Rosso Alice tra luci e ombre

di Alessandro Longo - Dallo streaming che diventa downloading alle email in cui si trasmettono le password, dai film di serie B all'Adsl che non c'è più. Piccola recensione della beta di un portale

Roma - Gli italiani avevano bisogno di un portale come Rosso Alice? Forse sì; forse qualcosa c'è di interessante, seminascosta tra i menù scintillanti e ingombri di immagini. Ci si è fatti una prima idea, testando il portale in questi giorni: i contenuti non mancano, certo. Ma forse sarebbe stato più corretto chiamarlo Rosso Alice 0.9, versione Beta. Eh sì, sembra che la studentessa Telecom Italia abbia messo tante idee nel tema, ma per la fretta non abbia potuto rileggerlo. E gli errori di costrutto, gli strafalcioni abbondano.

Nei primi giorni, il portale era navigabile a fatica, per via dei troppi utenti connessi; la notte di mercoledì 17 è stato persino chiuso, "in manutenzione". Ora lo si può sfogliare senza rischi di timeout e quindi una prima recensione è possibile.

Le prime sorprese si incontrano nella sezione dedicata ai film. I titoli non sono da blockbuster, almeno per ora, ma ci sono film d'autore ed erotici di serie B. Fino al 30 aprile, i primi sono disponibili gratis e in streaming (così come gli spettacoli televisivi). Bisogna scegliere fra tre opzioni di streaming: per Adsl "Mega", "640" o "256", che è però un taglio Adsl defunto, proprio per la rivoluzione voluta da Telecom. Ma c'è ben altro che può infastidire gli utenti: dopo la registrazione a Rosso Alice (gratuita, ma necessaria per accedere a qualsiasi contenuto) si riceve un'email con il proprio account, senza bisogno di ulteriori passaggi per convalidarlo. La password nell'email è in chiaro, anche se dà accesso ai dati personali dell'utente: nome, indirizzo, codice fiscale?per fortuna non il numero di carta di credito, che per adesso, comunque, non viene richiesto.
Lo streaming dei film può far rimpiangere il buon vecchio Vhs: bassa qualità (500x400 circa, con frequenti sfocature di immagine) e, ciononostante, pause ogni 5-10 minuti per il buffering. Allora, si è fatto un tentativo: salvare lo streaming su hard disk, con uno dei tanti programmi appositi. Sorpresa: è stato possibile. Telecom è stata avvisata, è scattato l'allarme ma dopo due giorni è rientrato; "nessun problema", ha detto Telecom a Punto Informatico: salvare lo streaming non è illegale, poiché la licenza Drm integrata resta attiva. Per ora non è neanche possibile eliminarla con un crack (ma un videocapture resta possibile). Quindi il file può funzionare solo sul computer con il quale è stato scaricato. Il film, inoltre, può essere fatto partire per non più di 20 volte, poi diventa inutilizzabile (a meno di non rinnovare la licenza), stando a quanto riferisce Telecom. Però è più comodo vederlo così, offline, piuttosto che in streaming: si evitano le pause di buffering e i timeout di connessione.

Si sente la mancanza di un'opzione che permetta di aumentare il buffering iniziale; ossia la quantità di film scaricata prima che lo streaming parta. Sarebbe possibile, così, renderlo più fluido. Del resto, basta farsi due conti: 56 minuti, il primo tempo di un film, pesano circa 200 MB su Rosso Alice. Per scaricarli senza pause in streaming bisognerebbe mantenere la velocità media di 60 KB/s. Non facile, per la maggior parte delle Adsl.

Telecom, a riguardo, è a dir poco ottimista, come risulta anche nella pagina dei giochi: è 5 ore il tempo necessario indicato per scaricare con un'Adsl un file da 1,06 GB (scritto , chissà perché alla francese, "1.06 Go"). I giochi da installare (distinti da quelli basati su pagina Web, gratuiti fino al 30 aprile) e masterizzabili per uso personale, possono essere provati per qualche giorno, prima di essere acquistati. Quelli ora disponibili sono vecchi di qualche anno. Prince of Persia- Le Sabbie del Tempo è venduto a 29,95 euro, contro i 40 euro, spese di spedizione incluse, richiesti da Amazon UK per il gioco su CD.
Poi sorprende trovare giochini da 7 MB, come Wonderland, venduti a 14,95 euro (ma qui costa anche di più).

È possibile restare perplessi anche navigando nella sezione Musica, che dovrebbe essere uno dei piatti forti di Rosso Alice (400.000 brani saranno disponibili entro la fine del 2004). Si legge, in due box, la lista dei brani e degli album più acquistati. Ma se si cerca di comprarli, cliccando sui relativi link, si scopre che "il servizio di acquisto online sarà disponibile a breve". Per ora di quelle classifiche non c'è dunque da fidarsi. Ora. E dopo? Non è ancora possibile valutare la qualità dei file musicali (poiché ancora non possono essere scaricati), ma il bitrate sembra 128, in quanto una canzone da 4 minuti pesa 4 MB circa.

Rosso Alice sembra insomma soffrire i sintomi di una partenza frettolosa. Per una questione di immagine, bisognava lanciarlo il 15 marzo, stesso giorno in cui la velocità delle porte Atm delle Adsl italiane è passata da 256/128 Kbps a 640/256 Kbps per volere di Telecom. È il bello di chiamarsi Telecom Italia: in un colpo solo può lanciare l'offerta (Rosso Alice) e crearne il pubblico potenziale (aumentando la velocità massima delle connessioni degli utenti). Ma i tempi del lancio sembra siano andati stretti alla stessa Telecom che li ha fissati. Manca in Rosso Alice, infatti, quella cura attenta al dettaglio che sarebbe lecito aspettarsi in un progetto così carico di promesse e considerato da Telecom di grande valore strategico.

Alessandro Longo
176 Commenti alla Notizia Rosso Alice tra luci e ombre
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  • ciao ragazzi volevo sapere se e come sia possibile crearsi un nuovo indirizzo mail con aliceposta.it... non ci riesco
    grazie
    non+autenticato
  • Chi vi scrive non è un esperto di informatica. Sono un comune "utente" (come ci chiama la telecom). Ho letto con interesse l'artico dedicato a RossoAlice, ora non ho piu' dubbi sulla motivazione reale del decreto Urbani. Del resto anche lo stesso Napter, nel periodo della sua chiusura nacquero tutta una serie di servizi a pagamento.

    Ma veniamo alla sicurezza. Leggo che telecom invia password di registrazione avvenuta in chiaro. Deduco che se il pagamento di servizi fruiti attraverso lo stesso portale avviene tramite bolletta, chiunque, percaso, scoprisse password di chichessia, password in charo, pensate cosa puo' accadere?
    Ma non c' tanto da meravigliarsi, ricordo allegramente l'epoca dei servizi VideoTel, il pagamento del servizio avveniva sulla bolletta telefonica.. in quell'epoca alcuni malintenzionati chiamavano chichessia spacciandosi per operatori Telecom, adducendo che la password utilizzata per accedere al servizio, forse, doveva essere modificata. L'utente, in buona fede spesso cadeva nel tranello. Ma questo problema non era di Telecom, era di SIP .. o forse Stipel Sorride)))


    La storia purtroppo non insegna nulla.

    Continuo a riflettere sulla sicurezza chiamata Telecom, avete presente la segreteria telefonica di telecom? La segreteria che non c'è. Effettivamente non c'è.
    Funziona cosi'. E' una segreteria softtware/hardware ubicata in centrale, costa un tot al mese e si puo' accedere ad essa tramite il proprio telefono o un normalissimo telefono remoto.
    Basta digitare la propria password, et voila si accede a tutta una serie di opzioni (compresa la possibilita' di cambiare la stessa password). Ora, considerate che come me non tutti siamo tecnologizzatiinformatici. Io sono una persona semplice.
    Quando il servizio viene attivato la password di dfefauto è 1234#, (informazione reperibile sul depliant), Telecom invita l'utente a cambiare la password. Credete che tutti lo facciano? Provate, provate... quando ascoltante una segreteria del genere ad accedervi rimarete sorpresi. Si, si', si' lo so la telecom insiste ad informare l'utente a cambiare la password ... quindi è colpa dell'utente... ma tenete conto di una cosa... per un periodo la telecom assegnava la segreteria (spesso all'insaputa' dell'utente) per un determinato periodo, Una sorta di prova. Quindi moltissime persone non sapevano di averla Sorride)) immaginate cosa puo' succedere se una persona semplice come me accede ad un servizio di segretia (utilizzando un comune apparecchio da una gabina telefonica) e cambiando password... e messaggio di benvenuto (Buongiorno risponde Marilena che di mestiere fa la p...) immaginate i danni. Ma io sono una persona onesta queste cose mica le faccio.

    Rosso Alice ? No grazie. Sarebbe stato piu opportuno Blu Alice. Sorride

    Telecom non si è mai smentita in fatto di sicurezza...

    Io non mi abbono.

    Un utente qalsiasi
    non+autenticato
  • ma per masterizzabili tre volte si intende convertiti in modo da fare un cd compatibile con un lettore standard o masterizzabili così come sono e quindi compatibili solo con un lettore wma player compatibile?Io in macchina ho il lettore tradizionale,che me ne faccio di un cd con dentro dei wma?
    inoltre,se così fosse,l'ostacolo non sarebbe facilmnete aggirabile rippando il cd audio così ottenuto(un cd digital audio standard non ha protezioni contro il ripping).Otterresti così dei file non DRM.Ammesso che ciò sia fattibile(cmq nn penso sia legale,ma questa è un'altra storia,io parlo di fattibile non di legale).
    Cmq se tutto ciò si potesse fare (e nn lo so) con i prezzi attuali rimane nn convenientee si aggiunge al prezzo il costo dell'abbonamento un cd ti viene a costare anche più di un originale comprato in negozio,che in più ha copertine,custodie,ecc (inoltre è già pagato il supporto non dovendolo masterizzare,visto che oramai i cd vergini di qualità hanno sfondato 1euro di prezzo).E poi con l'originale ci fai quello che vuoi,lo senti e risenti e se sei un minimo abile bypassi le eventuali protezioni e ti fai gli mp3 per il lettore(trasferibili come vuoi e quanto vuoi).Poi nn penso sia nemmeno illegale farci gli mp3 di un cd legalmente posseduto,in quanto te ne fai una copia di backup nel formato da te ritenuto più idoneo.
    Insomma tra costi e benefici alicerosso è un grande sbattimento senza alcun vantaggio!! (secondo me)
    non+autenticato
  • la masterizzazione te lo trasforma in un normale cd audio, non ci sono file wma
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > la masterizzazione te lo trasforma in un
    > normale cd audio, non ci sono file wma

    partendo da wma puoi fare solo 3 copie
    ma trasformandolo in un wav o CD musicale
    puoi copiarlo 20000000 volte xkè la protezione se ne va a farsi friggereSorpresa
    non+autenticato
  • Peccato che poi non è più legale quindi tanto vale che te lo scaricavi direttamente dalla rete p2p...

    - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > la masterizzazione te lo trasforma in un
    > > normale cd audio, non ci sono file wma
    >
    > partendo da wma puoi fare solo 3 copie
    > ma trasformandolo in un wav o CD musicale
    > puoi copiarlo 20000000 volte xkè la
    > protezione se ne va a farsi friggereSorpresa
    non+autenticato
  • Purtroppo lo streaming dei film con Rosso Alice funziona soltanto con Windows Media Player.
    Perciò altri sistemi operativi diversi da Windows non ne possono usufruire. Questo fatto lascia perplessi, anche alla luce del verdetto dell'antitrust europea, che impone che windows media player sia separato da Windows, per impedire la concorrenza sleale.
    Oltre a Rosso Alice ci sono anche altri rivenditori online che soffrono dello stesso problema, per esempio od2 ospitato da tiscali.
    Se il mercato della vendita audio/video online crescerà sotto questi auspici è inevitabile che il monopolio Microsoft diventerà definitivo, o perlomeno più pesante.
    Il web delle origini, quello standardizzato da organismi possibilmente imparziali sta seriamente rischiando di diventare un feudo di poche società, che disponendo di un controllo pressochè totale sia sulla produzione dei prodotti audio/video che sulla loro distribuzione, ridurranno una consistente parte di internet ad un clone della televisione, con gli stessi difetti di quest'ultimo mezzo di informazione.Deluso
    non+autenticato
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