Esibizionismo: clausura da internet

Quanto costano otto mesi di vita davanti a 16 telecamere e dentro quattro mura vivendo solo di e-commerce? Per il momento Enrique Piraces non se ne preoccupa. Di lui parla il mondo che lo guarda

Santiago (Cile) - Si va diffondendo la clausura da internet come mezzo per fare e farsi pubblicità e per dare all'e-commerce il ruolo di ciò che serve per sopravvivere. Perché di vivere appieno si parla solo fino ad un certo punto per Enrique Piraces, l'ultimo in termini di tempo ad aver deciso che, per un periodo di otto mesi, non uscirà dalla propria casa di Santiago e vivrà soltanto con quanto comprerà via internet.

Piraces è riuscito a far parlare di sé i media di tutto il mondo, per lo più affascinati, come la CNN, dall'idea che si possa davvero testare lo stato dello sviluppo del commercio elettronico evitando di uscire di casa per molti mesi.

"Non ho paura", ha dichiarato il 23enne cileno. "So - ha detto - che la rete mi darà tutto ciò di cui avrò bisogno". Per assicurarsi della cosa, Piraces ha realizzato un suo sito dove, oltre ad un forum dedicato, ci sono info di varia natura sull'esperimento e su come è stato finora percepito dalla stampa.
La curiosità, che offre un tono di originalità all'iniziativa dell'intraprendente ragazzo cileno, è il fatto che la sua vita nella casa dell'esperimento sarà ripresa in ogni istante da 16 telecamere. Secondo Piraces: "farò una vita del tutto normale, con l'unica eccezione che sarà tutta sulla rete". Meno chiaro, invece, chi pagherà per le spese virtuali che Piraces farà in questi mesi. I precedenti esperimenti di questo genere, infatti, erano tutti sponsorizzati.
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