Alfonso Maruccia

Facebook, messaggi cancellati e nuove autorizzazioni

Continuano le disavventure del social network statunitense, che ora deve fare i conti con le polemiche riguardo i "superpoteri" sui messaggi del management. E in futuro la pubblicità politica dovrà essere "autorizzata"

Roma - Il fondatore Mark Zuckerberg e tutti i pesi massimi della dirigenza di Facebook hanno a disposizione dei veri e propri "superpoteri" nella gestione delle comunicazioni private sul social network, una scoperta che alimenta ulteriormente il dibattito su una corporation da mesi al centro delle polemiche sulla violazione della privacy e non solo.

Zuckerberg e gli altri membri del management, ha confermato ufficialmente Facebook, hanno la capacità - qualora lo volessero - di eliminare i messaggi inviati sulla funzionalità di chat (o su Messenger) del social network. Non bastasse questo, i messaggi cancellati vengono eliminati dal sistema anche all'interno delle conversazioni salvate dagli utenti terzi, che a quel punto si ritroveranno con scambi di battute con se stessi senza interlocutori di sorta.

Facebook ha giustificato la novità - che poi è una funzionalità a quanto pare disponibile da anni - parlando della volontà di "proteggere" le comunicazioni dei manager esecutivi dopo la breccia nei server di Sony Pictures del 2014, sostenendo in ogni caso di agire nel pieno rispetto degli "obblighi" legali dell'azienda di ritenere i messaggi a beneficio delle autorità.
Inutile dirlo, l'ennesima novità sulle caratteristiche "segrete" di un social network che profitta della vita personale dei suoi utenti ha scatenato la discussione su quanto, in realtà, Facebook nasconda di se stesso ai suddetti utenti e non solo.

Nel tentativo di correre ai ripari, la corporation ha quindi annunciato di voler estendere la funzionalità di eliminazione dei messaggi anche agli utenti finali. Un'opzione che arriverà nei prossimi mesi e che ovviamente non garantirà la cancellazione delle chat anche dai dispositivi degli interlocutori.

La novità di "unsend" sarebbe dovuta arrivare prima e Facebook fa, ancora una volta, ammenda scusandosi con l'utenza, e presto arriveranno novità anche sul fronte dell'advertising politico che tanti grattacapi ha causato alla corporation con lo scandalo Cambridge Analytica e i decine di milioni di account "violati" senza autorizzazione.

Presto, dice Facebook, chi vorrà fare propaganda politica (negli USA) dovrà fornire tutti i dati necessari alla sua identificazione. Si parla in particolare di un ID fornito dal governo federale, delle ultime quattro cifre del numero di Assistenza Sanitaria e di un indirizzo di posta (fisico) per la verifica finale. La speranza della corporation è di dissuadere malintenzionati e criminali ad abusare del social network per scopi illegali o comunque illegittimi.

Alfonso Maruccia