Alfonso Maruccia

Nintendo Switch, la vulnerabilità è nell'hardware

L'ultima console della casa nipponica contiene un bug che non è possibile correggere con un aggiornamento software, un baco che apre le porte al software "fatto in casa" ma anche ai giochi pirata. Nintendo, per ora, incassa miliardi.

La piattaforma hardware su cui è basata la console Switch è affetta da una vulnerabilità hardware sostanzialmente impossibile da correggere in modo tradizionale, un problema potenzialmente in grado di aprire la macchina Nintendo di ottava generazione allo sviluppo di software homebrew e non solo. La casa nipponica dovrebbe cominciare a preoccuparsi, anche se al momento il business videoludico va decisamente a gonfie vele.

Il bug riguarda il chip SoC Tegra X1, piattaforma da gioco presentata da NVIDIA nel 2015 ed espressamente pensata per il gioco in mobilità. Ribattezzato Fusée Gelée dagli smanettoni che lo hanno scoperto, il baco permette di eseguire codice "arbitrario" non autorizzato in fase di inizializzazione della piattaforma tramite la bootROM integrata.

Con Fusée Gelée è possibile forzare il SoC NVIDIA in "modalità ripristino" tramite le comunicazioni su USB, e per facilitare ulteriormente l'utilizzo della vulnerabilità un secondo team di hacker (fail0verflow) ha già presentato un piccolo adattatore per Joy-Con (SwitchX PRO) in grado di mandare in cortocircuito (temporaneo) uno dei pin del dispositivo.


Grazie all'accoppiata Fusée Gelée+SwitchX PRO, hacker e sviluppatori hanno ora la possibilità di programmare Switch nel modo che preferiscono adattando distro Linux, modificando l'OS nativo della console, sviluppando emulatori di piattaforme passate e ovviamente facendo girare versioni pirata del software videoludico in vendita per la console.

La vulnerabilità della bootRom non può essere rimossa se non con un aggiornamento diretto all'hardware di Switch, dicono gli hacker, ed è probabile che la stessa falla coinvolga anche i gadget mobile di altri produttori che hanno scelto di affidarsi al SoC NVIDIA Tegra X1.

La prospettiva di un "boom" del software pirata su Switch non è certo una buona notizia, per il management di Nintendo, anche se al momento il business della corporation giapponese non potrebbe essere più in salute: la console ibrida di ottava generazione ha venduto oltre 17 milioni di unità, l'operazione-nostalgia dello SNES Classic Mini ha contribuito con 5 milioni di "scatolotti" venduti e i profitti operativi per l'anno fiscale sono esplosi con un +505% fino a 1,62 miliardi di dollari.
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