONTRAFFAZIONE perche' distribuivano via p2p files, perche' i files che loro distribuivano non erano stati copiati con autorizzazione del detentore del copyright

    http://www.lavoixdunord.fr/vdn/journal/2004/01/30/...

    http://www.01net.com/article/222688.html

    http://www.zdnet.fr/actualites/internet/0,39020774...

    vedi un po' te...
    non+autenticato

  • Può sembrare estremistico ma tutto questo assomiglia sempre di più ad una guerra e dopo l' intervento di Ciampi il quale afferma che la tutela dei diritti d' autore è nell' interesse di tutti si comincia a temere che tutti i politici siano ormai presi nel vortice del lato oscuro. Certo, è sicuramente nell' interesse di tutti i cittadini che le proprietà intellettuali siano congelate per periodi che arrivano fino ad anche 140 anni dalla PUBBLICAZIONE. Ricordo di aver letto da qualche parte che la cultura appartiene al popolo (forze in qualche Costituzione di qualche staterello terzomondista?) il quale ne è il solo padrone e depositario e che gli autori di libri musica film ecc... ne posseggono i diritti esclusivi per un tempo equo. E' sicuramente equo un tempo tale in cui tu, che ad esempio sei cresciuto negli '80, non potrai mai fruire liberamente della cultura della tua adolescenza, né forse potranno i tuoi figli, magari ce la faranno i tuoi nipoti.

    Allora questo post si rivolge ai più giovani, a coloro che hanno meno di 25-30 anni.
    E' una battaglia che si combatte su tanti fronti, ed uno può essere questo: il fronte dell' odio. Instillate nelle giovani generazioni il rigetto e l' odio per i grandi produttori di contenuti ed il modo in cui trattano e si pongono verso i loro clienti, generate rabbia e rifiuto per come viene gestito oggi il diritto d' autore e fatelo in modo apolitico (cioè non infilateci nel mezzo le solite cazzate di fascismo, comunismo, capitalismo ecc...), togliete loro il terreno sotto i piedi ovvero il denaro sotto i piedi in modo che i giovani stornino la "paghetta" in altre direzioni. Agli amici più intelligenti con gli argomenti e gli approfondimenti che spesso troviamo anche qui su PI, a quelli più caproni con semplificazioni estreme e magari anche un bel FUD del tipo "ma lo sai che vogliono farci pagare il prestito in biblioteca?", "hai sentito che passa una legge che se ti presto un CD originale rischio la galera?", "non comprare più niente, questi bastardi hanno fatto questo e quest' altro!" e così via. Per quanto strano ancora non è illegale. In una parola: cominciate a vendicarvi.
    non+autenticato
  • purtroppo serve a poco, perchè mancano i numeri... ma la volgia di vendetta dovrebbe vebire anche a chi facendo l'oinesto si trova a pagare sti cazzo di cd un fottio di soldi e a non poterli nemmeno fare girare dove meglio crede, oltre a essere criminale farci la copia per il cd-changer....
    non+autenticato
  • Il tuo intervento è un po' troppo "combattente", ma questi signori la stan facendo talmente sporca che non posso non essere d'accordo ugualmente!
    non+autenticato
  • ma ste cose farle sapere alla stampa vera è impossibile? internet alla fine raggiunge sempre il solito bacino ristretto... con tutti gli sharers che ci sono è così impossibile pagarsi uno spazietto su un giornale e dire come stanno realmente le cose?
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 22 discussioni)