Alfonso Maruccia

Messenger Kids, la messaggistica per minorenni

La nuova iniziativa di Facebook è dedicata al pubblico dei più piccoli, che ora potranno "chattare" con il permesso consapevole dei genitori. La corporation promette il rispetto della privacy e l'assenza di advertising

Messenger Kids, la messaggistica per minorenniRoma - Un minore di tredici anni non può registrare un account su Facebook, ma non per questo il social network in blu intende rinunciare ad una fetta così vasta - e potenzialmente importante per il futuro - di utenza: la risposta al problema si chiama Messenger Kids, una nuova app per smartphone pensata per introdurre i più giovani a Facebook pur nel pieno rispetto della potestà genitorial-digitale.

Disponibile al momento solo in versione iOS ma in arrivo su Android e Kindle, Messenger Kids è secondo quanto sostiene Facebook il risultato di sei mesi passati ad ascoltare focus group con centinaia di genitori, un lavoro di ricerca che avrebbe permesso alla corporation di conoscere le esigenze e le preoccupazioni degli adulti in merito alla nuova iniziativa.


Messenger Kids permetterà dunque ai più piccoli di comunicare con i compagni di scuola, ma solo se i rispettivi genitori sono tra loro amici su Facebook e solo dopo aver ricevuto la loro esplicita approvazione. Non esiste alcuna funzionalità di ricerca, oltre alla lista dei propri contatti, così come non è (al momento?) prevista la visualizzazione di advertising all'interno della app.
Gli account dei piccoli utenti di Messenger non verranno automaticamente convertiti ad account Facebook al compimento del tredicesimo anno, e anche sul fronte dei tentativi di bullismo si parla di un vaglio "umano" di ogni singolo messaggio segnalato al network così da ridurre al minimo i rischi.

Facebook ci tiene insomma a rassicurare sul fatto che Messenger Kids è un prodotto realizzato nel pieno rispetto della privacy dei più piccoli e delle loro famiglie, anche se l'obiettivo finale - naturalmente non dichiarato - consiste nella "conversione", sul lungo periodo, a utenti del proprio network... considerato "pericoloso per il cervello" dal suo ex presidente e dove l'istigazione al suicidio è una possibilità da prendere molto sul serio.

Alfonso Maruccia
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