UE: Internet come Servizio Universale

Dall'incontro tra i ministri europei delle TLC emerge un orientamento comune per fare di internet un bene necessario per i cittadini dell'Unione. Per inseguire, ancora una volta, gli Stati Uniti

UE: Internet come Servizio UniversaleRoma - Internet promossa a Servizio Universale? Pare che questo sia l'orientamento espresso dai ministri delle telecomunicazioni europei riunitisi a Bruxelles. Se passasse questo concetto, Ŕ stato detto, ci si troverebbe dinanzi ad un passo culturale decisivo. Quanto viene considerato "Servizio Universale" dai singoli paesi e in ambito comunitario, infatti, Ŕ sottoposto a normative che ne agevolano enormemente lo sviluppo e la diffusione, con un controllo rigido sulle tariffe. Queste, infatti, non devono precludere l'accesso al bene, in questo caso ad internet.

Se certo Ŕ presto per gridare alla rivoluzione, visto che per il momento si tratta soltanto di un orientamento, qualora venisse confermato potrebbe rivelarsi uno degli strumenti pi¨ importanti per la diffusione della rete. E per rincorrere i livelli di diffusione di internet degli Stati Uniti, vissuti tradizionalmente come "competitor" da numerosi paesi UE.

Sulla cosa si Ŕ inevitabilmente espresso anche Vincenzo Vita, sottosegretario alle TLC, che ha avvertito che se si parla di "accesso universale" non si parla, non ancora almeno, di "utilizzo gratuito della rete".
Per l'Italia una eventuale decisione in sede europea nella direzione di una rete finalmente "diritto per tutti" potrebbe rivelarsi in linea con quanto giÓ in elaborazione sul piano della ristrutturazione delle modalitÓ di accesso e di quelle tariffarie. Come giÓ noto ai lettori di Punto Informatico, infatti, Ŕ allo studio in sede ministeriale il piano per la numerazione 700, numerazione pensata per dare adito ad una serie di formule di accesso comprensive di flat-rate e sconti sul consumo.
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