Open Source/ Perché Microsoft sbaglia

di Davide Michel "ZioBudda" Morelli e Roberto A. Foglietta. Il Sig. Mundie si è sperduto nella licenza che non c'è. La vera storia dell'imboscata Microsoft alla GPL

Web - INTRODUZIONE AL TESTO

ZioBudda: Ho pensato molto alle parole del Sig. Craig Mundie (Microsoft) nei riguardi dell'OpenSource e di Linux (è oramai noto che in molti ambienti Linux e l'OpenSource vanno di pari passo e molte volte sono anche assimilati come cosa unica tanto da essere raccolti nella dizione GNU/Linux). Alla fine ho deciso di rispondere a modo mio alle frasi di questo stratega Microsoft e, nel farlo, ho coinvolto un amico con cui ho elaborato questo scritto. Prima di procedere, vorrei avvisarvi che quello che leggerete è solo il pensiero di uno dei tanti utilizzatori dell'OpenSource e pertanto non è detto che rispecchi l'opinione più diffusa del mondo OpenSource italiano. Come tale risponderò al Sig. Craig Mundie.

Robang: Dal canto mio ho letto le risposte di Linus, Alan ed Eric e penso che siano più che sufficienti a tacitare i dubbi e le accuse sollevati dal Sig. Mundie. Nonostante questo, non mi sono tirato indietro nel riflettere, insieme ad un mio amico, su quanto accaduto e poiché non sono solito chiudermi nei miei pensieri ho permesso che fossero pubblicati insieme ai suoi, per giunta con i verbi in prima persona perché spesso quando si condivide una cultura si condivide anche la medesima esperienza.
TESTO

Prima di tutto non condivido per nulla (chi mai riuscirebbe a condividerle) le idee del Sig. Mundie sulla pericolosità di diffondere il sapere fra più persone. Da quando ho iniziato a studiare alle elementari, ho sempre letto di persone che hanno donato le loro scoperte al mondo e quindi non riesco proprio a capire quale sia il problema nel condividere una scoperta.

Lo stesso Linus, in un articolo in risposta a Mundie, porta l'esempio della mela e di Newton: dove saremmo oggi se Newton se ne fosse infischiato della mela cadutagli addosso, magari mangiandosela invece di pensare alla legge di gravità? E cosa sarebbe il mondo wireless se Marconi si fosse tenuto per se la scoperta delle onde radio? E la relatività di Einstein?

Sicuramente Mundie ha ragione quando afferma che la filosofia (per molti, infatti, è uno stile di vita) della condivisione del codice sorgente non ha avuto effetti drastici sulle vendite di Office e Windows, ma non parla minimamente del noto problema della pirateria che è, a mio modesto parere, un motivo del successo di Microsoft. Sia ben chiaro che non sto affermando che Microsoft sia pro-pirateria (sappiamo tutti gli sforzi che questa software house stà facendo contro di essa), ma solo che la pirateria ha sicuramente aiutato la diffusione dei prodotti Microsoft.

Nel momento che esprimo questo "sospetto" non pretendo di essere creduto sulla parola. Dico solo che non sarei stupito se, analizzando la diffusione dei prodotti Microsoft rispetto ai concorrenti al tempo dei primi PC, si scoprisse che tali prodotti erano quelli a maggior rate di diffusione (legale), perché erano i più facili da duplicare piuttosto che i migliori.

Certo pare un ossimoro dire che la diffusione legale di un bene SW cresce proporzionalmente alla diffusione illegale dello stesso ed a ragionare di buon senso parrebbe, invece, proprio il contrario. Ma il SW non è un bene materiale alla stregua di una bicicletta per cui se ti rubo la bici tu vai a piedi e io in sella! Per il SW vale una regola diversa: se ti copio illegalmente la bicicletta e imparo a pedalare quando dovrò andare al lavoro sarò costretto a procurarmene legalmente una, cioè comprarla, e molto più probabilmente acquisterò l'unica marca che sono riuscito a copiare illegalmente.

Qualche lettore potrebbe pensare che la forza della GPL, così ferocemente attaccata dal Sig. Mundie, non sia altro che la riscrittura in chiave legale della pirateria: non è così! Infatti la pirateria non centra nulla con l'OpenSource, perché la pirateria viene perpetrata ai danni di un prodotto SW chiuso, essa è la copia illegale di un bene immateriale ma di valore (cioè fare la copia costa poco ma duplica ugualmente il valore strumentale) mentre la GPL sancisce la libera distribuzione di un sapere (ad esempio l'implementazione di un algoritmo). E ' impossibile piratare un SW protetto da GPL anche se è possibile violare la GPL, ad esempio rifiutando di condividere il sapere da essa protetto.

La GPL quindi non costituisce un pericolo per la proprietà, alla stregua della pirateria, come afferma il Sig. Mundie, perché essa stessa è una proprietà, cioè un copyright. In gergo viene detta copyleft perché sancisce dei diritti invece di sancire dei privilegi.

Non comprendo inoltre come sia possibile pensare che l'unico modello di business sia quello di produrre software e fare della auto-assistenza e infatti, grazie al monopolio, la Microsoft (sebbene pagando) demanda l'assistenza dei suoi prodotti agli installatori OEM.

Insomma l'assistenza è demandata, le garanzie sono sulla fiducia ma il business è centrale in favore di un unico soggetto. Nulla di male in tutto questo naturalmente, ma in un'economia di libero mercato davvero non si capisce perché solo un unico sistema di produzione e di vendita, che fra l'altro è tipico di un'azienda privata chiaramente monopolista, debba essere accettato come il solo possibile.

Il Sig. Mundie afferma che il modello di produzione del SW chiuso è l'unico sostenibile e portatore di ricchezza economica: senza voler negare l'evidenza della seconda parte sebbene tale ricchezza sia accumulata unilateralmente, dobbiamo però far notare al Sig. Mundie che ci sono miriadi di aziende che basano il proprio business sull'assistenza ai prodotti SW sviluppati dal mondo OpenSource. E ' evidente che, affinché un'attività di servizi sia redditizia, due condizioni debbono verificarsi:

1. la bontà del prodotto, senza la quale mancherebbe la clientela (stabilità, efficienza, sicurezza e facilità di manutenzione);

2.la possibilità di adattare il prodotto alle esigenze specifiche della clientela (scalabilità).
80 Commenti alla Notizia Open Source/ Perché Microsoft sbaglia
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  • Ma Marconi ci ha fatto un sacco di soldi, mettendo in mezzo anche il fascismo e il mondo politico!
    non+autenticato
  • Il lato buffo della cosa è che i sostenitori della licenza GPL non conoscono come funziona
    la licenza GPL.

    Incredibile.

    non+autenticato
  • Vorrei esprimere una opinione riguardo questo articolo xchè trovo che molte considerazioni fatte, non siano condivisibili.

    Per prima cosa non mi sta bene il pistolotto iniziale nel quale si paragona "il libero scambio di idee" al "libero scambio di codici sorgenti": potremmo dire che questo scambio è regolato da un contratto (GPL), quindi lo scambio non è libero, bensì vincolato da un patto che deve essere rispettato per tutte le sue regole, da entrambi i contraenti (fornitore - cliente).
    Nel caso un sorgente contenga qualche prezioso algoritmo, mi urge segnalare, che avere x le mani un "sorgente", non significa avere un "documento" sempre chiaro e leggibile: se un codice funziona, spesso non ci si sofferma a interpretarlo nel dettaglio, x comprenderlo a fondo, xchè potrebbe essere una operazione lunga e inutile. Piuttosto il codice viene utilizzato come "black box", x cui l'unica curiosità è capire quali sono gli ingressi e quali le uscite del SW e il modo migliore x interfacciarsi ad esso.

    Inoltre trovo che gli "algoritmi" siano maggiormante assimilabili alle "invenzioni", non alle "scoperte", che sono ottenute da "esplorazioni o osservazioni di fenomeni + o - naturali". La "cosa" che + assomiglia al SW è, a mio parere, la musica, malgrado esistano notevoli differenze.
    A questo punto si dovrebbe allargere il discorso ma non mi sembra questo il momento giusto.

    Basti sapare che io penso al SW come un PRODOTTO ARTIGIANALE.

    Il secondo punto che mi trova in disaccordo è la motivazione data al successo di M$: mettere poche protezioni al SW per favorire la pirateria del SW stesso. Come ho già stradetto il successo di M$ è intrinsecamente legato alla diffusione planetaria dei PC. Diffusione data dalla clonazione (dei PC intendo) e al conseguente abbassamento dei prezzi delle componenti del medesimo. Nulla a che vedere nè con la qualità, nè con le strategie commerciali di M$.
    Lasciando x un attimo perdere il SW fatto su commessa (io lavoro facendo quasto genere di SW), i SW "general purpose" come SO, compilatori, utility di vario genere, richiedono un "lancio pubblicitario" x essere venduti a + possibili clienti, anche se sono dei SW di "nicchia", cioè indirizzati ad una certa categoria d'utenza.
    La "tecnica" di NON proteggere il SW nelle prime versioni per favorirne la diffusione, è da sempre la più usata, anzi ormai è l'unica strada percorribile. A questa tecnica si possono applicare innumerevoli varianti: shareware, versioni demo, versioni full function con durata limitata di utilizzo... per fare qualche esempio. A questo proposito, l'Open Source non aggiunge nulla di nuovo.
    Piratare il SW, nel caso se ne faccia solo una sola copia x sé, PUO' equivalere ad avere un "assaggio" del prodotto: oggi lo si fa nei supermercati e nella fiere x i prodotti alimentari, nei concessionari di auto è possibile spesso ricevere in prova l'automobile prima di acquistarla, per detersivi, profumi e shampo vengono distribuite piccole quantità di prodotto gratutite.

    Daccordo, la GPL non costituisce un pericolo per la proprietà.
    E' lecito interpretare la GPL come "affermazione di diritti" in contrapposizione all'"affermazione di privilegi" della licenza SW tradizionale, ma, essendo un contratto, la licenza GPL STABILISCE DELLE REGOLE. Le regole, a mio avviso, possono sempre essere considerate delle "limitazioni": infatti, come è scritto nell'articolo, la licenza può NON essere rispettata dal cliente che riceve il SW e quindi, a il fornitore può intraprendere un'azione giudiziaria.
    La limitazione + evidente è cmq l'assenza totale di ogni garanzia sul funzionamento del SW:
    trovo che ciò sia la logica conseguenza alla obbligatorietà della fornitura al cliente dei sorgenti, ma certo è una condizione molto limitante.

    Il ragionamento fatto riguardo la correzione di bachi in entrambi i casi di licenza (GPL e NON GPL) non mi trova daccordo.
    Il tentativo di inquadrare il comportamento umano del fornitore di SW e del suo cliente, di fronte ad un baco mi lascia perplesso: il comportamento può dipendere da innumerevoli fattori. Ne cito alcuni:
    -rilevanza del baco: i bachi possono essere + o - importanti a seconda della funzione del SW che viene limitata da esso
    -significato del baco: un baco può essere interpretato così da un cliente, ma essere un comportamento corretto del SW o essere "inevitabile"
    -difficoltà del baco: il baco può essere difficile da stanare o correggere.
    -importanza del cliente
    A ciò aggiungo che il comportamento di chicchessia di fronte ad un baco dipende dal carattere delle persone coinvolte nel problema e dalla situazione nella quale si verifica (tempi e modi).

    E quasta ultima considerazione è fondamentale x capire il successo di Linux: brave persone, buoni programmatori e disponibilità dei medesimi ad una assistenza rapida ed efficace (a proposito: un conto è farsi pagare, e un'altro è farlo gratuitamente, il tempo è denaro...), hanno decretato il successo dell'Open Source.
    Il successo dell'Open Source non si può negare: l'interesse destato da questa formula ha spinto aziende "faro" come HP e IBM hanno a dedicare delle risorse allo sviluppo di SW GPL, senza abbandonare lo sviluppo di SW con "ricetta tradizionale". Ciò dovrebbe far riflettere Mr. Mundie!
    Ma nel contempo non bisogna pensare che il SW Open Source sia sinonimo di qualità e nemmeno il suo opposto (cioè SW proprietario = SW scadente): se si tralascia M$, esistono fior di aziende grandi, medie e piccole che producono buon SW e danno buona assistenza al SW proprietario che esse vendono.
    Se poi il fenomeno Open Source si allargasse moltissimo, avremmo comunque qualche disonesto che venderebbe del SW open Source senza fare buona assistenza. O no!?
    Se non credo al "partito degli onesti", allora permettetemi di non credere nemmeno alla "comunità dei programmatori open source perfetti"...

    Una correzione + che utile alla formula GPL "partorita" dalla Free Software Foundation, potrebbe essere qualla di obbligare tutti coloro che VENDONO un SW coperto da licenza GPL, a GARANTIRE il SW venduto ai Clienti.

    Questo serve:
    Agli utenti finali (anche hobbisti) che non si occupano e non si vogliono occupare di programmazione, a cui interessa avere un eseguibile che funziona e che hanno PAGATO.
    Agli utenti programmatori che non hanno tempo di cercare bachi/modificare il SW e decidono di ACQUISTARE un prodotto Open Source.

    MICROSOFT

    Il problema della M$ odierno è questo: come può l'uomo + ricco del mondo generare un SO così lontano dall'eccellenza, pur disponendo di mezzi e uomini (programmatori con le palle) che nessun altra società si può permettere? (che voto dare a Wxx, WNT, W2000?)
    Le ragioni, a mio parere, sono da ricercare nella mancanza di concorrenza a cui M$ non è mai stata abituata e che tuttora rifiuta d'avere.
    Non si possono dimenticare gli avvenimenti che hanno costellato la storia di questa azienda. Non sto parlando della "quantità" di processi che ha dovuto subire M
    non+autenticato
  • > Per prima cosa non mi sta bene il pistolotto
    > iniziale nel quale si paragona "il libero
    > scambio di idee" al "libero scambio di
    > codici sorgenti": potremmo dire che questo
    > scambio è regolato da un contratto (GPL),
    > quindi lo scambio non è libero, bensì
    > vincolato da un patto che deve essere
    > rispettato per tutte le sue regole, da
    > entrambi i contraenti (fornitore - cliente).
    Esatto.
    Portando il ragionamento al limite, il programmatore freelance potrebbe trovarsi costretto a pubblicare tutti i sorgenti della sua applicazione per avere semplicemente incluso un pezzo di sorgente opensource che implementa un algoritmo magari stupido, ma a lui ignoto. Probabilmente costerebbe meno documentarsi in modo "classico", ed avrebbe un'efficacia decisamente maggiore.

    > Nel caso un sorgente contenga qualche
    > prezioso algoritmo, mi urge segnalare, che
    > avere x le mani un "sorgente", non significa
    > avere un "documento" sempre chiaro e
    > leggibile: se un codice funziona, spesso non
    > ci si sofferma a interpretarlo nel
    > dettaglio, x comprenderlo a fondo, xchè
    > potrebbe essere una operazione lunga e
    > inutile.
    Ampiamente sottoscrivibile. Lo stesso genere di considerazioni che ho espresso, in questo stesso forum, assieme a Bera, criticando quello che viene presentato come "il nuovo modo d'imparare".

    Mi spiace, ma non riesco ad abbandonare la convinzione che l'idea modernista di "imparare leggendo sorgenti altrui", spesso di qualità mediocre o pessimamente commentati, sia soprattutto una scusa velleitaria, e non certo il motore di una rivoluzione.
    Un algoritmo è un algoritmo, mentre la sua implementazione in un linguaggio ben preciso, destinato ad un particolare ambiente, è tutt'altro. Se voglio imparare un algoritmo, mi compro dei buoni libri, cerco dei papers in rete (e se magari mi chiedono dieci dollari, non mi metto certo a piangere), mi documento in maniera "tradizionale". Certo, la mia azienda acquista in continuazione anche librerie e moduli in sorgente: ma si tratta sempre di implementazioni specifiche, aperte alle necessarie modifiche, ottimamente documentate e scritte con criterio. Niente di confrontabile con l'opensource.

    E' invece verissimo che nei tipici progetti opensource (che mi danno sempre l'idea del temino accademico, tutto sommato) la carenza di documentazione, la scarsa cura nella sua stesura, ed in generale il fatto che la figura tipica della manovalanza opensource sia un "geekie" autodidatta o studente, che spesso ha appiccicato sul monitor l'adesivo "Documentation ? The worst part of programming...", assommandosi alla estrema fluidità (vogliamo chiamarla improvvisazione ?) delle specifiche, rendono parecchio arduo lavorare con delle routines opensource in genere senza possederne i sorgenti, necessari proprio per documentare quei parametri d'interfaccia cui accennavi tu stesso.


    > La limitazione + evidente è cmq l'assenza
    > totale di ogni garanzia sul funzionamento
    > del SW:
    > trovo che ciò sia la logica conseguenza alla
    > obbligatorietà della fornitura al cliente
    > dei sorgenti, ma certo è una condizione
    > molto limitante.
    Mi piacerebbe conoscere quell'amministrativo aziendale che accetta di acquistare un ipotetico gestionale opensource a simili condizioni. Fatti due conti, conviene pagare uno sviluppo ad hoc...

    > Il ragionamento fatto riguardo la correzione
    > di bachi in entrambi i casi di licenza (GPL
    > e NON GPL) non mi trova daccordo.
    > Il tentativo di inquadrare il comportamento
    > umano del fornitore di SW e del suo cliente,
    > di fronte ad un baco mi lascia perplesso: il
    > comportamento può dipendere da innumerevoli
    > fattori. Ne cito alcuni:
    >   -rilevanza del baco: i bachi possono essere
    > + o - importanti a seconda della funzione
    > del SW che viene limitata da esso
    >   -significato del baco: un baco può essere
    > interpretato così da un cliente, ma essere
    > un comportamento corretto del SW o essere
    > "inevitabile"
    >   -difficoltà del baco: il baco può essere
    > difficile da stanare o correggere.
    >   -importanza del cliente
    > A ciò aggiungo che il comportamento di
    > chicchessia di fronte ad un baco dipende dal
    > carattere delle persone coinvolte nel
    > problema e dalla situazione nella quale si
    > verifica (tempi e modi).
    Trascurando la situazione estrema (purtroppo all'ordine del giorno nel mio settore) nella quale la presenza di gravi bugs comporta delle responsabilità penali e/o sanzioni aziendali con numerosi zeri, e che impone fasi di testing e debugging estremamente costose, si deve menzionare che il software sviluppato su commessa comporta normalmente un rapporto di stretto contatto tra l'acquirente e la softwarehouse.
    Ma anche numerosissimi packages commerciali, di costo significativo (basta pensare ad un CAD meccanico o elettronico, ad un GIS, ad un modellatore solido per CAM/CAE, e via citando) sono ottimamente assistiti in caso di bugs significativi.

    > Ma nel contempo non bisogna pensare che il
    > SW Open Source sia sinonimo di qualità e
    > nemmeno il suo opposto (cioè SW proprietario
    > = SW scadente): se si tralascia M$, esistono
    > fior di aziende grandi, medie e piccole che
    > producono buon SW e danno buona assistenza
    > al SW proprietario che esse vendono.

    Vogliamo dirlo chiaramente, una buona volta ? I software commerciali di buon livello, di bugs ne hanno decisamente pochi al momento del rilascio !!!
    Viene il sospetto che i paladini dell'opensource non abbiano mai avuto a che fare con applicativi e sistemi di un certo respiro. E' quantomeno ingenuo pensare che, one out of many, SAP R3 sia un colabrodo come i tanti progetti "release often, release early"... o che ME30, Pro Engineer, OrCAD e quant'altro vengano venduti e dimenticati, anche se il cliente trova un (improbabilissimo) bug importante.

    Quanto alla qualità intrinseca dell'opensource, il discorso si farebbe molto, molto lungo. Abbiamo già affrontato alcuni argomenti fondamentali in merito nel thread "Opensource... non completamente però".

    Per il resto, non si può non essere concordi con la tua analisi...

    non+autenticato
  • C'è chi difende Microsoft c'è chi difende Linux.
    IL bello è che questa discussone sta dando moltissimi confronti tra modi di programmare e modi di programmare. Letteralmente un bellissimo scambio di informazioni utili.
    Ho capito, a quanto pare un programmatore linux è un programmatore molto pignolo e superpreciso (avendo imparato da sorgenti), mentre un programmatore microsoft (ad esempio io) è decisamente più disordinato e meno pignolo.
    Il modo di ragionare di un programmatore linux è notevolmente differente da un programmatore microsoft.
    Una differenza notevole è questa: un programmatore microsft non conosce l'ambiente di sviluppo linux, quindi non credo che possa dare un giudizio di confronto reale.
    Linux è meglio di microsoft o microsoft è meglio di linux? Bhè arrivato a questo punto credo che sia come confrontare una macchina da relly con una macchina da formula uno, cioè ognuno ha il suo campo di utilizzo, ognuno ha i suoi pro e i suoi contro.
    Credo, come il campo dei microcontroller (microcomputer) una volta che hai imparato a programmarne uno, li sai programmare in pratica tutti, e in pratica sai anche programmare in standard assembler X86, tanto il ragionamento è sempre lo stesso.
    Arrivato a questo punto, io utente di microsoft, voto per l'open-source, sperando tanto che non sia una fregata come il sistema operativo OS2 Warp, ottimo sistema, decisamente superiore al vecchio win3.11 o win95, ma decisamente scarno di applicazioni.
    Ah! Una cosa carina che potrebbero inventare per l'open-source è un'organizzazione che si preoccupa di gestire le licenze per usare codice in applicazioni commerciali.
    non+autenticato
  • > Credo, come il campo dei microcontroller
    > (microcomputer) una volta che hai imparato a
    > programmarne uno, li sai programmare in
    > pratica tutti, e in pratica sai anche
    > programmare in standard assembler X86, tanto
    > il ragionamento è sempre lo stesso.
    O sei molto giovane, o sei molto disinformato, o ambedue le cose.
    Forse nessuno ti ha detto che nel mondo embedded vengono attualmente usate circa 90 famiglie principali di microcontroller, cores, DSP standard, ognuna con il suo linguaggio e le sue varianti.
    Si parte da processori a 4 bit con sedici istruzioni (ultra-RISC) di Hitachi e Mitsubishi per arrivare ai DSP Texas e Analog Devices con seagate VHDL, 80 bit, full Harvard. Poi si passa agli ASIC. In mezzo decine e decine di cores diversi: dai più classici Z80, 6502/6510, 6811, 8051 e derivati, fino ai più innovativi AMD o Parallax che superano, ormai, i 50 MHz di clock. Il tutto per un totale di un centinaio di linguaggi assembly diversi (anche MOLTO diversi), con periferiche diverse onboard più o meno compatibili.
    Intel non ha una quota di mercato primaria in questo settore, ed in ogni caso l'assembler dell'8051 (e derivati) è ben diverso da quello della famiglia x86, che a sua volta è diverso da quello di i860 (stesso produttore). Oltre a questi assembler, ci sono circa trenta produttori a livello mondiale che propongono varianti C ottimizzate, non ANSI ma adatte ai singoli processori (i principali sono Hi-Tech, Kail, Avocet, e via citando).

    Prima di fare affermazioni generaliste, assicurarsi di sapere bene di cosa si parla... quando sai programmare un microcontroller con x86, sai programmare quello. PUNTO.
    non+autenticato
  • > Prima di fare affermazioni generaliste,
    > assicurarsi di sapere bene di cosa si
    > parla... quando sai programmare un
    > microcontroller con x86, sai programmare
    > quello. PUNTO.

    hehehehehehehe mmmmm.... ma si parla di microcontroller o di open source vs microsoft?

    Prima di andare palesemente OFF TOPIC, guarda prima l'argomento, non gli frega a nessuno se sei bravo con i microcontrolloriCon la lingua fuoriPPPPP
    Chiedi umilmente scusa a tutti, come io faccio ora con questa risposta (completamente off topic).
    Per quanto riguarda la mia risposta è nulla, non siamo nella discussione di microcomputer (perchè saremmo solo noi due e pochi altri a discuterne, il chè non è molto producente)

    Nulla di personale si intende ^_^ se vuoi rispondermi fuori argomento (OFF TOPIC) almeno abbi l'accortezza di scrivermi per EMAIL (Come ora io non sto facendoCon la lingua fuoriP)
    non+autenticato
  • Venerdì 18 Maggio sera alle ore 22.30 in diretta fino a mezzanotte su Telelombardia
    sarà presente il Dott. Meanti di Microsoft Italia alla trasmissione Altorendimento,
    é possibile intervenire in diretta tramite email:

    altorendimento@telelombardia.it

    credo sia una buona occasione per farsi sentire, sulle Certificazioni Italiane
    praticamente esclusive Microsoft, sull'ipocrita e vile attacco di Bill Gates alla
    Comunità Open Source, sulle palle sui manifesti che pubblicizzano Windows2k Server ecc ecc.

    [Rudy63]
    non+autenticato
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