Linux avrà i suoi standard!

Con il Free Standards Group, Linux potrebbe trovarsi a dare un calcio a tutto quello che gli sta attorno. Perché uno standard evolutivo indirizzerebbe una enorme capacità di sviluppo

Linux avrà i suoi standard!Web (Internet) - Il problema della standardizzazione di Linux ha cominciato a farsi sentire da quando il numero delle distribuzioni è cresciuto esponenzialmente e la voglia dei vari produttori di differenziare l'offerta ha portato all'inserimento nel sistema operativo di elementi nuovi ed estranei, per lo più elementi proprietari, come il formato dei package d'installazione o la struttura del file system.

A prendere progressivamente coscienza del rischio "frammentazione" sono stati gli stessi distributori, fra cui Caldera Systems, Corel, IBM, SAP, SCO, SGI, Sun Microsystems, SuSE e Red Hat, che hanno appoggiato gruppi di standardizzazione che potessero tracciare delle linee guida per rendere fra loro compatibili tutte le distribuzioni di Linux.

Questo compito oggi è passato nelle mani di una unica e grande associazione che porta il nome di Free Standards Group (FSG), nata dalla fusione di due precedenti gruppi non formali: il Linux Standard Base ed il Linux Internationalisation Initiative.
L'FSG, finanziato dai principali big del settore Linux, avrà come primo obiettivo di far sì che le applicazioni scritte per Linux possano girare su qualsiasi distribuzione senza la necessità di dover essere ricompilate. Una bozza delle specifiche dovrebbe essere rilasciata già il mese prossimo, mentre per la versione definitiva bisognerà attendere la fine dell'anno.

La notizia della nascita di questa nuova e più potente organizzazione per la standardizzazione di Linux ha raccolto pareri favorevoli un po ' ovunque, soprattutto nel mondo aziendale. Chi temeva che Linux facesse la fine di Unix, frammentandosi in decine di sistemi operativi incompatibili fra loro, potrebbe trovare nell'FSG quell'autorevole risposta che cercava da tempo.