Tre. Bambini. Morti.

Tre bambini senza nome, ma con una foto: la loro morte in mare scatena bufale, debunker e indignazione all'interno di una dinamica ormai automatica, autoreferenziale e del tutto inutile.

Quando ne usciremo saremo una civiltà più evoluta, oppure non ne usciremo. Perché questo è il bivio da affrontare ormai di fronte alle fake news, al complottismo imperante ed alla dilagante superficialità: sopravvivere o meno a noi stessi. Ed a sbatterci in faccia questa cruda realtà è ancora una volta un'immagine, potente e crudele: quella dei tre bambini morti in mare.

Tre.
Bambini.
Morti.

Non hanno un nome: si provi a cercarli tra i molti articoli che ne parlano. Non hanno un nome, ma sappiamo che erano tre, che erano bambini e che sono morti. Dati oggettivi e totale spersonalizzazione, come se fossero semplici fattori di una addizione e non tre distinte tragedie immense e incommensurabili. Ma avventurarsi nell'analisi di quanto accaduto rischia soltanto di avvitare ulteriormente un fenomeno già sufficientemente incancrenito. La mistificazione di quanto accaduto è infatti ormai un fenomeno scientificamente dimostrato, statisticamente rilevante, puntualmente presente in momenti similari: il fatto perde la propria tragicità nel momento stesso in cui diventa immagine. Come se la dematerializzazione del fatto ne sterilizzasse l'empatia.
L'immagine viene subito messa in discussione in quanto tale, diventando bufala. E la bufala viene inoltre messa in discussione in quanto tale, diventando indignazione. E verrebbe da mettere in discussione anche l'indignazione, generando dibattito. Fino a quando è il dibattito stesso ad andare al centro della questione, seguendo la più truce delle dinamiche autoreferenziali ove in entrata ci sono emozioni e in uscita ci sono follower.

Tre.
Bambini.
Morti.

Eppure c'è chi è pronto a negare che siano davvero bambini in carne e ossa, credendo ad account bufalari che guadagnano (si, guadagnano, con dinamiche di varia natura, ma lo scopo è sostanzialmente il guadagno) sulla viralità. E poi c'è l'editorialista che chiede la rimozione dell'anonimato come panacea di tutti i mali, salvo ignorare quelli nuovi che verrebbero a crearsi. E c'è (per fortuna!) la folta schiera dei debunker che fa da contraltare alle bufale emergenti pur senza smuovere di una virgola le solide certezze di chi non si informa e di chi non coltiva mai il divino beneficio del dubbio. Bisognerebbe seminare dubbi per raccogliere certezze, invece succede troppo spesso il contrario ed occorre così inseguire le dimostrazioni della notizia invece che la notizia stessa.

Tre.
Bambini.
Morti.

Eppure c'è chi li considera dei Cicciobello bianchi, e quindi chiaramente non africani, e quindi dimostrazioni ovvie ed evidenti di come Soros abbia falsificato la verità per guadagnare sui migranti. Se hai letto fino alla fine questa frase hai lo stomaco forte, complimenti. Eppure pensa che c'è chi davvero crede che funzioni così, che sia tutta una finzione, un grande complotto, un grande Truman Show (chissà che i migranti stessi, anche loro, non stiano cercando la fine della scenografia in fondo al mare, proprio come il protagonista del film).




Tre.
Bambini.
Morti.

Eppure ce n'era già stato prima un altro a dover attraversare il mare della comunicazione senza mai esser riuscito ad attraversare quello vero. Si chiamava Aylan (imparammo a conoscere il suo nome solo qualche tempo dopo) e anche lui non poteva essere morto in mare perché aveva ancora le scarpe indosso, anche lui non poteva essere morto in quella posizione anomala perché si muore in altre posizioni, e anche lui era sicuramente più un'arma di comunicazione di massa che non una vittima. Non abbiamo imparato nulla nel frattempo, perché dopo Aylan i complottisti hanno sfoderato le medesime teorie, i debunker hanno sfoderato le medesime dimostrazioni, i giornali hanno sbandierato la medesima indignazione ed il mare ha restituito altri bambini.

Tre.
Bambini.
Morti.

Ma il sonno della ragione continua a generare mostri e condivisioni.
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20 Commenti alla Notizia Tre. Bambini. Morti.
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  • A me sembra un ottimo articolo. Certo è "di parte" (espone una opinione, oltre a difendere la solidità dei fatti), ma non mi pare una parte di cui vergognarsi, un anonimato necessario nella difesa della propria sicurezza, anche politica.

    Come mai non firmate gli articoli?

    Naturalmente per rispondere a questa domanda basta usare un account "la redazione": è possibile.
    non+autenticato
  • chiudono i porti ai negrieri , e quella feccia di persone provoca il disastro.
    piu partenze piu morti. dati che danno le ong.

    quelle che stan ore a transponder spento a 6km dalla libia a 400 dall italia, che ha pure l aereo che passa sopra, che muoiono in 100 (ma le ong sono li) e ops si riaccende il transponder poco dopo con percorso quasi sopra il gommone. quello SENZA motore, ma anche l avesse come caxxo fa a fare 400km ?!?

    negrieri in galera! si quelli che han rifiutato aiuti e sbarchi su altre navi, e il capitano che ha mostrato il dito medio alla portuale di malta è confinato nell isola... ebete.
    non+autenticato
  • articolo di una bassezza infima; strumentalizzare 3 bambini morti come polemica per l'attuale governo è una schifezza.
    Ed è ancor più una schifezza il fatto che l'articolo risieda in un sito di tecnologia.
    non+autenticato
  • Sito di tecnologia? Dove, esattamente? A bocca aperta

    (No davvero, sono a un paio di link dalla rimozione del feed di PI: facciamo le pulizie di primavera in estate neh...)

    http://kingofgng.com
  • - Scritto da: Alfonso Maruccia
    > Sito di tecnologia? Dove, esattamente? A bocca aperta
    >
    > (No davvero, sono a un paio di link dalla
    > rimozione del feed di PI: facciamo le pulizie di
    > primavera in estate
    > neh...)
    >
    maru'.. non e' che hai voglia di aprire virgolainformatica.it , percaso?A bocca aperta

    (no ,sul serio... gh... COMPRESO il forum trolloso ovviamente..)
    non+autenticato
  • ha ragione, di tecnologico rimane solo il fatto che è un sito... ormai la tecnologia è sepolta sotto gli articoli da novella 2000
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alfonso Maruccia
    > Sito di tecnologia? Dove, esattamente? A bocca aperta

    In effetti non lo era neanche primaA bocca aperta
    non+autenticato
  • Beh, se è per questo i medesimi dubbi si ebbero all'indomani dell' 11/9.. niente di nuovo. Forse questo ha più visibilità perchè è un'arma favorevole alle idee dell'estensore dell'articolo, quindi non solo merita l'articolo in sè ma anche quella prosa assai fastidiosa tesa a colpevolizzare il lettore se non d'accordo.
    Tanto per dirne una: esistevano sia una fotografia di una bambina (bionda, occidentale, europea, bianca) ferita ed impolverata dopo l'attentato all'aeroporto di Bruixelles sia la fotografia di una bambina (neonata se ricordo bene) morta in una pozza di sangue dopo l'attentato sulle Ramblas. Ovviamente il trattamento è stato MOLTO diverso. Nel caso degli infanti europei le foto sono state censurate, rimosse immediatamente nè hanno suscitato articoli strappalacrime come questo. Il perchè è evidente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Abest
    > Beh, se è per questo i medesimi dubbi si ebbero
    > all'indomani dell' 11/9.. niente di nuovo. Forse
    > questo ha più visibilità perchè è un'arma
    > favorevole alle idee dell'estensore
    > dell'articolo, quindi non solo merita l'articolo
    > in sè ma anche quella prosa assai fastidiosa tesa
    > a colpevolizzare il lettore se non
    > d'accordo.
    > Tanto per dirne una: esistevano sia una
    > fotografia di una bambina (bionda, occidentale,
    > europea, bianca) ferita ed impolverata dopo
    > l'attentato all'aeroporto di Bruixelles sia la
    > fotografia di una bambina (neonata se ricordo
    > bene) morta in una pozza di sangue dopo
    > l'attentato sulle Ramblas. Ovviamente il
    > trattamento è stato MOLTO diverso. Nel caso degli
    > infanti europei le foto sono state censurate,
    > rimosse immediatamente nè hanno suscitato
    > articoli strappalacrime come questo. Il perchè è
    > evidente.

    Quei bambini non erano politicamente corretti perché erano vittime della religione mascotte dei radical chic che intellettualeggiano in occidente. Quindi meglio non farli vedere.

    Quelli del mare di fronte alla libia invece sono "colpa dei sovranisti". Anche se sono morti di fronte alla Libia e anche se le prime sono veramente vittime degli islamici mentre questi NON sono vittime dei sovranisti. Ma tant'è. Se la realtà non si adegua alla loro ideologia, tanto peggio per la realtà.
    non+autenticato
  • I negri.
    Bruciateli.
    Tutti.
    non+autenticato
  • Bambini ne muoiono purtroppo ogni giorno in ogni parte del momndo. E sono più di tre.

    Altrettanto di frequente vediamo foto strappalacrime gettate in faccia al nemico politico di turno con l'obiettivo di strumentalizzazione (vedi le foto fake dei bambini in gabbia usate contro Trump che poi si sono rivelate foto di bambini messi in gabbia da nemici di Trump durante una manifestazione anti-trump).

    Io posso solo valutare quello che vedo. Io vedo un bambino BIANCO e BIONDO che, mi viene detto, essere un profugo africano morto davanti alle coste libiche. Non sono in grado di valutare se sia un bimbo vero.

    Io ho adottato un bimbo africano da 10 anni e ce l'ho davanti a me tutti i giorni da 10 anni. Me lo sono guardato e riguardato bene: vi garantisco che non è né bianco né biondo.

    In sostanza bisogna fare molta attenzione a dire che l'immagine sia un fake, ma ci sono anche molte buone ragioni per evitare di usarla come un'arma contro chi vuole una regolamentazione all'immigrazione. Talvolta le armi sono a forma di boomerang e tornano indietro.
    non+autenticato
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