Fujitsu e Siemens, megapiano di riciclaggio

In anticipo sui tempi dettati dall'Unione europea, le due aziende annunciano un piano per riciclare i personal computer. L'obiettivo è accelerare la richiesta di nuovi PC riutilizzando fino al 90 per cento dei materiali dei vecchi computer

Tokyo (Giappone) - L'impatto ambientale dei personal computer e, in generale, dei device elettronici è notevolissimo e fonte di preoccupazione da molti anni, tanto che l'Unione Europea ha incluso i computer nella direttiva che impone ai produttori, a partire dal 2008, l'onere del riciclo dei "prodotti esauriti" dei propri clienti.

Anticipando le scadenze regolamentari comunitarie e seguendo le orme di alcuni programmi IBM e Hewlett-Packard, la giapponese Fujtsu e la tedesca Siemens, da tempo "alleate" nel settore PC, hanno annunciato un megaprogetto per il riciclaggio dei componenti dei vecchi computer in Europa. Secondo Fujitsu, è possibile riutilizzare o rimettere in commercio fino al 90 per cento dei componenti oggi sfruttati per la realizzazione di PC.

Stando a quanto affermato dalle due aziende, in Europa verrà messa in piedi una rete di riciclaggio pensata da un lato per ridurre l'impatto ambientale e dall'altro per stimolare la domanda per i nuovi computer. A questo fine e già entro il mese, Fujitsu ha intenzione di mettere sul piatto un "mercatone online", uno spazio nel quale sarà possibile rivendere ai commercianti di semiconduttori i componenti di computer usati.
A partire da Francoforte, la Fujitsu Siemens Computers realizzerà un network di cinque luoghi di raccolta europei destinati ad accogliere computer, stampanti ed altri device hi-tech di tutte le marche che saranno interessate a partecipare. I primi paesi toccati dal programma, oltre alla Germania, saranno la Francia, la Gran Bretagna e i paesi del nord Europa.
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