CrimeNet va giù per i troppi visitors

Il database online che in Australia elenca tutti i nomi di chi ha ricevuto condanne penali e di chi è ricercato dalla polizia non regge la massa di utenti. Curiosi, interessati o voyeur?

Web - Non ce l'ha fatta a reggere l'urto del primo giorno il particolarissimo sito australiano, gestito da privati, che lista i cittadini condannati per reati penali e tutti i ricercati dalle autorità di sicurezza. Il database su internet, infatti, ha ricevuto 150mila contatti in poche ore, un affollamento che ha causato il crash di un sistema che, evidentemente, era stato pensato per un uso contenuto. Ora, dicono gli amministratori, ci vorranno tre settimane per tornare online senza timore di nuovi crash. E c'è chi si chiede quale sia il profilo dei visitatori sulle pagine del sito.

Il database mette a disposizione degli utenti informazioni su beni rubati o perduti, sulle persone scomparse e sui crimini rimasti irrisolti. Ma anche profili di individui ricercati o condannati, persino di criminali internazionali (c'è anche Slobodan Milosevic). Tutte le query sono gratuite anche se, per accedere nel dettaglio, occorre pagare circa 10mila lire quando le informazioni riguardano una persona o un caso specifico, e 5mila per ogni successiva ulteriore informazione.

Il database, ampiamente criticato dalle associazioni per i diritti civili che temono incoraggi il fenomeno dei vigilantes di zona (gruppi di cittadini che si "sostituiscono" alle forze dell'ordine), è gestito da un'azienda privata di Brisbane.
L'azienda, che ha promesso di aggiornare i propri server, ha ammesso di non aver previsto un tale flusso di utenza. E proprio il grande interesse è motivo di attenzione, perché c'è chi ritiene che una parte consistente di coloro che hanno visitato il sito lo hanno fatto per soddisfare più una curiosità voyeuristica che per informarsi su casi che per un motivo o per l'altro li riguardano da vicino.
TAG: mondo