Facebook ferma i suoi droni

Facebook ferma i suoi droni Aquila per la distribuzione della connettività: d'ora innanzi si occuperò soltanto della strumentazione di bordo, affidando il sistema di volo al nuovo partner Airbus

4 miliardi di persone al mondo non possono e non devono rimanere senza connettività: nel momento stesso in cui Facebook ribadisce tale principio, fa un passo indietro per poterne fare due in avanti. È di poche ore fa, infatti, l'annuncio relativo all'abbandono dello sviluppo della propria "Aquila", il velivolo automatico con il quale il gruppo di Mark Zuckerberg intendeva tentare di portare connettività ovunque nel mondo.

Il principio era chiaro e rimane al centro del progetto: sviluppare una tecnologia che potesse distribuire connettività "a pioggia" laddove non esistono altri mezzi di terra per poter collegare le persone alla Rete. Per raggiungere questo scopo occorre però sviluppare due differenti tecnologie, entrambe molto sofisticate e destinate a coesistere per poter raggiungere lo scopo: serve anzitutto un mezzo in grado di volare ad una sufficiente altezza e con sufficiente continuità (quindi con alimentazione solare per poter garantire piena autonomia dai rifornimenti) per poter offrire un supporto fisico alla strumentazione di bordo; serve inoltre una strumentazione di bordo sufficientemente leggera e capace in grado di fornire connettività in terra costituendo un nodo volante per la distribuzione del traffico dati.

Secondo quanto spiegato da Facebook, quanto successo in questi anni (il progetto risale originariamente al 2014) ha portato il gruppo verso una scelta radicale: interrompere lo sviluppo della propria "Aquila" per potersi concentrare sulle altre componenti. Il progetto, insomma, prosegue. Facebook, tuttavia, non si occuperà più della totalità delle problematiche da affrontare, ma delegherà lo sviluppo dell'apparato di volo al partner Airbus. La logica conseguenza di questo passo è pertanto la chiusura dello stabilimento di Bridgwater divenuto famoso per le fantascientifiche immagini dei primi modelli del drone: il modello fin qui sviluppato era andato incontro ad alcuni gravi fallimenti, ma al contempo aveva anche completato con successo due trasvolate lasciando intuire come l'obiettivo fosse comunque alla portata.


La nuova fase è immediatamente iniziata: è in arrivo una proposta per la World Radio Conference del 2019 per ottenere una nuova gestione delle frequenze in grado di liberare spazi per le cosiddette HAPS (High Altitude Platform Station). Di questo si occuperà ora Facebook: gestire lo spazio e le frequenze per ottimizzare velocità e performance della rete. Al volo ci penserà Airbus partendo da competenze ingegneristiche di volo ben più solide e collaudate.
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia Facebook ferma i suoi droni
Ordina