Domenico Galimberti

Apple, una trimestrale che lascia il segno

In un momento che poteva sembrare difficile, Apple fa segnare un nuovo trimestre da record, mettendo a tacere le voci negative su iPhone e sul mercato cinese.

Tre mesi fa, in occasione della scorsa trimestrale, Apple ci aveva lasciato con una previsione di fatturato compresa tra i 60 e i 62 milioni di dollari, cifra per molti versi ambiziosa che significata un incremento di circa il 15 percento rispetto allo stesso trimestre del 2017: cifra che Apple ha stimato basatosi probabilmente su diverse considerazioni, dalla ripresa del mercato degli iPad, alla possibile tenuta dei Mac, passando per la crescita costante dei servizi e Altri prodotti, ed infine al sempre più discusso iPhone, perché se le vendite di iPhone X erano iniziate molto tardi (e con un numero di unità limitate) alla fine del 2017, era lecito attendersi che il nuovo melafonino potesse fare il grosso delle vendite a inizio 2018.
Visto che difficilmente in passato Apple ha sbagliato queste previsioni (anche perché, più che il risultato vero e proprio, spesso gli analisti premiano o castigano le trimestrali proprio in base al raggiungimento del target prefissato, quindi Cupertino, così come tutti gli altri, tendono a fare previsioni conservative) ma le voci che si susseguivano prima di ieri sera preannunciavano tanto la disfatta di iPhone X quanto la caduta di Apple nel difficile mercato cinese. Aveva già avuto modo di notare quanto quest'ultimo fosse importante per gli equilibri della casa della mela, che segna nuovi record ogni volta che riesce a mettere il segno positivo davanti all'andamento di questo mercato, per soffrire in occasione degli inevitabili cali dovuti alla concorrenza locale, dove alcuni marchi come Huawai e Xiaomi riescono a proporre modelli top di gamma in grado di rappresentare una status-symbol come il marchio Apple. Ciò nonostante, non era la prima volta che in presenza di segnali negativi prima dei dati ufficiale, Apple presentava poi dei conti in controtendenza che la vedevano in ripresa anche nel mercato cinese, quindi andiamo a vedere cos'è successo nei numeri annunciati la scorsa notte.

Per il secondo trimestre fiscale del 2018 (quello che copre i primi tre mesi dell'anno in corso) Apple ha realizzato un fatturato pari a 61,1 miliardi di dollari. Siamo quindi di fronte ad un incremento del 16 percento rispetto alla trimestrale dello scorso anno, che si riflette in un valore pari a 2,73 dollari per azione diluita, valore in crescita di ben il 30 percento.

Da dove arrivano questi numeri? Partiamo subito dal prodotto chiave di Apple, nonché il più discusso: l'iPhone. Con 52,2 milioni di unità vendute, il melafonino risulta essere nuovamente in crescita, nonostante le previsioni nefaste nella vigilia, e il fatto che il fatturato sia cresciuto del 14 percento ci lascia intuire che siano stati proprio i modelli più costosi (e quindi l'iPhone X) ad ottenere i risultati migliori. Considerando che per l'anno in corso si attende una nuova serie interamente ispirata alle linee di iPhone X (design che ha inspirato in vario modo anche la concorrenza) non possiamo che aspettarci dei buoni risultati anche per i trimestri a venire, senza considerare che dovrebbe essere in arrivo anche un nuovo modello di iPhone SE (che a sua volta sarà in grado di conquistare un'altro segmento di mercato).
Ma accantoniamo l'iPhone e passiamo all'iPad: anche il tablet della mela continua il suo trend positivo con 9,1 milioni di unità vendute, il 2 percento in più rispetto al 2017, e non potrà che continuare in questo modo viste le premesse dell'ultimo modello che puntano ad offrire un prodotto di alta qualità ad un prezzo "contenuto" ottenuto sacrificando alcuni aspetti che possiamo ritenere secondari per un tablet. Apple sta continuando a puntare molto sui tablet e sul loro utilizzo anche in ambito professionale, e non è detto che non sia davvero questa la scelte vincente, anche alla luce del cosiddetto progetto Marzipan.

Un discorso a parte potrebbe essere quello dei Mac, visto che sono attese diverse novità nel corso dell'anno, ma lasciamo da parte le indiscrezioni, e restiamo sui numeri; in un mercato che non sorride certo al mondo dei computer, Apple riesce a vendere oltre 4 milioni di Mac, in calo del 3 percento rispetto allo scorso anno, ma sostanzialmente dei numeri che denotano una certa tenuta del settore, visto che a livello di fatturato di registrano gli stessi numeri. A livello di curiosità possiamo notare come il numero di Mac venduti siano un numero significativamente inferiore rispetto agli iPad (meno della metà) viste sopra, ma con un fatturato ovviamente superiore: anche sotto questo punto di vista, l'unificazione del software potrebbe portare vantaggi ad entrambi.

Concludiamo l'analisi con il sempre positivo andamento dei servizi e Altri prodotti, che con 9,2 e 4 miliardi di dollari, fanno segnare crescite ben oltre il 30 percento. Oltre a notare che questi due settori, complessivamente, sono ormai oltre il 21 percento del fatturato totale (e ben sopra l'accoppiata iPad + Mac), dobbiamo identificare quesi numeri con il buon andamento di Apple Music e la crescita delle vendite degli altri prodotti Apple, in particolare Apple Watch ed Apple TV.

Infine, viste le premesse di apertura, non possiamo non dare uno sguardo alla distribuzione geografica di questi risultati, in particolare a quello che è successo in Cina. Scopriamo così che, oltre a registrare crescite più o meno accentuate in ogni parte del mondo, proprio nell'area denominata la grande Cina Apple mette a segno una crescita del 21 percento: per ora si tratta di una vittoria (a dispetto delle voci circolate nelle score settimane) ma il mercato cinese rimane comunque tanto grande quanto difficile, e ci sarà molto lavoro da fare per continuare a far bene in questo paese.

Oltre al canonico dividendo (pari in questo caso a 0,73 dollari per ogni azione posseduta in data 14 maggio) per il trimestre in corso Apple prevede un fatturato compreso tra i 51,5 e i 53,5 miliardi di dollari, con un margine operativo lordo del 38-38,5 percento, una crescita consistente rispetto a 45 miliardi dello scorso anno, ma evidentemente Apple ha motivi per essere ottimista...

Domenico Galimberti
blog puce72

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85 Commenti alla Notizia Apple, una trimestrale che lascia il segno
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    Uso Windows e Linux
    Uso chorme e firefox.
    FINE PREMESSA.

    Quasi ogni giorno leggo velocemente i titoli di PI.
    Ogni tanto leggo i commenti.
    Ma come fanno i vari maxsix, bertuccia, fuddaro, ..., panda a scrivere tanti commenti?
    Che lavoro fanno? io non ho neanche il tempo di mangiare.

    PS: ma che succede ultimamente a PI?
    Perchè pochi commenti? Perchè è lento a caricarsi? Perchè articoli solo di Mariuccia?
    non+autenticato
  • I’m Sorry I Criticized You, Apple. You Win

    I’ve long been a critic of Apple, but today I give up: It’s the perfect tech company for this day and age, an example to the rest of Silicon Valley.

    https://www.bloomberg.com/view/articles/2018-05-02...

    Why the change of heart? Because this is a time when Amazon is pushing innovations that don’t solve any real-world problems but may create some

    This is a time when an entire driverless car industry is trying to convince the world that its products are safe before it can even come up with convincing stats

    This is a time when Google is trying to subvert new privacy regulations to turn them against content producers.

    A time when Facebook , blasted by media and regulators for ignoring people’s privacy concerns, starts a dating service which will collect people’s most intimate data .

    This is a time when companies whose innovations are more intrusive than useful, more gimmicky than problem-solving, operate with business models that either burn investors’ cash or turn the users into products .


    At a time like this, Apple is a rock of common sense , sobriety, dignified engineering supremacy, prudent financial and supply chain management, effective marketing, and customer-oriented retailing. It’s a traditional business that does most things well, demands a high price for it, and receives that high price

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    Modificato dall' autore il 03 maggio 2018 08.47
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  • Per chi sentisse la mancanza del nostro pelosone, posso darvi una notizia che vi giungerà nuova, probabilmente qualcuno lo aveva già scoperto, qualcun altro non ne avrà avuto idea.

    Ebbene sì, i rumors si sono riconrsi per giorni con smentite e successive riconferme. Il nostro pelosone pareva scomparso, ma ha solo cambiato spoglie per non farsi riconoscere dalla volpe!

    La luce che riscalda i nostri cuori utilizza un nickname diverso dal solito per continuare ad illuminare il Blog del Panda.

    Bando alle ciance e cominciamo subito!
    Se ancora vi state chiedendo quali sembianze, sono felice di comunicarvi che tre puntini è l'ultimo alias utilizzato da chi diffonde il nostro Verbo.

    Ora che ne siete al corrente, vi chiedo cortesemente di inchinarvi con profondo rispetto ogni qualvolta leggete un post di tre puntini. Vi prego inoltre di non diffondere troppo la notizia, affinché la volpe ne resti all'oscuro.

    Lunga vita ai tre puntini.
    non+autenticato
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