Claudio Tamburrino

Uber, petizione per Londra

Il servizio di car sharing perde la licenza nella capitale del Regno Unito e cerca supporto dalla community. Sono già più di 740mila le firme raccolte nella petizione online

Roma - A partire da Ottobre il servizio di car sharing di Uber non potrà più essere offerto a Londra: la startup ha perso la licenza di operare nella Capitale e ora si prepara alla battaglia legale e di comunicazione.

Non sono stati ancora divulgati nel dettaglio i motivi della decisione di non rinnovare la licenza che scade il 30 settembre, ma le autorità dei Trasporti di Londra hanno riferito che si tratta di una scelta legata "ad una serie di problematiche e minacce alla sicurezza". Per Uber non si tratta peraltro di una sorpresa assoluta: l'ultima licenza era stata rinnovata solo a maggio per un periodo di soli 4 mesi.

Si tratta, insomma, della summa dei vari problemi legali e di immagine che hanno travolto negli ultimi mesi la compagnia e che hanno portato tra l'altro alle dimissioni del CEO Kalanick e, in parte, alle multe francesi nei confronti di UberPop. Problematiche legate all'inquadramento del servizio che si pone tra l'app pura e semplice e una vera e propria compagnia di trasporto pubblico.
La startup, peraltro, era già stata fermata in Italia dal tribunale di Milano.
Il neo-eletto CEO di Uber si ritrova dunque con il primo grande problema da affrontare nel suo nuovo ruolo: per il momento ha scritto ai propri dipendenti sottolineando la sua delusione soprattutto perché successo lì dove c'era una forte collaborazione con enti locali sul fronte dell'accessibilità e l'utilizzo di veicoli elettrici. E naturalmente ha dimostrato la propria vicinanza al team londinese sottolineando di non credere alle accuse mosse da Londra.

Ora Uber ha 21 giorni per tentare di ribaltare la decisione per vie legali: la prima mossa è stata il lancio di una petizione su change.org per richiedere la riapprovazione della licenza di Uber che ha già superato le 740mila firme.

Intanto la startup ha iniziato a suonare la carica della sua campagna di comunicazione contro l'autorità londinese, cui ha già riferito che la decisione "priverà i cittadini di un modo conveniente di muoversi in città" e "di privare di un'opportunità di lavoro oltre 40mila autisti che volevano sfruttare l'opportunità offerta da Uber". Parole che non sono rimaste inascoltate a Londra: il sindaco Sadiq Khan ha parlato di "minacce aggressive" da parte di una società che non gioca secondo le regole.

Claudio Tamburrino
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