Auditel e Audiweb: guerra di numeri e di pubblicità

L'istruttoria aperta da AGCOM su Audiweb 2.0 cela una forte tensione legata alla leadership sul mercato della pubblicità: riuscirà il Web a far proprie le quote di mercato che la tv rischia di perdere?

Come misurare gli utenti: attorno a questo dilemma si sta sviluppando una forte dicotomia dietro la quale girano grandi interessi e che sta polarizzando due fronti. Da una parte c'è il mondo di Auditel e della tv, dall'altra c'è il mondo Audiweb e la rete. In linea di massima si tratta di due audience completamente differenti, disomogenee e non confrontabili; in realtà si tratta del medesimo bacino di acquirenti che il mondo della pubblicità ha bisogno di raggiungere. Su questo scontro si starebbe consumando una vera e propria faida dei misuratori, con Il Fatto Quotidiano pronto a lanciarsi contro l'AGCOM e l'AGCOM prontissima a respingere le accuse.

Il Fatto Quotidiano, in particolare, denuncia l'istruttoria contro il nuovo Audiweb 2.0 poiché spinta, secondo il giornale, da "lobbisti Mediaset e Rai":

La responsabile del procedimento è Benedetta Liberatore della Direzione contenuti audiovisivi, descritta come particolarmente legata al consigliere Agcom in quota Forza Italia, Antonio Martusciello, ex parlamentare, ex sottosegretario e soprattutto ex dirigente di Publitalia, la concessionaria di pubblicità del Biscione. Da tempo le tv auspicano, nemmeno troppo velatamente, che la misura del traffico internet passi in capo ad Auditel: la società che da anni quantifica tra polemiche e interrogativi quello televisivo. E oggi sperano che l'indagine Agcom diventi il grimaldello per arrivare all'agognata e totalmente illiberale meta.
L'AGCOM risponde senza mandarle a dire:

(...) le decisioni di avvio delle indagini istruttorie sono assunte dagli organi collegiali e, nel caso delle audience, dalla Commissione Servizi e Prodotti (CSP), e non dai singoli direttori, la cui opera competente e corretta è unanimemente apprezzata dal Consiglio. Dunque non corrisponde a verità dire che l'avvio dell'indagine è stato della Responsabile della Direzione contenuti audiovisivi; non vogliamo pensare che si tratti di un maldestro tentativo di condizionamento, se non di intimidazione, del personale e dell'autonomia dell'Autorità.


Guerra di pubblicità



La sensazione, insomma, è che in ballo ci sia ben di più di un approfondimento sui sistemi di misurazione Audiweb. Il contesto, infatti, è chiaro: a fronte di un numero di lettori e telespettatori in calo (con giornali e tv sempre più in difficoltà nel tentare di mantenere la propria storica leadership agli occhi degli inserzionisti), v'è una crescente attenzione ai numeri che le realtà online riescono a maturare. Il "rischio" macroscopico è quindi quello di un travaso sempre più importante di investimenti dalla tv al Web, spostando in modo decisivo rapporti di forza consolidatisi negli scorsi decenni. Se le resistenze della tv sono ovvie e lecite, la rivalsa degli editori del Web ha altrettanti validi argomenti al proprio arco: schiacciati da colossi come Google e Facebook, gli editori hanno necessità di aumentare la fetta di introiti pubblicitari a propria disposizione a salvaguardia della qualità del lavoro posto in essere. La propria audience, insomma, deve essere adeguatamente valorizzata. E quindi adeguatamente misurata.

La battaglia tra chi misura (e come) gli utenti è dunque una battaglia di altissimo livello, poiché avviene a monte di una guerra di mercato tra due ambiti differenti. Chi è interessato negli investimenti pubblicitari osserva in modo estremamente attento: la misurazione degli utenti, la loro segmentazione e la loro profilazione sono aspetti fondamentali per le performance delle campagne e pertanto le scaramucce in atto tra Il Fatto Quotidiano e l'AGCOM vengono avvertite come l'eco di una battaglia lontana sempre più accesa. In ballo vi sono gli equilibri di forza del mercato pubblicitario del prossimo decennio.
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9 Commenti alla Notizia Auditel e Audiweb: guerra di numeri e di pubblicità
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  • Dimostreranno i nostri eroi di mandarli tutti a fare in culo?

    Vedremo quando in quel dì che finiscono i mondiali di calcio, la gente del popolino si svecchierà e li mandarà tutti a fare in culo, pubblicitari e pubbliciottusi.
    non+autenticato
  • giusto in questi gg stavo guardando la "meritoria":) attivita' di agcom...

    Quando la FAPV (gli hollywoodiani) chiama, ha dei tempi di risposta DI TRE GIORNI (fapv segnala l'mp3, e dopo 3 gg agcom emana un provvedimento).. solerzia degna di un razzo...

    nel 2015(!) l'europa (dopo lenta e faticosa istruttoria) disse che le telco devono piantarla di obbligare al noleggio/acquisto dei router (la semplifico)
    L'italia ha recepito(?) sta roba ovvia nel 2017(!)... ma e' rimasta carta morta... AGCOM sta traccheggiando, valutando, ripensando, analizzando questa banalita' da una marea di MESI... *FORSE* a luglio partorira' un provvedimento (telecom intanto ha gia' tentato di aggirare l'ostacolo con un altro imbroglio chiamato 'tim expert')....

    Viene voglia di dar fuoco all'edificio con tutti i martufelli dentroCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • Ma di che parla l'articolo?
    Forse dei pubbliredazionali di PI?
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ma di che parla l'articolo?

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ma di che parla l'articolo?
    l'art. del fatto parla di < Del resto, basta guardarsi attorno per vedere che quasi tutti hanno sempre in mano uno smartphone su cui arriva continuamente pubblicità >
    in effetti e' vero.. negli iphoni e nei googldroid ne arriva parecchia. Bisogna passare ad android e ad utenti meno utontiCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Ma di che parla l'articolo?
    > l'art. del fatto parla di < Del resto, basta
    > guardarsi attorno per vedere che quasi tutti
    > hanno sempre in mano uno smartphone su cui arriva
    > continuamente pubblicità
    > >
    > in effetti e' vero.. negli iphoni e nei
    > googldroid ne arriva parecchia. Bisogna passare
    > ad android e ad utenti meno utonti
    >Con la lingua fuori

    a me non arriva
    non+autenticato
  • - Scritto da: poligono di tiro
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > Ma di che parla l'articolo?
    > > l'art. del fatto parla di < Del resto, basta
    > > guardarsi attorno per vedere che quasi tutti
    > > hanno sempre in mano uno smartphone su cui
    > arriva
    > > continuamente pubblicità
    > > >
    > > in effetti e' vero.. negli iphoni e nei
    > > googldroid ne arriva parecchia. Bisogna passare
    > > ad android e ad utenti meno utonti
    > >Con la lingua fuori
    >
    > a me non arriva
    caso 3) o 4)?   
    In effetti cmq ho dimenticato una 5'categoria... quella degli assuefatti.. sono talmente abituati a sorbirla, che la prendono come parte del design del sito/app..
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Ma di che parla l'articolo?
    > l'art. del fatto parla di < Del resto, basta
    > guardarsi attorno per vedere che quasi tutti
    > hanno sempre in mano uno smartphone su cui arriva
    > continuamente pubblicità
    > >
    > in effetti e' vero.. negli iphoni e nei
    > googldroid ne arriva parecchia. Bisogna passare
    > ad android e ad utenti meno utonti
    >Con la lingua fuori

    Oppure tagliarsi le mani, facendo in modo di non poter più avere uno smartphone in quelle cazzo di mani.

    Prendetevi la minchia in mano almeno così vi segate e godete pure, cazzo, voi e questi telefoni, schiavi siete! E da schiavizzati vivrete.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guccio Duccio
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > Ma di che parla l'articolo?
    > > l'art. del fatto parla di < Del resto, basta
    > > guardarsi attorno per vedere che quasi tutti
    > > hanno sempre in mano uno smartphone su cui
    > arriva
    > > continuamente pubblicità
    > > >
    > > in effetti e' vero.. negli iphoni e nei
    > > googldroid ne arriva parecchia. Bisogna passare
    > > ad android e ad utenti meno utonti
    > >Con la lingua fuori
    >
    > Oppure tagliarsi le mani, facendo in modo di non
    > poter più avere uno smartphone in quelle cazzo di
    > mani.
    >
    dai, esagerato.. sono sufficienti i comuni guanti... il touch non funzionera' e la gente andra' in crisi epilettica da astinenza.. oppure abbandonera'..Sorride
    non+autenticato