Claudio Tamburrino

Apple e Qualcomm, divorzio a suon di brevetti

Continua e diventa sempre più acceso il botta e risposta nelle aule di tribunale tra i due ex partner. Cupertino contrattacca accusando i chip Snapdragon di violazione brevettuale e Qualcomm rincara la dose con tre nuove denunce e la richiesta di ban per iPhone 8 e iPhone X

Roma - Continua la battaglia brevettuale tra Apple e Qualcomm, in un'escalation che vede coinvolti sempre più titoli brevettuali e dispositivi.

Dopo anni di fruttuosa collaborazione, durante i quali i dispositivi con la Mela si sono appoggiati ai chip dell'azienda di San Diego per il proficuo soddisfacimento di entrambe, le due sono giunte da qualche mese ai ferri corti, con una serie di accuse reciproche di contingentamento del mercato e violazione di titoli brevettuali.

Il tutto è iniziato lo scorso gennaio dalla Corea, dove il chipmaker è stato condannato a seguito di accuse di concorrenza sleale su cui avrebbero influito osservazioni di Apple, che sarebbe dietro anche all'indagine nei suoi confronti avviata sugli stessi argomenti negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission.
Secondo Cupertino il chipmaker avrebbe di fatto adottato pratiche di estorsione: insistendo per stringere accordi di licenza e pretendendo, forte della sua posizione dominante nel mercato dei chip, royalty anche su tecnologie "con cui non avevano niente a che fare" come quelle legate a innovazioni come TouchID, display e fotocamere con la Mela; avrebbe poi chiesto royalty altissime per tutte le sue tecnologie legate a standard tecnologici e imposto accordi commerciali assicurando sconti su tali licenze in cambio della fornitura in via esclusiva dei suoi prodotti di punta, i chip.

I rapporti tra Apple e Qualcomm sono definitiamente esplosi con le accuse di Qualcomm nei confronti di Apple prima chiedendo all'International Trade Commission (ITC) il blocco delle importazioni degli iPhone trovati in violazione di 6 suoi brevetti, poi per violazione di accordi di licenza e la conseguente compromissione di informazioni che dovevano essere mantenute riservate.

Chiuso (per il momento) il capitolo Broadcom, Qualcomm sembra tornata a volersi occupare completamente del braccio di ferro con l'ex partner, e ha depositato tre nuove denunce nei confronti di Apple per la violazione "di oltre 16 suoi brevetti" impiegati negli iPhone: si è rivolta alla Corte distrettuale di San Diego (foro particolarmente favorevole ai titolari dei diritti) sulla base di titoli concessi tutti tra il 2015 e il 2017, una mossa anche comunicativa dal momento che Cupertino non aveva mancato occasione per sottolineare come la accusasse sulla scorta di titoli risalenti, come - faceva intendere - il suo stato della tecnica.

Sulla scorta di una di queste accuse, peraltro, Qualcomm ha anche chiesto all'ITC il bando degli iPhone 8 e iPhone X con installati i chip Intel.

Apple - che peraltro secondo indiscrezioni sta lavorando internamente alla progettazione di un chip per la gestione energetica dei device - ha respinto le accuse e contrattaccato accusando i chip Snapdragon di Qualcomm di violare suoi titoli di privativa.

Claudio Tamburrino
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