Contrappunti.it: I portali fotocopia

di Massimo Mantellini. Il giorno che in Usa avrà successo un portale per gli amanti dello sciroppo d'acero state certi che ne aprirà uno uguale in Italia

Web (internet) - Certo lo spettacolo  impressionante.
Nel giro di poche settimane sono sbarcate sul web una serie di potentissimi soggetti della finanza italiana: dopo Kataweb la neonata internet company del Gruppo L'Espresso ecco in questi giorni la proposta web di Fininvest-Mondadori, con il suo portale Jumpy. E poi i corposi annunciati investimenti del gruppo Fiat (100 miliardi) per un portale dal nome Ciaoweb (una bella battaglia per il nome più brutto fra Agnelli e Berlusconi) nel quale confluiranno i contenuti de La Stampa e RCS, gli articoli della catena di distribuzione La Rinascente, di Alpitour per i viaggi, di Toro per le assicurazioni.

Nell'arco di pochi mesi le forze in campo sono cambiate in maniera radicale, l'attenzione dei grandi gruppi finanziari per il web è passata da generiche dichiarazioni d'intenti a progetti concreti in corso d'opera. E la sensazione è che si sia soltanto agli inizi.

La fantasia sembra invece latitante: chiunque investe soldi in rete in Italia oggi pensa di doverlo fare costruendo un portale con la più ampia offerta di contenuti possibile sull'esempio di quanto accade oltreoceano. Qual è il risultato di tutto ciò? In Italia fra breve ci saranno più portali che utenti.
In ciascuno di questi grandi siti costati centinaia di milioni sarà possibile dare un'occhiata alle previsioni meteo o consultare le ultime notizie; si potrà leggere l'oroscopo, dare un'occhiata ai magazine e quotidiani del gruppo, interrogare un motore di ricerca o ricevere un indirizzo email gratuito. I più spericolati si potranno avventurare dentro le pagine di shopping online che tutti più o meno timidamente stanno approntando.

Verrebbe da dire: tutto qui? E la proverbiale genialità italiana alla quale siamo così ferocemente attaccati dove è andata a finire?

C'é una sudditanza culturale spaventosa oggi nella rete italiana. Una ripetizione acritica di tutto quello che su Internet ha avuto successo in questi ultimi anni in USA. Eppure quando si progetta un sito in Italiano per Italiani è necessario considerare che sarà a tutti gli effetti un progetto per utenti differenti da quelli anglosassoni.
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