Intel ammalia la Cina con Linux

L'azienda parteciperà alla costituzione in Cina di centri tecnici di supporto specializzati nella distribuzione di applicazioni cinesi basate su Linux. Un progettone in cui si infilano tutti

Pechino (Cina) - Intel ha confermato il proprio appoggio alla costituzione in Cina di centri tecnici di assistenza e sviluppo coordinati dall'associazione dei produttori di software cinesi e tesi alla diffusione di applicazioni basate su Linux. L'idea di fondo di Intel è di "agganciare" i propri processori a Linux e di fare esplodere il mercato Linux in modo tale che si porti dietro i processori...

Il primo passo consiste nel creare un trampolino di lancio per Linux nell'enorme mercato cinese del software, forse quello ad espansione più rapida in questi anni, associando al progettone Linux tutte le più grandi aziende cinesi che già si occupano del sistema operativo open source.

Dietro a tutto c'è il ministero dell'Informazione cinese che sostiene di aver seguito Linux da vicino e di aver partecipato attivamente alla creazione di standard internazionali di sviluppo. L'obiettivo del Ministero, hanno dichiarato i funzionari, è quello di spingere l'industria legata a Linux sia in ambito locale che internazionale.
Va detto che, in effetti, Linux sta costruendo da tempo solide radici in Cina, soprattutto perché è divenuto il sistema di prima scelta per i produttori di sistemi di e-commerce, di server e persino di personal computer.

Da quanto si apprnde, Intel ha intenzione di finanziare lo sviluppo e la formazione in ambito Linux, di supervisionare i progetti in sviluppo per offrire tutto ciò che va dalla consulenza alla system integration, dalla verifica dell'affidabilità alla formazione fino alla certificazione. L'obiettivo dell'azienda, naturalmente, è di fare in modo che Linux esploda nel paese dopo aver legato Linux alle sue macchine, dotate sia dei processori attuali che di quell'architettura a 64 bit su cui da tempo Intel sta lavorando.