Alfonso Maruccia

Uber e il nuovo galateo di Khosrowshahi

Il neo-eletto CEO della startup del car sharing si prende l'impegno di "fare la cosa giusta", stabilendo per i suoi dipendenti delle nuove regole comportamentali nella speranza che una rinata Uber faccia dimenticare gli scandali del recente passato e le difficoltà del presente

Roma - A pochi mesi dalla nomina ufficiale a nuovo amministratore delegato di Uber, Dara Khosrowshahi ha in questi giorni svelato quelli che dovrebbero essere i dettami fondamentali per la ricostruzione dell'immagine della corporation del car sharing, un "prontuario" in divenire che è stato stilato anche grazie al contributo degli stessi dipendenti dell'azienda.

Khosrowshahi ha reso pubbliche le nuove regole fondanti di Uber con un post su LinkedIn, parlando di "norme culturali" e di valori piuttosto che di tradizionale "cultura aziendale" tipica dell'imprenditoria rapace arrembante nell'hi-tech e non solo.


Che cosa si prefissa di fare un rinato Uber sotto la guida del nuovo CEO di origini iraniane? Sulla carta (digitale) le norme culturali della corporation includono impegni significativi come il respiro globale in un servizio che vuole "vivere locale", l'ossessione per le necessità dei consumatori, il rispetto - anzi la "celebrazione" - delle differenze, la presa di responsabilità in merito ai problemi del servizio, la perseveranza, l'importanza delle idee sulla gerarchia aziendale, le tendenza a "scommettere" sul futuro. Ma sopra ogni cosa, l'Uber di Khosrowshahi promette di "fare la cosa giusta, punto."
Le nuove norme culturali sono nate grazie alle 1.200 idee condivise dai dipendenti di Uber, riuniti attraverso 20 focus group in giro per il mondo; le regole sono state poi votate 22.000 volte fino a raggiungere la formulazione ufficiale. Che in ogni caso non è affatto "definitiva", visto che si parla di principi in divenire che saranno aggiornati in relazione alle mutate condizioni di mercato.

Naturalmente, la speranza del nuovo management di Uber è che le neonate norme culturali permettano alla corporation di far dimenticare gli scandali sessuali, gli incidenti, le cause legali, le sospensioni del servizio e tutti gli altri eventi "funesti" che hanno in questi anni sporcato l'immagine di quella che una volta era la startup globale più promettente nata nella Silicon Valley.

Alfonso Maruccia

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3 Commenti alla Notizia Uber e il nuovo galateo di Khosrowshahi
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  • Quindi hanno intenzione di fare una bella scenetta, due pianterelli e le cause legali spariscono.
    ... l'ossessione per le necessità dei consumatori, il rispetto - anzi la "celebrazione" - delle differenze, la presa di responsabilità in merito ai problemi del servizio, la perseveranza, l'importanza delle idee sulla gerarchia aziendale,....
    Niente di tutto questo affronta il problema legale delle licenze in ciascun singolo paese in cui operano.
    Un altro nodo del problema è che loro selezionano e addestrano gli autisti, li avviano a questo lavoro, ma poi sostengono di essere semplici intermdiari e negano ogni responsabilità verso gli autisti.
    Nel suo bel discorsetto il nuovo CEO ha semplicemente evitato di parlare dei problemi veri.
    non+autenticato
  • Quindi è un ottimo candidato per le prossime elezioni politiche italiane. (non importa in quale partito, movimento, lista, forza, ecc.)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Esprit
    > Quindi è un ottimo candidato per le prossime
    > elezioni politiche italiane. (non importa in
    > quale partito, movimento, lista, forza,
    > ecc.)

    Per forza. Sono tutti controllati dagli stessi oligarchi. Cambia la sigla, ma non cambia il potere che c'è dietro.
    non+autenticato