Alfonso Maruccia

Elon Musk e la guerra mondiale cibernetica

Putin dichiara che la IA permetterà alla nazione che la genera di diventare il padrone del mondo. Il CEO di Tesla risponde senza perdere la calma: l'intelligenza artificiale farà scoppiare la terza guerra mondiale

Roma - Le discussioni più o meno a sproposito sull'intelligenza artificiale hanno da tempo travalicato i confini della specialistica per imporsi come argomento jolly sulla bocca di tutti, una questione che interessa - tra gli altri - anche il presidente russo Vladimir Putin e le potenziali conseguenze che questo genere di tecnologia potrebbe avere sugli equilibri di potere mondiali.

Parlando ad alcuni studenti, Putin ha detto che l'intelligenza artificiale è "il futuro" non solo per la Russia ma anche per tutto il genere umano; la IA è in grado di offrire opportunità colossali ma è anche portatrice di rischi e minacce che sono "difficili da prevedere", ha continuato il presidente russo, e chi sarà in grado di conquistare il primato tecnologico nel settore diventerà anche il "padrone del mondo".

Putin si spinge a evocare scenari da guerra cibernetica dove a combattere saranno soltanto i droni, e una volta distrutti tutti i droni a un ipotetico nemico non resterà che arrendersi al Paese che controlla la cyber-armata vincitrice. Ma lo sviluppo di una posizione di monopolio per il nuovo padrone del mondo con la IA più capace non è uno scenario desiderabile, ha concluso Putin.


Prevedibilmente, le dichiarazioni di Putin sono state riprese e "rielaborate" da uno che di IA se ne intende e ne (s)parla con cadenza quasi quotidiana: Elon Musk, che da anni firma appelli contro la corsa agli armamenti robotici, ha evocato un mondo in cui la Cina e la Russia avranno sviluppato capacità informatiche da superpotenze, e in quel mondo la competizione per la IA più capace porterà "molto probabilmente" allo scoppio della Terza Guerra Mondiale.



Evocando la trama di un film fantascientifico degli anni '60, Musk dice che se una delle IA del futuro deciderà di condurre un attacco preventivo per raggiungere più facilmente la vittoria, allora quella IA rappresenterà la miccia di un conflitto mondiale - certamente atomico - dalle conseguenze senza precedenti.

La posizione di Musk sull'intelligenza artificiale è arcinota da anni, con il founder di Tesla e SpaceX impegnato a lanciare allarmi continui sul "rischio esistenziale" posto dagli algoritmi capaci di auto-apprendere. Altrettanto pacifico è infine l'eccesso di attenzione che stampa e commentatori - soprattutto generalisti - concedono ad ogni suo singolo tweek, una pratica forse poco salutare per il dibattito pubblico viste le previsioni apocalittiche che l'imprenditore ama dispensare su IA e tematiche affini.

Alfonso Maruccia
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