Fine dei bisticci fra Intel e Intergraph

Con il pagamento di altri 225 milioni di dollari, il gigante dei chip chiude una lunga contesa legale con Intergraph che l'accusava di violare alcuni brevetti

Huntsville (USA) - Raggiungendo un accordo extragiudiziale con Intergraph, Intel ha messo fine ad una causa incentrata sulla violazione di alcuni brevetti che andava ormai avanti da quasi sei anni.

Il chipmaker di Santa Clara ha accettato di pagare alla rivale 225 milioni di dollari, una somma che, oltre a chiudere definitivamente il contenzioso fra le due società, ha l'effetto di porre termine ad una causa analoga che Intergraph ha aperto nei confronti di Dell. La querelante ha altresì accettato di non rivalersi, d'ora in avanti, su nessun altro cliente di Intel: questo non vale però per le cause già in corso con IBM e Gateway.

In base all'accordo, Intel riceverà la licenza d'uso della Parallel Instruction Computing, una tecnologia brevettata da Intergraph che permette di incrementare il parallelismo nell'esecuzione delle istruzioni senza aumentare eccessivamente la complessità dell'hardware.
Intergraph, che accusava Intel di violare un proprio brevetto utilizzando la tecnologia PIC all'interno di Itanium, vinse la sua ultima causa con Intel nell'ottobre del 2002: in tale occasione il tribunale sentenziò che i brevetti di Intergraph sono "validi e inviolabili".

Nell'aprile dello stesso anno le due società raggiunsero un accordo extragiudiziale in base al quale Intel versò nelle casse della rivale 300 milioni di dollari: in cambio ottenne la possibilità di continuare ad utilizzare una tecnologia alla base di Clipper, un vecchio e ormai defunto processore sviluppato da Intergraph.

In totale, le cause con Intergraph sono costate ad Intel 675 milioni di dollari.
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