Claudio Tamburrino

Amazon e UE, accordo antitrust sugli ebook

Stop alla clausola della nazione pi¨ favorita: la Commissione Europea potrÓ multare l'azienda se dovesse introdurre altre clausole ritenute abusive nei suoi accordi con gli editori

Roma - La Commissione Europea ha raggiunto un accordo con Amazon che si impegna ad offrire condizioni paritarie o migliori a tutti gli editori: si chiude così l'indagine aperta dall'antitrust comunitario nel 2015 sul mercato degli ebook.

Il caso è quello che vedeva la Commissione Europea indagare il presunto abuso di posizione dominante da parte di Amazon nel mercato degli ebook: sulla scia della causa avviata dall'associazione degli editori e dei librai tedeschi B÷rsenverein per violazione della normativa antitrust e che era stata innescata dalla decisione di Amazon di non vendere più in 30 paesi i libri del gruppo editoriale svedese Bonnier, Bruxelles voleva approfondire le clausole imposte da Amazon agli editori ed in particolare quelle relative alla "migliore offerta" (cosiddetta "clausola della nazione più favorita") ed in base alla quale questi sono obbligati a condividere con il negozio digitale il prezzo migliore eventualmente offerto ad altre piattaforme.

Secondo l'impianto dell'accusa, tale pratica sarebbe in contrasto con la normativa antitrust che vieta gli abusi di posizione dominante sul mercato: Amazon - che ricopre un ruolo privilegiato nel mercato della distribuzione degli ebook - avrebbe imposto di fatto tale clausola ai diversi editori, scoraggiando così lo sviluppo di servizi di distribuzione alternativi.
In base all'accordo ora sottoscritto con le autorità antitrust europee, Amazon si impegna per i prossimi cinque anni a non applicare o introdurre clausole ritenute anticoncorrenziali negli accordi sottoscritti con i diversi editori e in particolare, appunto, le clausole cosiddette della nazione più favorita. Inoltre gli editori potranno scegliere di chiudere gli accordi relativi alla vendita di ebook che contengono tali clausole.

Accordo Amazon UE

Gli accordi varranno per i libri digitali in qualsiasi versione linguistica distribuiti nello spazio economico europeo e se Amazon non li rispetterà la Commissione UE potrà multarla fino al 10 per cento del fatturato annuo senza dover provare l'esistenza di una qualsiasi violazione delle regole di concorrenza.

Per Jeff Bezos resta dunque aperto con Bruxelles sono il tavolo relativo alla tassazione, che vede l'azienda difendersi dall'accusa di aver ricevuto presunti aiuti statali illeciti sotto forma di sgravi fiscali dal Lussemburgo e dall'Irlanda.

Claudio Tamburrino

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