Pur di collegarsi al Net va in galera

Non accetta le condizioni del giudice, che gli proponeva la libertà in cambio della promessa che non si sarebbe più collegato alla Rete: così un truffatore sceglie un anno di carcere. Per poter tornare online

San Diego (USA) - Difficile dire se la motivazione sta nelle truffe che possono essere organizzate online o nelle opportunità economiche che la Rete offre alle persone oneste. Sia come sia, un uomo di San Diego condannato per frode online ha scelto di starsene per un anno dietro alle sbarre pur di conservare il diritto di collegarsi ad Internet negli anni a venire.

A quanto pare, Manuchehr Riazati aveva raccolto la modesta somma di 2.500 dollari dando vita a aste online fasulle: l'utente pagava e lui non inviata il computer o il device messo all'asta. Individuato rapidamente dopo numerose lamentele da parte degli utenti gabbati, Riazati è stato sottoposto al giudizio di un tribunale cittadino.

In aula il giudice Cynthia Bashant ha spiegato a Riazati di essere disponibile a metterlo in libertà vigilata se lui avesse promesso di lasciar perdere Internet. Riazati si è rifiutato spiegando di preferire un anno di carcere piuttosto che fare a meno del mezzo dal quale dipende, a suo dire, la propria sussistenza economica.
Oltre al carcere, Riazati dovrà ovviamente restituire agli utenti truffati i 2.500 dollari delle aste.
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