HDD/Da ATA-100 a Serial ATA

Con l'arrivo delle nuove interfacce Ultra-DMA 100 e Serial ATA gli hard disk potranno sfoderare nuove prestazioni da record senza i costi elevati delle interfacce SCSI

In questi ultimi anni i produttori di hard disk hanno focalizzato la loro attenzione più sulla capacità fisica che sulle prestazioni massime. Le velocità di rotazione per minuto (RPM) dei piatti di un hard disk sono rimaste a lungo ferme sui 5.400 giri e le evoluzioni hanno riguardato soprattutto la densità di memorizzazione dei dati.

Oggi il mercato dei dischi fissi può vantare un'accresciuta concorrenza ed una rapidissima evoluzione tecnologica, accompagnato da prodotti che godono di un ottimo rapporto prezzo/prestazioni. Questo ha portato anche al boom dei controller RAID economici per PC, soluzioni per il mirroring o il backup dei dati prima disponibili solo a prezzi molto elevati e quasi esclusivamente per interfacce SCSI.

Al momento attuale gli hard disk con velocità di rotazione da 5.400 RPM sono stati relegati nella fascia più bassa del mercato, mentre in quella media troviamo ormai da qualche mese velocità standard di 7.200 RPM e, nella fascia alta, di 10.000 RPM (ma cominciano a far capolino anche i primi 15.000 RPM).
Il fenomeno che ha portato ultimamente i produttori di hard disk a focalizzarsi maggiormente sulle prestazioni, oltre che sulle capacità, ha fatto sì che anche le interfacce si stiano evolvendo in modo più rapido e drastico rispetto al passato: ecco così che si è passati dall'Ultra-ATA 33 all'Ultra-ATA 66 ed a breve, da quest'ultimo all'Ultra-ATA 100. Queste interfacce sfruttano la modalità di trasferimento DMA (Direct Memory Access) per "pesare" meno sulla CPU e aumentare le prestazioni di picco.

All'orizzonte si intravede poi un altro standard, il Serial ATA, che dovrebbe portare le prestazioni dei dischi EIDE finalmente a livello di quelle degli Ultra SCSI più veloci: parleremo di questa rivoluzionaria interfaccia nell'ultima parte dell'articolo.
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