Domenico Galimberti

Apple Watch 3, una prova di polso

di D. Galimberti - A qualche settimana dal lancio, passiamo in rassegna le sensazioni di utilizzo del nuovo smartwatch della mela, dando uno sguardo anche a ciò che si può trovare di interessante sullo specifico App Store

Non è semplice distinguere un Apple Watch 3 dal suo predecessore: l'unico elemento esteticamente distintivo, a meno di considerare i modelli particolari, come quello in ceramica grigia, è la presenza del colore rosso sulla corona digitale; si tratta però di dettagli riservati al modello cellular, al momento non disponibile in Italia per via del mancato supporto da parte degli operatori di telefonia (parliamo infatti di una SIM elettronica, come quella già presente su alcuni modelli di iPad).

La scelta di Apple di mantenere inalterata l'estetica del proprio smartwatch ha sicuramente delle ragioni più che valide: al di là degli accessori (principalmente cinturini) che rimangono invariati e utilizzabili su tutti i modelli, così come le App realizzate per il piccolo schermo dello smartwatch della mela, Apple ha potuto delineare un proprio "stile", che può piacere o meno, ma che di fatto è stato ampiamente imitato. Infine, fatto anch'esso non trascurabile, nonostante gli importanti miglioramenti apportati alla seconda e alla terza serie (nonché l'aggiornamento di processore dedicato alla prima versione) gli utenti si trovano sempre di fronte al medesimo Apple Watch: chi ha comprato il primo modello non si sente "forzato" da Cupertino ad aggiornare quello che di fatto è un "accessorio" dell'iPhone (oltre che un dispositivo utile per monitorare la propria attività fisica). Certo, è immaginabile che prima o poi qualche cambiamento ci sarà, ma è altrettanto probabile che la forma squadrata dai bordi arrotondati rimarrà sempre una caratteristica di Apple Watch, così come la corona laterale che da un lato richiama un elemento degli orologi classici, dall'altro rappresenta un pratico sistema per interagire con l'interfaccia senza nasconderla con le dita che si utilizzerebbero per toccare lo schermo touch (cosa che comunque è sempre possibile e in alcuni casi necessaria, tanto più che parliamo di uno schermo in grado di riconoscere anche la forza con cui viene premuto).




Ma andiamo ad esaminare più in dettaglio la terza serie di Apple Watch. Come già accennato, e come evidenziato dalle foto, distinguere il nuovo modello dalla serie precedente è praticamente impossibile: solo il retro mostra qualche differenza nel sensore di battito; anche la confezione è sostanzialmente identica, a parte la scritta che riporta esplicitamente la dicitura Series 3. Dopotutto il confronto delle specifiche tecniche non lascia via di scampo: parlando della versione da 42 millimetri che abbiamo in prova (ricordiamo che esiste anche la versione più piccola da 38 millimetri) per entrambe le serie abbiamo delle dimensioni pari a 42,5 x 36,4 millimetri, uno spessore di 11,4 millimetri, e un display OLED da 390 x 312 pixel. Il peso, cambiando la componentistica interna cala leggermente: 32,3 grammi rispetto ai precedenti 34,2: in entrambi i casi, al polso, Apple Watch non si sente. Il modello in esame è quello con cassa in allumino scuro (per la precisione, grigio siderale) ma esistono anche le varianti grigio chiaro e oro, abbinabili a diversi cinturini, oltre al modello Nike+ (che offre cinturini e quadranti dedicati) e ad altre varianti più esclusive e costose, come il modello Hermès o quello con cassa in ceramica (questi ultimi non disponibili sullo store italiano, anche perché realizzati solo in versione cellular, al momento non supportata dai nostri operatori). L'ultima cosa che possiamo segnalare a livello estetico (ma, volendo, anche pratico) è il nuovo cinturino denominato Sport Loop; si tratta fondamentalmente di una versione sportiva della maglia milanese, realizzata in un tessuto elastico e traspirante, con una trama in nylon a doppio strato e una chiusura regolabile a piacere: sicuramente il miglior cinturino per Apple Watch che ho provato finora, perché risulta al tempo stesso elegante, ma anche pratico per il fitness (oltre ad essere leggero, morbido e confortevole).




Se a livello estetico non ci sono differenze, a livello tecnico le cose cambiano: all'interno troviamo infatti il nuovo processore S3 (sempre dual-core, ma con prestazioni fino al 70 percento superiori rispetto al precedente) affiancato da un inedito coprocessore W2, che si occupa di gestire la connettività WiFi e Bluetooth in modo più veloce (fino all'85 per cento sul WiFi) e con una maggiore efficienza energetica, cosa che consente ad Apple Watch di mantenere la stessa autonomia di prima nonostante l'incremento di prestazioni e funzionalità... e non potrebbe essere diversamente visto che comunque, con 18 ore dichiarate di autonomia, va ricaricato ogni sera: un calo di autonomia sarebbe impensabile. In realtà, con un utilizzo limitato, si può arrivare a sera con oltre il 60 percento di carica ancora disponibile, il che consentirebbe di raggiungere due giorni di autonomia se si ha l'accortezza di impostarlo in modalità aereo durante la notte, cosa che ho avuto modo di sperimentare in diverse occasioni, anche se esula dalle prescrizioni di Apple.



La configurazione avviene come di consueto: basta avvicinare l'iPhone ad Apple Watch per veder comparire l'immagine che consente (tramite la camera dello stesso iPhone) di effettuare l'abbinamento. A quel punto se già si possedeva un Apple Watch, si può decidere di ripristinare lo stato dell'ultimo backup piuttosto che configurarlo come "nuovo". Come prevedibile, la reattività del nuovo modello è sensibilmente superiore rispetto al precedente modello, e anche se nella maggior parte dei casi di tratta di un dettaglio di poco conto per quello che normalmente si è abituati a fare sullo schermo di un orologio, in alcune situazioni si tratta di reattività molto gradita. Oltre alle questioni prestazionali, Apple Watch è cresciuto anche a livello di sistema operativo raggiungendo il giusto equilibrio di estetica e funzionalità nelle ultime due versioni, anche se a mio avviso rimane ancora "povero" nell'offerta dei quadranti, aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato visto che parliamo pur sempre di un orologio.

Abbiamo già esaminato l'ultima versione di watchOS (la quarta release) in occasione del suo rilascio, anche se alcune funzioni si scoprono solo dopo un utilizzo più prolungato. Ad esempio, chi non ama la visualizzazione delle App nella disposizione a nido d'ape, può ora scegliere una più semplice rappresentazione ad elenco, sicuramente più fruibile attraverso la corona digitale. Per chi invece preferisce tenersi sempre sotto controllo, ricordiamo che l'applicazione per il monitoraggio del battito cardiaco è ora più completa e presenta il grafico con il valore medio in diverse circostanze, per esempio camminata e a riposo; quest'ultimo è importante perché si può impostare una soglia d'allarme nel caso in cui il battito a riposo ecceda una certa soglia, indice che qualcosa non va come dovrebbe al nostro cuore (e ricordiamo che, pur non essendo un dispositivo medico, il rilevatore del battito cardiaco di Apple Watch è uno dei più precisi tra quelli di tutti gli smartwatch in vendita). Quanto detto riguardo watchOS 4 vale ovviamente per tutti i modelli di Apple Watch, visto che non ci sono particolari restrizioni di compatibilità.



Notizie collegate
153 Commenti alla Notizia Apple Watch 3, una prova di polso
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 11 discussioni)