
Per ironia della sorte, il noto osservatorio del Web
Netcraft ha rivelato che il sito del tribunale distrettuale del Nevada, dove SCO ha presentato la propria causa contro AutoZone,
gira su Linux: sempre su Linux sarebbe basato anche il sistema utilizzato dal tribunale per la gestione delle cause e l'archiviazione automatizzata degli atti. Paradossalmente, per presentare la propria causa, SCO avrebbe dunque utilizzato un sistema basato su codice che ritiene in violazione dei suoi copyright.
"SCO non ha fatto sapere - ha scritto ironico Netcraft - se i suoi avvocati hanno spedito al tribunale una lettera di diffida prima di depositare i propri atti, o se ha in programma di aprire una causa contro lo stesso tribunale".
Negli scorsi giorni SCO ha dovuto incassare una severa critica anche da una delle associazioni di utenti di computer più importanti d'America,
USENIX, dichiaratasi in totale disaccordo con
la lettera che lo scorso gennaio il CEO di SCO ha inviato al Congresso americano: in tale lettera McBride accusava Linux e l'open source di costituire un pericolo per l'economia e la sicurezza nazionali.
Il presidente di USENIX, Marshall Kirk McKusick, ha accusato SCO di "ipocrisia" affermando che "anche gli sviluppatori di SCO utilizzano strumenti open source", aggiungendo poi che "il miglior modo di creare un programma per computer è quello di condividerne il codice piuttosto che tenerlo segreto o pretendere parecchi soldi per permetterne l'accesso".
Di recente il giornale australiano
The Age ha invece riportato che una piccola azienda locale che opera nell'open source,
CyberKnights, ha presentato una denuncia ufficiale contro la divisione australiana e neozelandese di SCO con l'accusa di voler tentare di danneggiare il mercato Linux attraverso azioni sleali e ingannevoli. McBride ha però affermato di non essere a conoscenza di tale denuncia.
I guai per SCO sembrano provenire, e
non è la prima volta, anche dalla Germania. Secondo quanto annunciato in
questo comunicato dalla società tedesca
Uninvention, quest'ultima ha raggiunto con SCO Group GmbH un accordo extragiudiziale che impedisce alla società americana, almeno per quel che riguarda la Germania, di rivendicare diritti sul codice di Linux e di perseguire gli utenti del Pinguino. La traduzione in inglese dei punti chiave dell'accordo è stata pubblicata
qui da groklaw.net.
Dopo aver rivelato il nome di EV1Servers.Net, ieri SCO ha svelato i nomi di altre tre aziende americane che hanno acquistato le licenza d'uso di Linux: il gigante del software
Computer Associates, il fornitore di gas metano
Questar e l'azienda manifatturiera
Leggett & Platt. Fra i tre, il cliente più importante è senza dubbio CA, soprattutto considerando l'influenza che questo colosso può avere sul mercato del software. A destare stupore, fra i membri della comunità open source, è che CA è anche uno dei membri fondatori dell'OSDL e fra i maggiori sviluppatori di soluzioni software per il sistema operativo open source.
"Mi chiedo cosa abbiano in mente", ha affermato Bruce Perens, uno dei fondatori della Open Source Initiative (
OSI), riferendosi alla mossa di CA. "Hanno lanciato davvero uno strano messaggio: mi piacerebbe avere al più presto da loro una spiegazione".