Aumentano le dot-come europee in attivo

Il crollo degli investimenti ha portato al fallimento di molte imprese e altre ne falliranno nei prossimi mesi. Eppure comincia ad emergere il quadro delle net-companies che sono destinate a superare la maretta. Almeno in Europa

Londra - In Europa le net-companies, e in generale le aziende legate alla cosiddetta "new economy", nell'ultimo trimestre del 2000 hanno migliorato i propri conti, e di molto, rispetto al passato. Il tutto mentre si sono sgonfiate le bolle speculative e sono crollati gli investimenti a favore delle imprese Internet.

Questo il profilo di uno studio pubblicato dai consulenti di PricewaterhouseCoopers, secondo cui il 38 per cento delle prime 150 net-companies europee ha aumentato i propri profitti, un dato ben superiore al 28 per cento registrato nel trimestre precedente. Non solo, per la prima volta l'ammontare degli investimenti e delle spese sostenuti dalle aziende è stato di un solo punto percentuale superiore alle entrate, un segno evidente di stabilizzazione del mercato. Nel periodo precedente, infatti, lo scarto negativo era stato dell'11 per cento.

PricewaterhouseCoopers avverte che questo non significa che la maggior parte delle net-companies stia muovendosi al meglio, perché, nel complesso, il 18 per cento delle aziende monitorate dai consulenti dell'azienda non sopravviverà ai prossimi 12 mesi. E questo è un dato che supera i fallimenti registrati nel trimestre precedente (15 per cento) e in quello ancora prima (13 per cento).
Ciò che emerge, secondo PricewaterhouseCoopers, è un divario sempre maggiore tra le net-companies con business-plan solidi e con chiari obiettivi di mercato, e il cui bilancio va migliorando, e quelle che invece soffrono di progetti più "oscillanti" e più esposti ai capricci del mercato.

Le imprese di maggiore successo del settore sono i provider di servizi Internet, la metà dei quali registra un attivo.