Claudio Tamburrino

USA, petizione per DACA

I big dell'hi-tech scrivono a Trump le proprie preoccupazioni sulla politica di immigrazione intrapresa nel Paese. Per una nazione più forte, dicono, bisogna restare "sognatori"

USA, petizione per DACARoma - I vertici delle grandi compagnie dell'ICT sono scese in capo contro per la politica di immigrazione adottata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: a preoccupare sono in particolare le modifiche che sembra voler proporre al Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), minacciato di essere del tutto cancellato.

DACA è il programma dell'amministrazione USA che permette a circa 800mila ragazzi arrivati nel Paese da bambini, quindi senza documenti, di avere opportunità di studio e lavoro senza il rischio della "deportazione". Ad essi viene concesso un permesso biennale, in attesa di avere i requisiti per ottenere la cittadinanza.

Il discorso nel quale Trump metterà in chiaro cosa intende fare con DACA e la politica d'immigrazione in generale è atteso oggi, ma le previsioni sono delle più nere: secondo indiscrezioni l'intenzione è proprio quella di interromperlo completamente.
Per far sentire la propria voce, hanno così scritto una lettera aperta firmata dai vertici delle aziende, tra cui vi sono Microsoft, LinkedIn, Apple, Google, Amazon, Dropbox, eBay, Facebook, Indiegogo, Lyft, Meetup, Netgear, Mozilla, Salesforce, Tumblr, Uber e Visa: "Come imprenditori e uomini d'affari, siamo preoccupati delle modifiche proposte alle politiche di immigrazione che minacciano il futuro di giovani immigrati senza documenti portati negli Stati Uniti da bambini".

Come spiegano le aziende hi-tech, si tratta di persone cresciute in America, registrate nei registri governativi, sottoposti a estensivi controlli di background e regolarmente occupati: circa il 97 per cento va a scuola o lavora pagando regolarmente le tasse, il 5 per cento ha avviato una propria attività, il 65 per cento ha acquistato un veicolo, il 16 una casa. Insomma, pur non avendo lo status di cittadini contribuiscono all'economia e alla vita degli Stati Uniti d'America.

Sadya Nadella, per esempio, racconta che almeno 27 suoi dipendenti beneficiano dei permessi DACA: sviluppatori altamente qualificati e professionisti impiegati nelle sue divisioni finanziarie; Zuckerberg ha parlato invece di giovani che "rappresentano il futuro del nostro Paese e della nostra economia".

Secondo quanto si legge nella lettera aperta, se DACA verrà accantonato tutti loro rischieranno di non poter più lavorare legalmente negli Stati Uniti e rischieranno la deportazione: parlando di meri questioni economiche ciò significherebbe per il Paese una perdita di 460 miliardi di dollari di PIL e di 24,6 miliardi di dollari in contributi al sistema sanitario.

Claudio Tamburrino
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