Robot, da Marte alle profondità marine

Roboti simili a quelli impiegati su Marte, capaci di muoversi autonomamente ed esplorare, si muoveranno presto nelle profondità degli oceani e trasmetteranno le immagini via Internet

Brema - Basato su tecnologie simili a quelle impiegate per i robot che in questo momento stanno esplorando la superficie di Marte, il robot sottomarino sviluppato dall'Università internazionale di Brema (IUB), in Germania, si prepara a compiere le sue prime "missioni" a circa 6.000 metri di profondità.

Il robot, chiamato Deep Sea Crawler, sarà in grado di muoversi autonomamente su cingoli e di compiere varie osservazioni, fra cui quella visiva: attraverso una piccola webcam connessa ad un cavo in fibra ottica, il Crawler potrà inviare misurazioni e immagini ad una piccola stazione galleggiante che, a sua volta, le ritrasmetterà via wireless ad un laboratorio situato sulla terra ferma.

I ricercatori della IUB sostengono che, fino ad oggi, per compiere ricerche di questo tipo era necessario disporre di costose navi-laboratorio.
Il Deep Sea CrawlerIl robot verrà impiegato in seno ad un progetto dell'International Research Consortium on Continental Margins (IRCCM) per lo studio degli ecosistemi sottomarini e il controllo delle attività sismiche. Il consorzio, formato da esperti di tutto il mondo, sta lavorando, in particolare, all'uso di laboratori sottomarini in grado di prevedere l'arrivo di terremoti e tsunami.

Dopo un periodo di test, che inizierà verso la fine del 2004, il robot verrà posizionato nelle vicinanze di alcune stazioni di profondità che si trovano lungo la costa nordoccidentale degli Stati Uniti. Un robot simile verrà impiegato anche per compiere ricerche e osservazioni nella parte orientale del Mediterraneo. Le immagini riprese da questi robot verranno rese accessibili al pubblico attraverso il sito www.deepseacam.com.

Il Deep Sea Crawler, sviluppato dalla IUB in collaborazione con un team di scienziati americani e olandesi, è stato finanziato dalla società petrolifera norvegese StatOil, che conta di utilizzarlo per le proprie ricerche petrolifere, e da diverse agenzie europee.
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