Alfonso Maruccia

Uber, leasing infuocato a Singapore

Nuovo guaio per la corporation statunitense, ora accusata di aver dato in affitto una flotta di veicoli difettati e potenzialmente pericolosi. Un'azione deliberata e volontaria, ma Uber si giustifica: ora è tutto diverso.

Roma - Non sembra esserci pace per Uber, il business del car sharing che deve fare i conti con gli scandali interni, la ricerca di un nuovo CEO, le contese legali e le iniziative regolatore - quando non direttamente censorie - da parte delle autorità in giro per il mondo. L'ultima grana arriva da Singapore, con Uber che si vede costretta a fronteggiare l'accusa di aver dato in affitto veicoli difettati ai propri conducenti.

L'accusa riguarda una "flotta" di 1000 Honda Vezel, SUV compatti acquistati l'anno scorso da Uber per poi procedere all'operazione di leasing succitata. I veicoli erano stati richiamati per un difetto a un componente elettronico che avrebbe potuto presentare un riscaldamento eccessivo con possibile incendio a seguire, e Uber aveva, a quanto pare, acquistato i SUV nonostante fosse pienamente consapevole del rischio ai massimi livelli dirigenziali.

Uber

L'azienda avrebbe potuto cavarsela senza patemi ma la legge di Murphy era già in agguato, e nel gennaio di quest'anno uno dei 1000 Honda Vezel difettati ha preso fuoco distruggendo la zona cruscotto e il parabrezza. Per sua fortuna, il guidatore in servizio sul mezzo non ha subito danni.
A subire danni evidenti è invece la reputazione già malconcia di Uber, che viene ora accusata di aver considerato per l'ennesima volta prioritari gli interessi del business rispetto all'incolumità di chi, di quel business, rappresenta il volto esposto in prima persona ai clienti finali del servizio.

Ma Uber non ci sta, e alle accuse lanciate dal Wall Street Journal un portavoce della società ha risposto spiegando il comportamento seguito alla notizia dell'incendio sull'Honda Vezel a Singapore: l'azione di contrasto al problema è stata "immediata" e coordinata con le autorità dei trasporti locali, ha detto il portavoce, mentre i nuovi protocolli implementati dalla corporation - assieme all'assunzione diretta di tre esperti in carne e ossa - dovrebbero garantire una risposta tempestiva alle operazioni di richiamo messe in atto dalle compagnie automobilistiche.

Alfonso Maruccia

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