Novell is back (con Linux)

Linux protagonista assoluto di una conferenza con cui Novell sta annunciando i suoi piani su Linux e i nuovi prodotti open source. Ma l'azienda è chiara: closed e open devono coesistere

Salt Lake City (USA) - E' Linux a dare effervescenza ad un evento, la ventesima conferenza BrainShare di Novell, che quest'anno si è aperto - e non è un caso - con lo slogan "Novell is back", Novell è tornata. Questo motto ben riflette le rinate speranze di una società che, dopo anni di torpore, vede ora in Linux e nel software open source l'opportunità di rimettersi in moto e tornare a giocare in attacco.

Novell, come altri big del settore, spera di far leva sull'open source per proporre sul mercato aziendale soluzioni che, sposando la maturità delle proprie tecnologie con l'appeal e la flessibilità delle applicazioni aperte, possano offrirle l'opportunità di conquistare nuovi clienti e uscire dal cono d'ombra del gigante del software closed source, Microsoft. Un gigante che Novell, dopo la sconfitta maturata in passato sul mercato dei sistemi operativi di rete, intende ora sfidare sia sul fronte server, con l'abbinata NetWare/Linux, sia sul fronte desktop, con l'accoppiata SuSE Linux/Ximian Desktop.

"Stiamo concentrando i nostri sforzi nello sviluppo di una soluzione Linux desktop completa che possa porsi come una reale alternativa a ciò che gli utenti usano oggi", ha affermato il vice chairman di Novell, Chris Stone, durante la conferenza. "Noi crediamo che nei prossimi 12 mesi si assisterà ad una generale diffusione di Linux nel desktop".
L'ascesa di Linux sul mercato desktop è, secondo Novell, un requisito importante affinché questo sistema operativo possa annullare il più grande punto di forza di Microsoft: la profonda integrazione, nella piattaforma Windows, fra tecnologie server e tecnologie desktop.

Le strategie di Novell legate al mercato desktop hanno, come si è detto, due ingredienti chiave: i software di SuSE Linux, il noto e importante distributore tedesco che Novell ha acquisito lo scorso gennaio per 210 milioni di dollari, e l'ambiente desktop di Ximian, società dell'open source inglobata da Novell lo scorso agosto.

Queste due acquisizioni hanno tracciato una precisa linea di confine fra la Novell di ieri, aggrappata unicamente alla sua piattaforma proprietaria, e la Novell di oggi, decisa a diversificare il proprio business attraverso uno stretto sodalizio con il mondo open source.

Questo cambio di rotta è iniziato lo scorso anno con il rilascio della prima versione di NetWare, la 6.5, basata su alcuni diffusi software open source, ed è poi proseguito con il lancio di Nterprise Linux Services, una suite integrata che ha portato su Linux alcuni fra i principali servizi di rete presenti in NetWare.

Nonostante il suo forte impegno nel mondo open source, e il desiderio di assumere la guida del mercato Linux, Novell non ha alcuna intenzione di ripudiare il software closed source.

"Il software proprietario e quello open source possono e devono convivere pacificamente", ha affermato Stone. "Questa è esattamente la strada che abbiamo intenzione di seguire".

Una strada che l'azienda sta già percorrendo con l'acceleratore a tavoletta. Ecco come.
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