Ora Napster rischia miliardi di multa

Alla softwarehouse viene contestata dal tribunale la tesi secondo cui il suo software è un mero veicolo per l'informazione e non è quindi responsabile di violazione di copyright. Vittoria per la RIAA

Web - A pochi giorni dalla prima condanna contro mp3.com, i disografici americani della RIAA ottengono un'altra importante vittoria contro quella che considerano una "fonte di pirateria", cioè Napster.

La softwarehouse che produce il sistemone aveva cercato di impedire l'apertura di un processo a suo carico, sostenendo che il proprio ruolo è solo quello di "un mero veicolo per l'informazione" scambiata dagli utenti. Una tesi che ora un giudice federale ha contestato, aprendo dunque le porte ad un procedimento che, se portasse alla condanna, potrebbe significare la morte di Napster.

Secondo il tribunale che ha deciso di rigettare la tesi di Napster, il caso sulla pirateria via Napster non può essere archiviato anche se Napster si dichiara non responsabile della violazione di diritti d'autore "sulla propria rete".
Nonostante la decisione del giudice la partita è ancora tutta da giocare, perché Napster può insistere nel dichiarare che il proprio ruolo è come quello di un provider che non viene considerato responsabile per i contenuti che passano sulle sue reti. Una tesi solo in parte rigettata dal tribunale e che potrebbe diventare il discrimine, per Napster, tra vittoria e sconfitta.

Secondo la RIAA, la decisione del tribunale rappresenta una chiara vittoria e per Napster sarà fonte di guai: "Questa udienza discende dal tentativo di Napster di sfuggire alla sue responsabilità che consistono nell'aver sostenuto la pirateria su larga scala. Non è sorprendente il fatto che le sue tesi siano state bocciate".

Ancora non sono state decise le date per l'inizio del processo vero e proprio, quello in cui la RIAA da mesi cerca di trascinare Napster.