Europa: entreremo nei vostri computer

Mentre Londra approva un piano agghiacciante di controllo della posta elettronica, in Europa avanza l'ipotesi della collaborazione contro il crimine informatico. Obiettivo controllo

Europa: entreremo nei vostri computerWeb - Londra e Bruxelles negli ultimi giorni hanno assestato un poderoso uno-due alla libertà digitale. Da Downing Street è infatti arrivata la conferma di un progetto da 75 miliardi di lire per consentire alle forze di sicurezza di entrare facilmente nelle email che vengono inviate e ricevute dai sudditi del Regno Unito. E da Bruxelles arrivano i primi segnali di intesa in ambito europeo sulla lotta al crimine informatico, lotta il cui mezzo principale pare essere la possibilità di perquisire i computer degli utenti internet "a distanza", con tutti gli annessi e connessi sul piano tecnico. Ma andiamo con ordine.

Stando alle notizie provenienti da Londra, il progettone del governo è in fase avanzata di realizzazione, tanto che sarà attivato entro la fine dell'anno. La sede del "Government Technical Assistance Center" sarà all'interno del quartiere generale dei servizi segreti britannici a Londra. L'idea di fondo è quella di consentire alla polizia di entrare facilmente nelle comunicazioni elettroniche "al solo fine investigativo".

Di fronte all'alzata di scudi delle associazioni dei consumatori e della difesa della libertà digitali, che ritengono gravissimo il piano del governo, un portavoce degli interni ha affermato che "non c'è modo per i servizi di sicurezza di monitorare la posta elettronica di ciascuno. Il sistema è pensato solo per assistere le attività investigative. Ogni intercettazione sarà ottenuta esattamente come accade oggi per altri strumenti, ovvero attraverso un mandato che dev'essere firmato dal ministro degli Interni".
La seconda parte di quanto accaduto durante questo lungo e poco tranquillo weekend di paura arriva da Bruxelles. I 41 paesi del Consiglio d'Europa, infatti, sembrano vicini ad approvare un progetto di convenzione per combattere il crimine informatico. L'idea è quella di coordinare gli sforzi delle autorità di sicurezza dei singoli paesi e di attivare una serie di nuovi strumenti tra cui la "perquisizione informatica a distanza".

Con questa definizione si intende lo sviluppo di tecnologie e procedure di controllo, che dovranno evidentemente essere sviluppate e imposte ai fornitori di servizi internet, che consentano alle polizie di "perquisire" i computer di chi è sotto inchiesta anche da remoto, ovvero senza pervenire alle perquisizioni e ai sequestri tradizionali.

E ' ancora presto per capire come si evolverà questo schema di intesa e quali passi saranno intrapresi per assicurare alle forze dell'Ordine queste nuove possibilità, ma se quella di Londra è una scelta, forse siamo di fronte al modello che dalle isole britanniche potrebbe scendere sul Continente per strangolarlo.
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