Mirko Zago

Snapchat vacilla, a confermarlo un leak

Alcuni documenti "trafugati" mostrano dati che l'azienda ha volutamente taciuto da aprile a settembre. Ovviamente, si tratta di dati negativi relativi ad alcune feature che mostrano scarso appeal

Roma - Nei giorni scorsi sono stati trafugati alcuni documenti sensibili di Snapchat. Si tratta di informazioni "scomode" che il social network amato dai teenager ha finora volutamente occultato dalle sue pubblicazioni. Il motivo è semplice: evidenziano alcune defezioni che rischiano di minare la fiducia di investitori ed inserzionisti. La percezione che Snapchat sia utilizzata più come un'app di messaggistica piuttosto che come una piattaforma social sostanzialmente è confermata. E con sé anche lo scarso appeal di nuove funzionalità recentemente introdotte.

Snapchat

Thomas Cilius, CEO di Snaplytics (azienda che si occupa di analytics di Snapchat) racconta: "è chiaro che Snapchat sta guadagnando nella comunicazione personale, ma sta perdendo nella parte relative alle storie", che si potrebbe tradurre in una  conferma che gli utenti scambiano una grandissima mole di messaggi multimediali, ma sfruttano poco una feature su cui tutti i competitor stanno puntando ovvero le "stories".

Snapchat sta tentando attraverso il ridisegno della sua app di migliorare la fruibilità di quelle funzionalità con cui vorrebbe migliorare il rapporto con i suoi utenti e attirarne di nuovi. Ma anche monetizzare con l'inserimento di inserzioni pubblicitarie che siano il meno invasive possibili. Se è vero che Snapchat conta su 178 milioni di utenti attivi al giorno è altresì vero (ed emerge solo ora grazie al recente leak) che solo il 21 per cento di loro sfrutta regolarmente Discover, la funzionalità che permette agli editori di veicolare attraverso la piattaforma le loro pubblicazioni (tra essi si contano BuzzFeed, The New York Times, The Washington Post, Cosmopolitan, Vogue). Dati del genere potrebbero mettere a repentaglio gli investimenti da parte degli inserzionisti.
Se le stories hanno fatto da padrone nel secondo trimestre 2016 con una crescita del 17,2 per cento, nell'ultimo trimestre Snapcaht si deve accontentare del 2,9 per cento. Il motivo è palese: si tratta della concorrenza di Facebook che parallelamente ha introdotto una simile funzionalità.

Il cambio di rotta è d'obbligo se Snapchat vuole preservare le sue sorti. Nell'ultimo trimestre del 2017 ha perso infatti 443 milioni di dollari. Il trend di stallo, se non negativo, riflette d'altronde  quello che è stato il primo trimestre dello stesso anno. E dalle chart disponibili si evince che con i proventi è calato anche il tempo medio di permanenza nell'app nel mese di settembre rispetto ai due mesi precedenti. Ma ciò che allarma maggiormente è il calo di utenti che interagiscono con contenuti sponsorizzati e legati alla geolocalizzazione.

Di queste e altre minacce potrebbero trarre vantaggio i concorrenti, primi tra tutti Instagram e il già citato Facebook, che deve però fare i conti con un rallentamento dell'utilizzo da parti di utenti giovani. Punto di forza di Snapchat, che ricordiamolo, è stata accolta in maniera calorosa a Wall Street a marzo.

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