Mirko Zago

ARM presenta i nuovi chip DynamIQ

Il chip designer britannico svela i nuovi Cortex A-55, A-75 e Mali G-72. Oltre che performance migliori del 30 per cento, i nuovi nati offrono elaborazione ad hoc per machine learning e intelligenza artificiale

Roma - Alla vigilia del Computex 2017 (30 maggio-3 giugno), uno dei maggiori eventi asiatici cui prendono parte i principali produttori hardware, ARM (azienda britannica acquisita dalla giapponese SoftBank) ha svelato una nuova generazione di CPU e GPU.

Cortex-A75 (top di gamma) e Cortex-A55 (mid-range) sono le ultime due creature di ARM che promettono un netto miglioramento delle performance. Sul versante grafico invece il debutto spetta a Mali-G72. Per tutti il punto di forza è l'efficienza, con miglioramenti che oscillano tra il 22 e il 25 per cento rispetto ai predecessori.


ARM, con questa nuova linea di chipset, raggruppati sotto la famiglia DynamIQ CPU, ha fatto un grande passo avanti a livello di progettazione con un'attenzione prioritaria per il machine learning e l'intelligenza artificiale, ma anche realtà virtuale e aumentata. Si tratta di "attività" che richiedono una potenza di calcolo elevata, dove l'hardware può fare veramente la differenza. La nuova progettazione include modifiche sostanziali alla memory sub system e alcuni accorgimenti sull'utilizzo della cache (con una latenza minore del 50 per cento grazie all'utilizzo di cache L2 e L3), oltre che un'incredibile flessibilità sul multi-core con la possibilità di concentrare 8 core in un solo cluster, ciascuno con proprie caratteristiche di performance ed energetiche.
La tecnologia DynamIQ si traduce in un'esperienza incredibile per gli utilizzatori di dispositivi personali, migliorando il modo di lavorare e giocare grazie a CPU ad alte prestazioni ed efficienza energetica in grado di processare rapidamente le istruzioni correlate all'AI.

John Ronco, responsabile marketing di ARM, parla di "miglioramenti di 50 volte sulle performance di AI nei prossimi 3-5 anni grazie a una migliore architettura e ottimizzazioni software". E un ruolo chiave avrà proprio il nuovo chip A-55, erede dell'A-53 montato negli ultimi 3 anni in 1,8 miliardi di dispositivi. Come per la precedente versione sarà particolarmente flessibile, agevolando i produttori terzi: il nuovo chip è 10 volte più configurabile permettendo fino a 3mila diverse configurazioni. La sua maggior potenza di calcolo, inoltre, necessita solo del 3 per cento in più di consumo di energia, ampiamente ripagato da un'efficienza energetica superiore del 15 per cento.


Il fratello maggiore A-75, essendo 2 volte e mezzo più grande, si adatta maggiormente a utilizzi per infrastrutture e automotive (ad esempio in sistemi avanzati di assistenza alla guida). Vista la capacità di aumentare le performance del 30 per cento su grandi schermi, la nuova creatura di ARM saprà dare il meglio di sé su realtà virtuale e aumentata, settori in rapida crescita e dove la concorrenza è sempre più agguerrita.
Il fiore all'occhiello dell'azienda sul versante machine learning è però Mali-G72. Le prestazioni secondo i test sono del 17 per cento migliori rispetto al predecessore (specialmente sull'accelerazione del motore inferenziale, ovvero quello che la macchina sfrutta per trarre conclusioni logiche).


Le carte sono tutte in regola per "stupire" il mercato. Per vedere i nuovi chip all'opera si dovrà attendere il primo trimestre del 2018, a meno che qualche produttore non acceleri i tempi di implementazione come già accaduto in passato. L'occhio è puntato su Huawei, che in passato ha già rilasciato il Mate 9 dopo solo otto mesi dalla consegna dei progetti di Mali-G71.

Mirko Zago
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