Alfonso Maruccia

HD Vinyl, l'alta definizione arriva su vinile

Una società australiana promette l'arrivo sul mercato del "vinile in alta definizione" entro il prossimo anno. Una tecnologia che promette di sposare la qualità dell'ascolto con il fascino dell'analogico

Roma - I dischi in vinile rappresentano una di quelle tecnologie analogiche in grado di resistere all'inesorabile processo di digitalizzazione dei media, e ora una start-up australiana promette di migliorare in maniera significativa la produzione e l'ascolto con un nuovo formato chiamato HD Vinyl.

Rebeat Innovation, questo il nome dell'azienda in oggetto, ha infatti ricevuto un finanziamento di 4,8 milioni di dollari grazie al quale potrà trasformare in realtà un brevetto già noto dal 2016: la tecnologia descrive un metodo per convertire digitalmente l'audio in una mappa topografica in 3D, incidendo poi il risultato sui dischi in vinile tramite l'utilizzo di laser.

I dischi HD Vinyl garantiscono una fedeltà sonora sensibilmente superiore ai vinili standard, promettono da Rebeat, con un suono più ampio del 30%, una frequenza di campionamento superiore e un 30% di "tempo di ascolto" in più. Non bastasse questo, i dischi HD Vinyl sarebbero compatibili con i giradischi tradizionali.
Un miglioramento tecnologico come quello promesso da HD Vinyl non è ovviamente facile da raggiungere, e non a caso la prima "pressa" a laser in grado di creare i nuovi dischi costa la bellezza di $600.000. Il sistema dovrebbe essere consegnato entro luglio, le prime stampe di test sono previste a settembre e se tutto va come previsto la produzione di massa dei nuovi supporto sarà pronta per il 2019.

Alfonso Maruccia
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