Urbani tiene duro ma è assediato

In attesa della pubblicazione del decreto in GU c'è chi spera di far cambiare idea al Governo. Urbani però insiste, con l'aiuto di Stanca. A Savona già in corso un'operazione antiP2P? Nuove segnalazioni di diffide dagli USA

UPDATE ORE 12.20: il ministro alle Comunicazioni Maurizio Gasparri ha contattato AIIP dichiarando che non si vogliono creare problemi ai provider e che gli esperti del Ministero sono già al lavoro per trovare una soluzione che possa risolvere i problemi segnalati dagli ISP (vedi notizia).

Roma - "I fornitori di accesso e/o trasporto e/o servizi sarebbero chiamati a scegliere tra il cessare la propria attività imprenditoriale e l'accollarsi il rischio che in sede di giudizio venga riconosciuta una loro responsabilità penale (oltre che civile) oggettiva per attività svolte da terzi, contro il chiaro disposto costituzionale che prevede la responsabilità personale".

Così e nientemeno si esprimono i provider italiani della AIIP in una lettera inviata nelle scorse ore al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ai suoi ministri, compreso quello ai beni culturali Giuliano Urbani. Una lettera in cui si esprime con chiarezza la preoccupazione degli operatori italiani per il decreto legge contro la pirateria varato dal Governo, un decreto che per come è redatto mette in discussione anche lo status giuridico dei provider italiani.

Ma se gli ISP chiedono una immediata revisione del decreto affinché sia statuita l'irresponsabilità dei provider dinanzi ad attività illecite eventualmente commesse da terzi, come la condivisione o lo scaricamento di film da internet da parte dei propri utenti, in una lettera al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l'associazione dei consumatori Altroconsumo ha stigmatizzato il decreto parlando di "evidente strumentalizzazione" da parte delle major "per mantenere artificialmente elevati i prezzi di CD e DVD senza percorrere seriamente la possibilità di utilizzare un canale distributivo diverso ed innovativo come Internet che aprirebbe ad una maggiore concorrenza".
In particolare Altroconsumo se la prende con la relazione illustrativa del decreto Urbani nella quale si legge che esso nascerebbe dal voler "cogliere i segnali di allarme provenienti... anche dalle maggiori cariche istituzionali". Un'affermazione che l'associazione contesta: "Si fa fatica a credere che la Presidenza della Repubblica possa auspicare l'adozione di misure incostituzionali, inopportune e illegittime, pericolosamente lesive della certezza del diritto e nocive per un sano sviluppo del mercato in questo settore".
Critiche al decreto, come noto, sono giunte anche dalle fila dell'opposizione. Secondo il senatore Fiorello Cortiana oltre a contenere varie storture il decreto cozza anche palesemente contro la direttiva sulla proprietà intellettuale appena approvata dall'Europarlamento.

Da parte sua, il ministro Giuliano Urbani rimane convinto della bontà del provvedimento che, come noto, prevede anche finanziamenti e sostegni al settore cinematografico. Su Libero.it, Urbani ha affermato che i provider "non dovranno attivarsi per conoscere i contenuti" ma semplicemente limitarsi a collaborare con le forze di polizia per "rintracciare chi ha commesso atti di pirateria audiovisiva" e sempre su richiesta dell'Autorità giudiziaria. Secondo Urbani, il successo della vendita online di contenuti dimostra che c'è un mercato da tutelare e che "è nel medio periodo che simili provvedimenti possono rivelare la loro efficacia".

Una posizione, questa, appoggiata anche dal ministro all'Innovazione Lucio Stanca secondo cui "il provvedimento è coerente con una direttiva specifica approvata dal Parlamento europeo". A suo dire, se una pirateria esiste questa va sanzionata e proibita. "È infatti giusto - ha spiegato - combattere la pirateria ovunque si perpetri" e, ha aggiunto, "internet non dev'essere una zona franca". Secondo Stanca, in realtà rispetto al peer-to-peer c'è una forma di tolleranza perché "si presume che ci sia la buona fede e, quindi, non c'è repressione".
TAG: italia
1066 Commenti alla Notizia Urbani tiene duro ma è assediato
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  • Ciao a tutti.... ora cerco di dare una risposta al POST... anche se l'ordine sara' invertito.

    1)D: Quanti siamo?

       R: Pochi!!! purtroppo. Pochi perche' chi apprezza il p2p deve necessariamente avere una buona base di conoscenza e di confidenza con il sistema ed il mezzo. Tolta una manciata di Newbyes il resto credo sia costituito da persone di buon livello culturale e altrettanto buone conoscenze informatiche. Queste caratteristiche compaiono in maniera "sporadica" nell' Homo-Italicus. Se volete fate pure una prova: entrate in una chat.... basta una qualsiasi e ciedete se sanno qualcosa.....


    2) D: Come fanno (o faranno)

        R: Elementare..... se nei log non fosse segnalato... basterebbe un misero Port-Scanner.... per vedere quali sono le porte "aperte" e il mulo et simila di solito usano port specifici. Quindi il traffico si fa presto a "discriminarlo"... quelli che si mostrano il pisello con la web non gli interessano... Morale: Prendi un log, filtra i port e otieni un bel database di ip con tutto quello che serve alla bisogna....
    Organizzi un "pacchettino" di indiziati (mica possono chiedere al PM ordinanze uno a uno....) predisponi un ordinanza vai dal PM che ti fa una bella firmetta... E via col tango.

    Spero che questa analisi possa essere di aiuto per capire il problema.... Non ho in tasca nessuna "verita'" ho fatto solo alcune riflessioni in base ai dati.... (eh eh eh deformazione professionale) le conclusioni a cui sono giunto mi hanno rattristato e non poco.

    PS: la connessione veloce la staccheremo in pochi quindi....mentre continueranno a fioccare contratti per Alice e le sette sorelle....Eventuali segnali di protesta che necessariamente hanno bisogno dei relativi tempi di propagazione se arriveranno, arriveranno talmente in ritardo che sara' arduo metterli in relazione al Decreto Urbani e nel frattempo sara' pure finito nell'oblio...
    Fatemi sapere che ne pensate e quali sono le vostre opinioni.
    Ciao
    non+autenticato
  • Non sono daccorco si come fanno: nel senso che se io dovessi fare causa a qualcuno che stà scaricando un contenuto di mia proprietà semplicemente metterei in download il contenuto, aspetterei un paio d'ore per farmi una bella coda e poi' vai con i dettagli dei client dove l'indirizzo IP e porta sono in bella evidenza.
    Se questo tipo di informazione ha validità legale non l'ho so ma e' molto piu' sicuro di loggare un traffico generico su una portà che non e' esclusiva dei servizzi P2P (io infatti ne uso altre).
    Infatti secondo me e' per questo che le Major non avviano una procedura legale e si limitano a' flebili minacce.
  • Purtroppo, e te lo dico con molta sincerità, la tua analisi è la più intelligente che ho letto in questi giorni.
    In effetti, in televisione non ne ho sentito parlare minimamente, mentre su qualsiasi altra stronzata se ne parla per settimane.
    Gli utenti "esperti" che usano internet sfruttandone al massimo le potenzialità sono effettivamente una ristretta maggioranza ( si pensi anche solo a come si "aggiungeva" un nuovo server a winmx o emule, operazione questa non proprio alla portata di tutti).
    E io , che mi stavo scaricando la serie completa di Spazio 1999 telefilm che vedevo da bimbo, che NON SI TROVA IN COMMERCIO, dovrò rinunciarvi.
    Non è giusto.
    non+autenticato
  • ...e l'urgentissimo decreto legge è appena entrato in vigore.
    è c'è chi sta festeggiando con donne e champagne e qualcun'altro con pippe e gazzosa.
    Indovinate chi sono i personaggi?
    il primo inizia per B.
    il secondo per E.
    ;):):D:p:@:s:(:$8):\In lacrimeIn lacrimeIn lacrime
    non+autenticato
  • Brighella e quello con la e....?

    :p
    4724
  • chi scarica.
    Innanzitutto il volume del traffico. Ma il volume può essere una discriminante? Sul mio pc ci faccio di tutto dal p2p allo streaming audio (quello video con 640k lo lascio agli estimatori di rossoalice) e traffico ne viene fuori. Non ritengo che qualche giga di dati giustifichi l'intervento di un magistrato, a meno che non lo si voglia distrarre da QUALCHE ALTRO INCARICO.

    E poi dal mulo che dati si possono ricavare: i file che hai in UL e di conseguenza in DL e il tuo nick e anche il server a cui sei connesso e... basta (correggetemi se sbaglio), ah si le directory che hai in share, peccato che la maggior parte degli utilizzatori neghi la possibilità agli altri utenti di vedere cosa sia disponibile.

    Non riesco a capire come si possano sommare queste cose per arrivare ad un IP, che dal mulo non si vede, e ad un nome.

    Con il mulo il mio IP lo vedo, ma degli altri utenti vedo solo nick e ID.

    Forse bisognerebbe contattare il proprio ISP e cercare di avere qualche spiegazione in +, ma temo che con il 187 sia come sbattere contro un muro di gomma.

    Aspettiamo qc giorno e vediamo come si mettono le cose.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > chi scarica.
    > Innanzitutto il volume del traffico. Ma il
    > volume può essere una discriminante?
    > Sul mio pc ci faccio di tutto dal p2p allo
    > streaming audio (quello video con 640k lo
    > lascio agli estimatori di rossoalice) e
    > traffico ne viene fuori. Non ritengo che
    > qualche giga di dati giustifichi
    > l'intervento di un magistrato, a meno che
    > non lo si voglia distrarre da QUALCHE ALTRO
    > INCARICO.
    >
    > E poi dal mulo che dati si possono ricavare:
    > i file che hai in UL e di conseguenza in DL
    > e il tuo nick e anche il server a cui sei
    > connesso e... basta (correggetemi se
    > sbaglio), ah si le directory che hai in
    > share, peccato che la maggior parte degli
    > utilizzatori neghi la possibilità
    > agli altri utenti di vedere cosa sia
    > disponibile.
    >
    > Non riesco a capire come si possano sommare
    > queste cose per arrivare ad un IP, che dal
    > mulo non si vede, e ad un nome.
    >
    > Con il mulo il mio IP lo vedo, ma degli
    > altri utenti vedo solo nick e ID.
    >
    > Forse bisognerebbe contattare il proprio ISP
    > e cercare di avere qualche spiegazione in +,
    > ma temo che con il 187 sia come sbattere
    > contro un muro di gomma.
    >
    > Aspettiamo qc giorno e vediamo come si
    > mettono le cose.
    Non è molto difficile: fai una ricerca di qualche film,magari appena uscito al cinema e inizio a scaricarlo: l'IP da cui scarichi lo visualizzi e parti coi controlli ed eventuali perquisizioni.
    Il traffico non può essere una discriminante,prima di tutto perchè esistono fibre e linee velocissime,che non si capisce verrebbero pagate se non venissero minimamente usate,poi perchè devono avere prove che scarichi,non possono infiltrarsi nella linea per vedere quello che fai.
    non+autenticato
  • Caro Urbani questo lo avevi visto?

    LEGGE 23 DICEMBRE 1993, N. 547
    .....omissis...

    Art. 5

    1. Nell?art. 616 del codice penale, il quarto comma è sostituito dal seguente:

    "Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza".

    Lo scopo di questa norma è quello di estendere il delitto di "violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza" ai casi in cui tale corrispondenza sia affidata a mezzi informatici.

    Come ti permetti di ficcare il naso nell'altrui corrispondenza????? VERGOGNA GUARDONE!!!
    non+autenticato
  • www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&service=0&expensive=0&dataGazzetta=2004-03-23&redazione=004G0103&numgu=69&progpag=1&sw1=0&numprov=72
    non+autenticato
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