Claudio Tamburrino

UE, nuove misure a tutela della proprietÓ intellettuale

Nuovo pacchetto di misure proposte dalla Commissione europea per combattere pirateria, prodotti contraffatti e i blocchi brevettuali: in particolare misure per i brevetti essenziali e velocizzare la risoluzione di eventuali conflitti

Roma - La Commissione europea ha annunciato, nell'ambito della Strategia per il mercato unico, un pacchetto di proposte che hanno l'obiettivo di contrastare le violazioni di proprietà intellettuale all'interno dell'Unione europea, incentivando così imprese innovative e stimolare gli investimenti.

Come spiega infatti Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività: "La crescita economica e la competitività dell'Europa dipendono in larga misura dagli investimenti dei nostri numerosi imprenditori in nuove idee e conoscenze. Il pacchetto completo che presentiamo oggi migliora l'applicazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e incoraggia gli investimenti in tecnologia e sviluppo di prodotti in Europa". D'altra parte secondo uno studio della Commissione europea (almeno lo studio che accompagna la ricerca, mentre almeno in un altro caso i risultati di una circa finanziata dalle istituzioni europee erano meno netti), contraffazione e pirateria rappresentano il 5 per cento dei prodotti importati nel Mercato Unico europeo, per un valore totale di 85 milioni di euro.


UN AMBIENTE MIGLIORE E PI┘ COORDINATO PER LA TUTELA DEL COPYRIGHT
Le nuove misure proposte vanno nella direzione di facilitare le azioni contro tutte le violazioni di proprietà intellettuale, semplificare i contenziosi transfrontalieri, seguire i cosiddetti "pesci grossi" della pirateria e della contraffazione e facilitare il trasferimento tecnologico tramite incentivi alle licenze brevettuali.
Per farlo occorre, secondo la Commissione, innanzitutto intensificare la cooperazione tra le autorità doganali dell'UE, in particolare valutando l'attuazione del piano d'azione doganale dell'UE sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale per il periodo 2013-2017 e proponendo un'assistenza più mirata alle singole autorità doganali nazionali; le misure puntano per questo a promuovere la formazione giudiziaria, pubblicando sistematicamente le sentenze relative a cause riguardanti la proprietà intellettuale e incoraggiando gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie: l'esempio da seguire è quello del Protocollo d'intesa sulla vendita online di merci contraffatte, ovvero un accordo volontario sulla pubblicità su siti Web, sui servizi di pagamento e su trasporti e spedizione, che può rappresentare - integrando anche gli orientamenti destinati alle piattaforme online per la lotta ai contenuti illeciti recentemente adottati dalla Commissione - un esempio vincente di strumento in grado di contribuire a velocizzare le azioni contro la contraffazione e la pirateria e alleggerire i tribunali specializzati con giurisdizione esclusiva su tale materia.

Nello stesso senso vanno poi i chiarimenti sulle modalità di applicazione della direttiva sull'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale (IPRED), del 2004, che si è dimostrata secondo la Commissione uno strumento utile nella lotta agli abusi in materia di diritti di proprietà intellettuale, ma che nel corso degli anni è stata interpretata in alcune sue disposizioni in maniera divergente da parte di alcuni Stati membri.

A monte, poi, le nuove misure prevedono programmi di cooperazione con i Paesi terzi (e in particolare quelli da cui più facilmente arrivano beni contraffatti e piratati) e l'istituzione di una watch list dei mercati che avrebbero partecipato a gravi violazioni dei diritti di proprietà intellettuale o le avrebbero facilitate (come d'altra parte già fanno gli Stati Uniti d'America) per cui si chiederà eventualmente la collaborazione dello European Observatory on Infringements of intellectual property rights.

NUOVE LINEE GUIDA PER I BREVETTI ESSENZIALI: UN INCENTIVO PER LE PMI
Per quanto riguarda la tecnologia, di particolare importanza appare l'intervento sulla questione dei brevetti essenziali (come quelli relativi alla tecnologia WiFi o 4G): la Commissione affronta il problema offrendo delle linee guida che vanno nel senso di garantire maggiore trasparenza e prevedibilità al momento della negoziazione di licenze d'uso ad essi relative.

Come noto le tecnologie essenziali a standard tecnologici - dato che sono di fatto obbligatorie per un operatore che vuole operare su tale mercato - devono essere concesse in licenza a condizioni giuste, ragionevoli e non discriminatorie (riassunte nell'acronimo FRAND: Fair, Reasonable And Non-Discriminatory terms). Tuttavia la questione sul quantum, ovvero su qual è un prezzo effettivamente giusto è molto controversa e non può essere decisa a priori, pertanto è non raramente alla base di litigi e scontri brevettuali anche tra grandi operatori del settore.

Per cercare di risolvere il problema la Commissione fa appello alle più recenti sentenze relative alla questione per offrire vere e proprie linee guida e aiutare le corti a stabilire i criteri per determinare se un potenziale licenziatario stia effettivamente effettuando tutti gli sforzi necessari a negoziare una licenza d'uso per una determinata tecnologia essenziale.

Secondo le intenzioni delle istituzioni, in questo modo sarà più facile avere regole sulle licenze trasparenti e prevedibili a favore dei possibili fabbricanti di prodotti (in particolare favorendo le piccole e medie imprese) e, al tempo stesso, permettere ai titolari dei diritti di essere remunerati per i propri investimenti in ricerca e sviluppo e per le attività di normalizzazione che, di conseguenza, saranno incentivati a offrire le loro migliori tecnologie perché vengano incluse nelle norme. Favorendo in questo modo anche la competitività delle imprese europee nella corsa ai nuovi settori tecnologici come potrebbero essere il 5G e l'Internet delle Cose.

Claudio Tamburrino

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