PC olimpici cinesi, interpellanza a Torino

Non a tutti va giù che la grande quantità di hardware necessaria alle Olimpiadi Invernali del 2006 arrivi dalla Cina. Critiche dovute anche alla discussa posizione internazionale del commercio hi-tech cinese

Torino - 4mila PC, 600 portatili, 500 server e un numero di periferiche ed altri accessori: questo l'hardware che il Comitato che organizza le Olimpiadi Invernali 2006 a Torino si sta facendo arrivare da Lenovo, produttore di hardware cinese e leader del settore in Asia, che è riuscito evidentemente a superare tutta la concorrenza internazionale.

Questo, stando alle notizie ufficiali, si deve al fatto che Lenovo sostanzialmente sponsorizza questa massiccia fornitura di hardware oltre a fornire supporto finanziario tanto alle Olimpiadi di Torino quanto ai Giochi Olimpici di Pechino previsti nel 2008. Un supporto a tutto campo dietro al quale c'è evidentemente un interessamento diretto delle autorità cinesi ma che non va giù a molti.

Tre consiglieri del Comune di Torino, Ferdinando Ventriglia, Walter Altea e Agostino Ghiglia, hanno rivolto una interpellanza al Sindaco della città in cui rilevano:
"che l'aggressività dell'export cinese ha aperto da anni un complesso contenzioso attraverso ricorsi e denunce presentate al WTO da Enti e amministrazioni pubbliche e società private europee e statunitensi;

che in particolare il governo italiano è particolarmente impegnato nella tutela dei nostri mercati rispetto all'invasione di prodotti contraffatti e di bassa qualità, liberamente prodotti in Cina attraverso il ricorso al brand "China Export" appositamente studiato per i prodotti destinati al mercato europeo e contraddistinti da un marchio che imita gli standard comunitari di qualità obbligatori;

che recentemente Intel e Broadcom hanno annunciato l'interruzione delle esportazioni di processori Wi-Fi verso la Cina a causa di una legge che impone un nuovo standard di codifica dei dati, chiamato Wapi, controllato da imprese cinesi in regime di monopolio (le aziende occidentali che vogliano utilizzarlo devono accordarsi con loro per ottenere una specifica licenza) e che la Lenovo è uno dei soggetti detentori del protocollo e gestori delle licenze".

Nell'interpellanza si chiede al Sindaco di esporre "le ragioni che hanno portato Toroc (che si occupa dell'organizzazione dei giochi, ndr.) a orientarsi su un fornitore esclusivo rivolgendosi ad una compagnia perlomeno controversa, le cui politiche incarnano esattamente le criticità contro le quali sono impegnate le società Europee e i governi dei Paesi Comunitari".

Si chiede anche:

"Se dal punto di vista tecnico e giuridico, Toroc sia in grado di assicurare il rispetto dei profili di libera concorrenza e di economia della spesa pubblica, la trasparenza sui diritti di proprietà dei sorgenti e sui brevetti utilizzati dal fornitore, oltre che sulla sufficiente compatibilità del sistema offerto che garantisca adeguati livelli di interfaccia con gli altri soggetti coinvolti, comprese le articolazioni della PA che non potrebbero, in linea di massima, adottare un fornitore con le caratteristiche sopra esposte.

Se corrisponda al vero che non mancherebbero altri soggetti presenti sul territorio in grado di offrire lo stesso servizio a condizioni migliori e con adeguate garanzie rispetto a quanto sopra indicato;

Se risulti, ad esempio, che l'informatizzazione dei campionati Champions League-Fifa sia appunto curata da un'azienda del Torinese;

Se non consideri paradossale che il Toroc, garante di un'Olimpiade che dovrebbe servire alla promozione del territorio e al coinvolgimento del "sistema impresa piemontese" (ricordando in questo senso il famoso "patto dell'aperitivo" scaturito da una serie di incontri tra Presidente Castellani, Sindaco e Assessore Tessore, Presidente Bresso), finisca per rivolgersi sempre ed esclusivamente a gruppi extraterritoriali (Berloni) o a fornitori internazionali (i cinesi della Lenovo) che certo non godono di considerazione e di buona fama e la cui presenza predominante ed esclusiva non mancherà di sollevare interrogativi e polemiche, in particolare sui vincoli di gestione e assistenza tecnica, preclusa a qualsiasi operatore locale o europeo".
TAG: italia
58 Commenti alla Notizia PC olimpici cinesi, interpellanza a Torino
Ordina
  • In tutti i sensi.

    Il problema cinese non riguarda solo i computer. L'industria italiana, ma ancora di più quella del resto europa è in ginocchio. Il tessile, il meccanico, eccetera. Stanno distruggendo tutto. La colpa sicuramente non è solo dei cinesi, soprattutto degli europei che hanno applicato la regola del: finchè ce n'è prendiamo, poi vedremo. Adesso vediamo, infatti.
    Altro che competere. Abbiamo creato un bellissimo sistema di normative, diritti, orari ridotti. Tutto bello. Peccato che questo mondo sta implodendo. Per sopravvivere dovremo tornare indietro e cinesizzarsi.
    non+autenticato
  • perchè se producono a basso prezzo per le aziende occidentali(a occidente di cosa poi) tutto va bene ...... sfruttamento, lavoro minorile eccc.....

    mentre ora che producono per i fatti loro non và + bene

    evviva la coerenza, evviva l'ipocrisia

    l'era del noi stiamo bene perchè sfruttiamo i paesi del secondo e terzo mondo stà per finire ..... gli americani stanno mettendo le mani avanti con il loro sistema assurdo di copyright(se brevettassero l'acqua calda non mi stupirei) e mettendo tasse sui prodotti d'importazione(pure quelli europei, mentre loro pretendono[e ottengono] che non vengano tassati i loro prodotti)

    evviva la coerenza, evviva l'ipocrisia
    non+autenticato
  • Peccato che nel mercato cinese, non vi siano sufficienti controlli di qualità sia sui prodotti che sul lavoro, pertanto riescono asbarcare, ora chele frontiere sono aperte, nel resto del mondo copiando prodotti e migliorandoli per poi rivenderli a costi che l'industria occidentale non puo' sostenere.
    Non sono contrario ai prodotti "cinesi" sono contrario al fatto che debbano essere tassati in modo da rientrare nei canoni di competitività sui mercati in cui si affacciano.
    Se non si fa nulla in merito a questo ci ritroveremo che tutto il mondo "elettronico" prima o poi deriverà e verrà prodotto solo in quei paesi che fino ad oggi hanno copiato spudoratamente i prodotti occidentali.
    Questo succede in tutti i settori, dalla moda all'elettronica.
    Visitando alcuni mercatini in oriente si trovano prodotti di moda fintamente griffati italiani che vengono venduti liberamente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Peccato che nel mercato cinese, non vi siano
    > sufficienti controlli di qualità sia
    > sui prodotti che sul lavoro, pertanto
    > riescono asbarcare, ora chele frontiere sono
    > aperte, nel resto del mondo copiando
    > prodotti e migliorandoli per poi rivenderli
    > a costi che l'industria occidentale non puo'
    > sostenere.
    > Non sono contrario ai prodotti "cinesi" sono
    > contrario al fatto che debbano essere
    > tassati in modo da rientrare nei canoni di
    > competitività sui mercati in cui si
    > affacciano.
    > Se non si fa nulla in merito a questo ci
    > ritroveremo che tutto il mondo "elettronico"
    > prima o poi deriverà e verrà
    > prodotto solo in quei paesi che fino ad oggi
    > hanno copiato spudoratamente i prodotti
    > occidentali.
    > Questo succede in tutti i settori, dalla
    > moda all'elettronica.
    > Visitando alcuni mercatini in oriente si
    > trovano prodotti di moda fintamente griffati
    > italiani che vengono venduti liberamente.

    Poveri occidentali, siamo vittime dei nostri stessi marchi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In tutti i sensi.
    >
    > Il problema cinese non riguarda solo i
    > computer. L'industria italiana, ma ancora di
    > più quella del resto europa è
    > in ginocchio. Il tessile, il meccanico,
    > eccetera. Stanno distruggendo tutto. La
    > colpa sicuramente non è solo dei
    > cinesi, soprattutto degli europei che hanno
    > applicato la regola del: finchè ce
    > n'è prendiamo, poi vedremo. Adesso
    > vediamo, infatti.
    > Altro che competere. Abbiamo creato un
    > bellissimo sistema di normative, diritti,
    > orari ridotti. Tutto bello. Peccato che
    > questo mondo sta implodendo. Per
    > sopravvivere dovremo tornare indietro e
    > cinesizzarsi.


    Bella sintesi di bispensiero neoliberista: la globalizzazione a senso unico. Se faccio una cosa in Italia, mi costa troppo la manodopera. La faccio fare in Cina, poi arriva in Italia, ci metto il marchio italiano e di scatto il prodotto diventa di qualità. Se invece a venderlo sono direttamente i cinesi, lo stesso prodotto è una ciofeca, non è originale, non è di qualità, non rispetta le normative, ecc.
    Simpatico, il discorso degli industriali:
    prima mettono in strada i lavoratori per far produrre in Cina, poi si rendono conto che i cinesi vendono per conto loro e si mettono a piangere che vogliono misure protezionistiche.
    Riuscire a pensare almeno un po' più avanti della propria panza no, eh? La concorrenza è una gran figata solo quando vinco io, se perdo è perché gli altri sono scorretti.
    Andiamo avanti così.
    non+autenticato
  • > Simpatico, il discorso degli industriali:
    > prima mettono in strada i lavoratori per far
    > produrre in Cina, poi si rendono conto che i
    > cinesi vendono per conto loro e si mettono a
    > piangere che vogliono misure
    > protezionistiche.
    > Riuscire a pensare almeno un po' più
    > avanti della propria panza no, eh? La
    > concorrenza è una gran figata solo
    > quando vinco io, se perdo è
    > perché gli altri sono scorretti.
    > Andiamo avanti così.

    Ti ricordo semplicemente che il tessuto economico italiano non si basa sulle grandi industrie che si possono permettere di fare quello che dici tu (andare a produrre in cina e vendere quì). Il tessuto economico italiano è polverizato in decine di migliaia di imprese che non si possono permettere di andare a produrre in cina, ma che con quei prodotti si trovano a dover combattere ogni giorno, stretti nella morsa del rispetto delle vigenti leggi (sicurezza, rispetto ambientale, diritti dei lavoratori), ed una concorrenza che viene da lontano e non tiene conto di nessuna normativa.
    E' la gente come te che deve guardare oltre la propria panza. Rimboccarsi le maniche e lavorare.
    Rispettando il lavoro delle migliaia di artigiani e piccole imprese che ogni giorno provano a sopravvivere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > E' la gente come te che deve guardare oltre
    > la propria panza. Rimboccarsi le maniche e
    > lavorare.
    > Rispettando il lavoro delle migliaia di
    > artigiani e piccole imprese che ogni giorno
    > provano a sopravvivere.

    La gente come me ha tirato cavi di potenza al ponte zero (sotto il pelo dell'acqua) delle navi in costruzione, per nove ore al giorno, respirando residuo di saldatura e mangiando panini al volo, sperando di non cadere dalle impalcature quando mancava di colpo la luce.
    Beccavo al tempo financo un milione e ottocentomila delle vecchie lire, però lavorando a 150 chilometri da casa: partenza alle 6 del mattino, ritorno alle 9 di sera.
    E mi ci sono pure divertito, ma non venirmi a parlare della "gente come me", perché l'eroico padrone della ditta, che tiene in piedi l'economia italiana, nel periodo in cui io ho racimolato appena qualcosina per sposarmi, lui si è fatto una villa ed un'auto da 50 milioncini.
    Buon per lui, non c'è nessun rancore: ma non venirmi a dire che l'artigiano o la piccola impresa "tirano a sopravvivere". Rispetto agli altri vivono alla grande.
    La piccola e media impresa ha investito abbondantemente nei paesi dell'Est, se pochi sono andati in Cina tanti sono in Albania, in Croazia, in Romania, eccetera.

    E comunque l'impresa italiana non è fatta solo da valenti artigiani che mi fregano settanta euro in nero per venti minuti di lavoro fatto con attrezzi miei in casa mia.
    La Fiat non è un un'impresa artigiana, e neanche Olivetti.
    E sarebbe anche ora che il valente artigiano ed il piccolo imprenditore impari a rispettare chi lavora per lui: nella mia vita lavorativa non mi sono mai permesso di trattare il mio datore di lavoro con la stessa libertà con cui lui in genere credeva di poter trattare i suoi dipendenti.


    ==================================
    Modificato dall'autore il 03/04/2004 20.34.14
    non+autenticato
  • > La gente come me ha tirato cavi di potenza
    > al ponte zero (sotto il pelo dell'acqua)
    > delle navi in costruzione, per nove ore al
    > giorno, respirando residuo di saldatura e
    > mangiando panini al volo, sperando di non
    > cadere dalle impalcature quando mancava di
    > colpo la luce.
    > Beccavo al tempo financo un milione e
    > ottocentomila delle vecchie lire,
    > però lavorando a 150 chilometri da
    > casa: partenza alle 6 del mattino, ritorno
    > alle 9 di sera.
    > E mi ci sono pure divertito, ma non venirmi
    > a parlare della "gente come me",
    > perché l'eroico padrone della ditta,
    > che tiene in piedi l'economia italiana, nel
    > periodo in cui io ho racimolato appena
    > qualcosina per sposarmi, lui si è
    > fatto una villa ed un'auto da 50 milioncini.
    Bla bla bla. Scusa se non ti credo, ma io potrei controbattere che ho lavorato per 30 anni negli scantinati di una fabbrica a buttare l'olio delle macchine dentro i tombini, con un freddo cane e i fumi di olio che mi facevano vomitare. Ovviamante senza mascherina. Oppure nella stessa fabbrica dover star a controllare le presse, e non era raro che ci scappasse il braccio di qualcuno.

    > Buon per lui, non c'è nessun rancore:
    > ma non venirmi a dire che l'artigiano o la
    > piccola impresa "tirano a sopravvivere".
    Allora se uno è un piccolo imprenditore o un artigiano avrà sempre la pancia piena ? Che non avra' mai problemi di soldi perche' in realta' il lavoro non lo fa lui ma i suoi dipendenti ?

    > Rispetto agli altri vivono alla grande.
    Rispetto a tanti altri pero' sono dei "pori cani"

    > La piccola e media impresa ha investito
    > abbondantemente nei paesi dell'Est, se pochi
    > sono andati in Cina tanti sono in Albania,
    > in Croazia, in Romania, eccetera.
    C'e' anche chi non ha delocalizzato perche' preferiva stare in Italia....

    > E comunque l'impresa italiana non è
    > fatta solo da valenti artigiani che mi
    > fregano settanta euro in nero per venti
    > minuti di lavoro fatto con attrezzi miei in
    > casa mia.
    Nooo. Secondo te in Veneto invece ci sono immensi complessi industriali tipo "Krupp" o "FIAT". Allora buttiamo alle ortiche i dati della camera di commercio, secondo cui ogni 3 abitanti c'e' un'azienda

    > La Fiat non è un un'impresa
    > artigiana, e neanche Olivetti.
    E con questo ? Molte imprese non sono artigiane, ma stanno per essere affossate dalla concorrenza cinese.

    > E sarebbe anche ora che il valente artigiano
    > ed il piccolo imprenditore impari a
    > rispettare chi lavora per lui: nella mia
    > vita lavorativa non mi sono mai permesso di
    > trattare il mio datore di lavoro con la
    > stessa libertà con cui lui in genere
    > credeva di poter trattare i suoi dipendenti.
    Ma si', facciamo di tutta l'erba un fascio. E non ti parlo per partito preso, Anche io lavoro in una fabbrica.
    Dunque secondo te la concorrenza cinese e' solo una scusa delle multinazionali o simili per imporre dazi e tasse ai prodotti cinesi per affossare la concorrenza straniera. Ma tu leggi solo siti tipo "www.disinformazione.it" ?
    Ti faccio un'esempio. Nell'azienda dove lavoro si producono poltrone da ufficio. Non e' una grossa azienda, ma in tutto si danno da lavorare a 100 persone. Azienda di 40 anni, mica aperta due anni fa con finanziamenti europei. Adesso sono arrivati i cinesi che :
    1) Il legno che serve per la sedia loro lo hanno gratis, perche' e' un paese comunista
    2) I loro lavoratori non si sa bene se debbano lavorare per terra o peggio. Pensione ? Boh. Assistenza sociale? Boh. Qua da noi invece gli scioperi sindacali non ci hanno sfiorato perche' il padrone non e' uno stronzo.
    3) Sempre i lavoratori hanno una paga che definire da fame e' dire tanto. 240 Lire all'ora ti paiono una ricchezza immensa, vero?

  • - Scritto da: Chernobyl

    > Bla bla bla. Scusa se non ti credo, ma io
    > potrei controbattere

    Fai a meno di crederci oppure fatti un giro in un cantiere dell Fincantieri, a Marghera o Monfalcone, entra in una qualche P&O da crociera in costruzione e fatti un'idea.


    > Allora se uno è un piccolo
    > imprenditore o un artigiano avrà
    > sempre la pancia piena ? Che non avra' mai
    > problemi di soldi perche' in realta' il
    > lavoro non lo fa lui ma i suoi dipendenti ?
    >

    Ha il suo rischio d'impresa. Meglio per lui non avere dipendenti, una rogna in meno. Non ho detto da nessuna parte che non avrà problemi di soldi, nè che il lavoro lo fanno i suoi dipendenti e lui niente. Comunque non mi dire che l'artigiano italiano naviga nella miseria, questo è quello che dichiara al fisco, non quello che si evince quando lo vedi passare col gippone nuovo davanti al baretto fighetto.

    > Rispetto a tanti altri pero' sono dei "pori
    > cani"

    Come chiunque.

    > C'e' anche chi non ha delocalizzato perche'
    > preferiva stare in Italia....

    Non ho detto che tutti hanno delocalizzato

    Ecc. ecc.

    > Ma si', facciamo di tutta l'erba un fascio.

    Di tutta l'erba un fascio ha fatto quello che mi intimava di "rimboccarmi le maniche e andare a lavorare", discorso che ho sentito fare anche da gente che ha ereditato la ditta avviata da paparino e si è mangiata la lira in vacanze e donne più furbe di loro.

    > E non ti parlo per partito preso, Anche io
    > lavoro in una fabbrica.

    Io no, in passato ho lavorato in cantieri e ho fatto impiantistica varia, ma se ti dico che lavoro faccio ora mi tocca sentire 15 post di luoghi comuni su una certa categoria, quindi evito.

    > Dunque secondo te la concorrenza cinese e'
    > solo una scusa delle multinazionali o simili
    > per imporre dazi e tasse ai prodotti cinesi
    > per affossare la concorrenza straniera. Ma
    > tu leggi solo siti tipo
    > "www.disinformazione.it" ?
    > Ti faccio un'esempio. Nell'azienda dove
    > lavoro si producono poltrone da ufficio. Non
    > e' una grossa azienda, ma in tutto si danno
    > da lavorare a 100 persone. Azienda di 40
    > anni, mica aperta due anni fa con
    > finanziamenti europei. Adesso sono arrivati
    > i cinesi che :
    > 1) Il legno che serve per la sedia loro lo
    > hanno gratis, perche' e' un paese comunista
    > 2) I loro lavoratori non si sa bene se
    > debbano lavorare per terra o peggio.
    > Pensione ? Boh. Assistenza sociale? Boh. Qua
    > da noi invece gli scioperi sindacali non ci
    > hanno sfiorato perche' il padrone non e' uno
    > stronzo.
    > 3) Sempre i lavoratori hanno una paga che
    > definire da fame e' dire tanto. 240 Lire
    > all'ora ti paiono una ricchezza immensa,
    > vero?

    Quei furbacchioni di cinesi hanno fregato tutti, perché sono comunisti per certe cose e super-capitalisti per altre. A seconda di come conviene loro.
    Comunque la cosa non sembrava scandalosa quando a rimanere fregati, in occidente, erano solo i lavoratori dipendenti che perdevano il lavoro perché le aziende occidentali preferivano "delocalizzare" verso paesi dove la manodopera è veramente sfruttata. Solo quattro imbecilli da "www.disinformazione.it¨ (mai vista) si lamentavano, ma erano i soliti "agitatori comunistoidi e antiglobalizzazione"
    Diventa incredibilmente scandalosa, invece, quando a rimanere fregate sono le aziende occidentali. Incredibile dictu, eh?
    È questo che intendo quando dico che gli imprenditori non hanno saputo vedere oltre la propria panza. Non mi possono cadere dalle nuvole ora, il comportamento cinese avrebbe potuto essere previsto dal più rintronato degli economisti. Solo che a breve termine c'era profitto, e del domani chissenefrega.
    non+autenticato
  • > Ha il suo rischio d'impresa. Meglio per lui
    > non avere dipendenti, una rogna in meno. Non
    > ho detto da nessuna parte che non
    > avrà problemi di soldi, nè che
    > il lavoro lo fanno i suoi dipendenti e lui
    > niente. Comunque non mi dire che l'artigiano
    > italiano naviga nella miseria, questo
    > è quello che dichiara al fisco, non
    > quello che si evince quando lo vedi passare
    > col gippone nuovo davanti al baretto
    > fighetto.
    Ci sono anche quelli che devono lavorare 12 ore al giorno e non si possono permettere (in senso di tempo) di andare al bar a prendere qualcosa ....

    > Di tutta l'erba un fascio ha fatto quello
    > che mi intimava di "rimboccarmi le maniche e
    > andare a lavorare", discorso che ho sentito
    > fare anche da gente che ha ereditato la
    > ditta avviata da paparino e si è
    > mangiata la lira in vacanze e donne
    > più furbe di loro.
    Quelli non sono gli imprenditori, quelli sono i figli di papa' che non hanno capito un cazzo dalla vita, quelli che passavano gli anni al liceo a pensare alle belle macchine e alla bella vita. Non confondiamo gli stronzetti con i lavoratori.

    > > Dunque secondo te la concorrenza cinese
    > e'
    > > solo una scusa delle multinazionali o
    > simili
    > > per imporre dazi e tasse ai prodotti
    > cinesi
    > > per affossare la concorrenza straniera.
    > Ma
    > > tu leggi solo siti tipo
    > > "www.disinformazione.it" ?
    > > Ti faccio un'esempio. Nell'azienda dove
    > > lavoro si producono poltrone da
    > ufficio. Non
    > > e' una grossa azienda, ma in tutto si
    > danno
    > > da lavorare a 100 persone. Azienda di 40
    > > anni, mica aperta due anni fa con
    > > finanziamenti europei. Adesso sono
    > arrivati
    > > i cinesi che :
    > > 1) Il legno che serve per la sedia loro
    > lo
    > > hanno gratis, perche' e' un paese
    > comunista
    > > 2) I loro lavoratori non si sa bene se
    > > debbano lavorare per terra o peggio.
    > > Pensione ? Boh. Assistenza sociale?
    > Boh. Qua
    > > da noi invece gli scioperi sindacali
    > non ci
    > > hanno sfiorato perche' il padrone non
    > e' uno
    > > stronzo.
    > > 3) Sempre i lavoratori hanno una paga
    > che
    > > definire da fame e' dire tanto. 240 Lire
    > > all'ora ti paiono una ricchezza immensa,
    > > vero?
    >
    > Quei furbacchioni di cinesi hanno fregato
    > tutti, perché sono comunisti per
    > certe cose e super-capitalisti per altre. A
    > seconda di come conviene loro.
    Pero' e' piu' facile sparlare degli ipocriti (anche chi non lo e') nel nostro paese.

    > Comunque la cosa non sembrava scandalosa
    > quando a rimanere fregati, in occidente,
    > erano solo i lavoratori dipendenti che
    > perdevano il lavoro perché le aziende
    > occidentali preferivano "delocalizzare"
    > verso paesi dove la manodopera è
    > veramente sfruttata. Solo quattro imbecilli
    Da noi i lavoratori dipendenti avevano i sussidi dallo stato. E li hanno ancora. E se vuoi parlare della manodopera sfruttata ricordati che anche noi cento anni fa l'abbiamo subita. Non per le aziende cattive, quanto piuttosto per la famiglia stessa, che per mettere qualcosa sotto i denti spediva i figli a lavorare in miniera.
    E comunque nella mia zona la parola delocalizzazione non vuole dire licenziamenti di massa.

    > da "www.disinformazione.it¨ (mai vista) si
    > lamentavano, ma erano i soliti "agitatori
    > comunistoidi e antiglobalizzazione"
    No, loro semplicemente spalano merda su qualunque cosa che vada contro di loro o che non gli convenga.

    > Diventa incredibilmente scandalosa, invece,
    > quando a rimanere fregate sono le aziende
    > occidentali. Incredibile dictu, eh?
    > è questo che intendo quando dico che
    > gli imprenditori non hanno saputo vedere
    > oltre la propria panza. Non mi possono
    > cadere dalle nuvole ora, il comportamento
    > cinese avrebbe potuto essere previsto dal
    > più rintronato degli economisti. Solo
    Io sui giornali leggo solo la crisi economica generale. Non delle migliaia di piccole aziende che chiudono per la concorrenza cinese. E comunque anche i pesci grossi vengono fagocitati. Un esempio e' la Fairchild-Dornier. Azienda tedesca prodruttrice di aerei che ha chiuso perche' i cinesi, dopo aver ordinato una ventina di aerei, hanno deciso che avrebbero pagato solo se fossero stati mandati in cina anche tecnici. Cosi' l'azienda aveva queste due possibilita': se mandavano tecnici avrebbero avuto un'altro concorrente, ma se non li mandavano, i clienti non avrebbero comprato gli aerei (gia' 3 erano pronti, verniciati e tutto). E infatti e' fallita.
    Non vedere oltre la propria panza ? La scelta piu' logica e' sempre quella di abbassare i prezzi. Nel Nord-Est praticano una spinta meccanicizzazione; in Cina, ma anche come ha appena scelto la Benetton, di usare la semplice forza umana. Sta a te decidere quale sia il piu' inumano.
    E comunque nel 1999 grandi economisti avevano previsto un prezzo del petrolio a meno di 5 dollari il barile. L'anno dopo il prezzo era salito a 25 dollari. Le previsioni molto poco spesso si rivelano azzeccate. E chi dice che in cina ci saranno lotte sociali come quelli che abbiamo passato noi (no, non il 68, o le lotte sindacali; piuttosto qualcosa tipo "rivoluzione francese" o creazione di veri sindacati) sarebbe da controbattere che i cinesi non sanno neppure cosa voglia dire sciopero. Sono troppo abituati a essere sfruttati.
    E comunque se non sfrutto io qualcuno (o qualcosa), lo fara' di piu' un'altro che non ci pensera' due volte a farmi chiudere baracca e burattini.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 04/04/2004 16.44.24
  • Venerdì ore 16:40
    Va bhè gli stacanovisti tengofamiglia che devono "mangiare per vivere" (sarà un Lapsus Freudiano?) sono già in partenza per il weekend fuoriporta (asciughiamoci una lacrima); mentre i furbi lungimiranti hanno già pianificato la loro carriera sino alle olimpiadi 2008.
    Chi sà chi andrà a fare il consulente a Pechino nel 2008? Mha!..Buon weekend a tutti e non spendetevi tutto a pu**ane miraccomando!
    non+autenticato
  • L?ANNUNCIO DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE ALAIN ELKANN
    Il Museo Egizio in Cina per le Olimpiadi 2008
    non+autenticato
  • Non le vogliamo non ne abbiao bisogno.
    ci stanno distruggendo la città per questo obrobrio per non parlare di cosa succede all'ombra della mole come giri di affari di cui non si capisce molto bene l'origine.
    il comune ha tagliato ogni fondo per le attività da anni a questa parte per concentrare tutto sulle olimpiadi

    NON LE VOGLIAMO!!!!
    FUORI I GIOCHI DA TORINO
    non+autenticato
  • Beato te ....
    che riesci a vivere ....
    senza fare una mazza !!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non le vogliamo non ne abbiao bisogno.
    > ci stanno distruggendo la città per
    > questo obrobrio per non parlare di cosa
    > succede all'ombra della mole come giri di
    > affari di cui non si capisce molto bene
    > l'origine.
    > il comune ha tagliato ogni fondo per le
    > attività da anni a questa parte per
    > concentrare tutto sulle olimpiadi
    >
    > NON LE VOGLIAMO!!!!
    > FUORI I GIOCHI DA TORINO

    guarda se lo dicevi prima c'ernao molte altre città che avrebbero voluto essere al posto di torino. Che stiano distruggendo al città è tutto da vedere, visto che metrò e altre opere se poi non abbandonate sono utili in tutte le città. Se poi tu puoi permetterti di perdere quei posti di lavoro ok ma altri devono mangiare per vivere
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Non le vogliamo non ne abbiao bisogno.
    > > ci stanno distruggendo la città
    > per
    > > questo obrobrio per non parlare di cosa
    > > succede all'ombra della mole come giri
    > di
    > > affari di cui non si capisce molto bene
    > > l'origine.
    > > il comune ha tagliato ogni fondo per le
    > > attività da anni a questa parte
    > per
    > > concentrare tutto sulle olimpiadi
    > >
    > > NON LE VOGLIAMO!!!!
    > > FUORI I GIOCHI DA TORINO
    >
    > guarda se lo dicevi prima c'ernao molte
    > altre città che avrebbero voluto
    > essere al posto di torino. Che stiano
    > distruggendo al città è tutto
    > da vedere, visto che metrò e altre
    > opere se poi non abbandonate sono utili in
    > tutte le città. Se poi tu puoi
    > permetterti di perdere quei posti di lavoro
    > ok ma altri devono mangiare per vivere

    e posano il piccone e la pala, accendono il portatile e si collegano ad internet per rispondere a questo forum...
    sono commosso
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    Sono un altro...

    >
    ...
    > guarda se lo dicevi prima c'ernao molte

    Io l'ho detto prima... ma nessuno mi ha ascoltato...

    > altre città che avrebbero voluto
    > essere al posto di torino. Che stiano
    > distruggendo al città è tutto
    > da vedere, visto che metrò e altre

    Visto... visto... non ti preoccupare...

    > opere se poi non abbandonate sono utili in

    Appunto. Se non abbandonate...

    > tutte le città. Se poi tu puoi
    > permetterti di perdere quei posti di lavoro
    > ok ma altri devono mangiare per vivere

    Se gli stessi soldi, invece di essere buttati dalla finestra, fossero stati investiti in opere utili, non si sarebbe perso alcun posto di lavoro...
    non+autenticato
  • se solo i torinesi, e anzi i piemontesi, abbandonassero per un attimo quel tipico atteggiamento di chiusura che li caratterizza e cercassero invece di guardare oltre e soprattutto di partecipare, allora forse si renderebbero conto che tutti gli investimenti in termini di infrastrutture, prima di tutto, di rilancio del territorio, di promozione e quant'altro resteranno alla città e alla regione che, speriamo, sapranno trarne beneficio....

    se la gente rimarrà chiusa a questo evento, allora sarà sicuramente un fallimento, e non solo per colpa del comitato..
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > se solo i torinesi, e anzi i piemontesi,
    > abbandonassero per un attimo quel tipico
    > atteggiamento di chiusura che li
    > caratterizza e

    L'unica chiusura che ho visto e quella presente all'ingresso di un banchetto che si sta ormai svolegndo da anni.
    Prima c'è stata una corsa ai posti a sedere da parte di exsindaci ed exassessori che manco sanno quotare la pendenze delle fognature (c'è un puzza di *erda nella periferia torinese, quando piove, che fa spavento) , poi l'occupazione indiscriminata di posti fissi e ben pagati da parte delle relative parentele, infine si è chiesto aiuto ai consulenti stranieri (pagatissimi) perchè i sopra citati non sanno fare un ca$$o. Raccomandati da concorso truccato va bene, ma anche s*ronzi incapaci NO!


    > cercassero invece di guardare
    > oltre

    Si, guardiamo per esempio il DelleAlpi e vediamo già oltre.
    Poi non siamo noi che andiamo nelle varie televisioni regionali a spiegare che:
    1) il dopo-olimpiadi sarà un FLOP
    2) ci sono gia state,in precedenza, delle vittime illustri (Atlanta docet)

    Insomma, hanno mangiato come tante s*rofe all'igrasso e, prima che si incominci, mettono già le mani avanti..

    > e soprattutto di partecipare,

    PARTECIPARE !!!??? Ma mi stai prendendo per il *ulo? In che senso partecipare? Andare a lavorare sotto Adecco per 4 euro e farci comandare da delle *tronzettine ignoranti di dottoresse terroncelle che , fresce di laurea breve, vengono dal paesiello ad imbararci la furbizia a noi munziu polentoni ?
    Va******** a te e alle tue prediche di *erda e ti segua a ruota quel terrone trapiantato che raccomanda le *tronze fino a qua!

    > forse si renderebbero conto che tutti gli
    > investimenti in termini di infrastrutture,

    La pista di ghiaccio al Palazzo Vela... Chi ci andrà dopo ..? Tu..? Tutti i giorni..?
    Una Talpa costosissima per scavare a 10 m di profondità per 5km di metropolitana...
    Roba da far piangere il più ottimista...

    > prima di tutto, di rilancio del territorio,


    Lo hanno distrutto con tutta la cattiveria levantina che ci poteveno mettere e adesso lo vogliono rilanciare...
    La RAI è nata qua e ce l'anno portata via...
    La Zecca...Il Cinema..
    Guarda, potrei scrivere un libro su Torino, i torinesi e sopratutto i "presunti torinesi" anche quelli che si sentivano più Americani, lasciamo perdere..


    > di promozione e quant'altro resteranno alla
    > città e alla regione che, speriamo,
    > sapranno trarne beneficio....

    Chi poteva, stai tranquillo, si è già servito e ha gia tratto tutto il beneficio possibile.
    Io invece che vivo qua pago un ICI da far venire un ittero ad un struzzo ,una tassa sui rifiuti da fare venire uno spavento a un fantasma ed aspetto da trent'anni:
    1) Le fognature
    2) L'asfaltatura della strada comunale
    3) Le luci sulla strada
    4) Un minimo di controllo del territorio da parte della Polizia...

    e non continuo se no facciamo notte

    >
    > se la gente rimarrà chiusa

    E dagliela con sta "chiusura", ma da dove lo hai copiato sto pistolotto?


    > a questo
    > evento, allora sarà sicuramente un
    > fallimento, e non solo per colpa del
    > comitato..

    Ecco bravo metti le mani avanti anche tu.., ma asciugati la bocca con il tovagliolo per favore.

    non+autenticato
  • Il Toroc sotto di 223 milioni di euro

    È questa la cifra ufficiale scoperta dall?audit che ha suggerito alcune ipotesi per sanare il deficit

    --------------------------------------------------------------------------------

    di Andrea Costa Edizione del 16-11-04 pagina 03 Il Giornale del Piemonte

    Più passa il tempo e più si allarga il buco, 180 milioni, 200, 220, 223. Qual?è la cifra esatta? Facile: l?ultima. La più alta. E chissà se da qui al 2006 incrementerà ulteriormente. Duecentoventitré milioni è l?entità dello squilibrio rilevato dai commissari dell?audit che hanno passato al setaccio il budget del Toroc: il deficit precedente era di 180 milioni. A questi se ne sono aggiunti 18 di maggiori costi, 25 di «contingency» per un totale di 223 milioni. Gli organizzatori ritengono di poterne chiedere 100 al Governo, 40 dovrebbero arrivare (secondo le previsioni del Toroc) dal Lotto e 10 dal contributo per le Paralimpiadi. Sotto la voce «da identificare» ci sono 36 milioni che potrebbero essere messi a disposizione dagli sponsor delle aziende di Stato. Sponsor che però non ci sono ancora e che per questa ragione sono finiti sotto la voce: «da identificare».
    Questi, insomma, sono i numeri che Castellani si era tenuto per sé senza renderne conto - almeno in questi termini - né al Comune, né alla Provincia, né alla Regione. Ma il dossier dei commissari non è soltanto un elenco di cifre: sono state suggerite alcune ipotesi di rientro finanziario. Due le fonti principali, anzi tre: la Finanziaria del Governo, la lotteria e gli sponsor. Ma anche l?Agenzia di Domenico Arcidiacono dovrebbe avere un ruolo affiancando i Comuni nella realizzazione degli allestimenti. Funziona così: il Toroc, per legge, non può ricevere fondi pubblici dal governo. Ma per aggirare questo ostacolo gli organizzatori hanno pensato di coinvolgere gli enti locali. Due le ragioni. Primo: questi ultimi potranno ricevere fondi pubblici. E secondo: il Toroc sarà sgravato di alcune compiti e quindi potrà lavorare meglio e soprattutto con minori costi. In via Bologna inizierà un?era di tagli. Saranno ridotte le forniture per 18 milioni, ridotti i trasporti per 3,3 e le consulenze per 4 milioni. Ma c?è anche il costo del lavoro (8,5 milioni) e servizi vari (3). I tagli annunciati saranno quindi di 36,8 milioni.
    Dei famigerati 223 milioni mancanti molti però saranno caricati sulle spalle delle «istituzioni locali» come i contratti d?affitto di aree office (500mila euro), il contratto di affitto di via Bologna (900mila), le piste di allenamento di via Massari (500mila), i lavori di riqualificazione di Torino Esposizione (4,9 milioni), i lavori dello stadio Comunale (300mila euro), i costi di riconversione di alcune aree all?interno del Comune (1,4 milioni), l?utilizzo dell?area del Gerbido per deposito bus (400mila), i consumi energetici dalla rete dei siti di Torino (7,5 milioni), i consumi delle sedi di via Bologna e del Lingotto (1,4), i consumi degli impianti idrici (5,3), i consumi idrici di via Bologna e del Lingotto (100mila euro). La somma di queste voci vale poco meno di 23 milioni di euro. Altre spese riguardano l?area trasporti (12,3 milioni) e quella della pulizia (1 milione). E come si potrà notare sono capitoli che investono soprattutto la città di Torino sulla quale, quindi, potrebbero ricadere oneri per 36 milioni. Ma ce ne sono anche altri che potrebbero essere «condivisi»: 12 milioni per l?area medici, 5,9 per il contratto di affitto del Lingotto Fiere, 5 per il ripristino delle aree montane, 9 per le polizze e 7 per la formazione. All?Agenzia si vorrebbero addebitare costi per 13,8 milioni di euro e allo Stato 15 per la sicurezza. Il totale fa una cifra vicino ai 100 milioni, 70 dei quali addebitati ai Comuni.
    Soltanto scaricando una parte di competenze su altri enti il Toroc eviterà lo scioglimento. Il 24 si riunirà il Cda per approvare il budget, ma prima dovrà arrivare la garanzia da Roma che i soldi mancanti saranno inseriti nella finanziaria. Tema che è stato dibattuto nella cabina di Regia di ieri in piazza Castello. Il presidente Enzo Ghigo si è impegnato a svolgere un?azione di pressione sul governo per raggiungere l?obiettivo. «In quella sede - hanno dichiarato il governatore Enzo Ghigo, il presidente della Provincia Antonio Saitta e il sindaco Sergio Chiamparino - concorderemo con il Governo le azioni da attuare per raggiungere l?obiettivo comune che tutti ci poniamo, cioè la miglior realizzazione dell?evento olimpico, sia attraverso nuovi finanziamenti sia mediante una serie di risparmi da parte del Toroc». Il via libera arriverà probabilmente durante il prossimo incontro a Roma al tavolo Romano dove ci sarà anche il sottosegretario Mario Pescante.
    Sono stati approvati gli stralci relativi all?impianto per le gare di biathlon (integrazioni impiantistiche nell?ex colonia Italsider), alla seggiovia nuova Sauze d?Oulx-Clotes e al collegamento del parcheggio di Sestriere alle piste da sci per mezzo di un percorso pedonale. È stato deciso di realizzare contestualmente il collettore fognario di valle con la variante alla strada regionale 23 nel tratto San Germano Chisone-Perosa Argentina ed è stata autorizzata la richiesta di inserimento nel Dpcm interessato della modifica di stazione appaltante per il Centro antidoping di Orbassano dall?Aso San Luigi al Consorzio piemontese per la prevenzione e la repressione del doping.
    Il Cio, intanto, continua il suo monitoraggio sulle opere. Ieri è arrivata una nota al presidente Castellani nella quale si esprime «preoccupazione» per il sistema dell?accoglienza in montagna. Ancora troppe le smagliature nella macchina organizzativa. Le finali di coppa del mondo di sci di quest?anno a Sestriere avevano mostrato carenza di ogni tipo: poche le camere libere, molti i negozi e i punti di informazione non all?altezza, senza contare le criticità riscontrate nei vari esercizi commerciali. Da allora sono stati fatti «pochi passi avanti» ha scritto il Cio. Questo è l?ultimo nervo scoperto. L?ultimo scoglio dopo quello del budget.

    non+autenticato
  • Conti del Toroc, dubbi di Sviluppo Italia

    Nella sede dell?Agenzia nazionale a Roma tira una brutta aria
    Non è in pericolo l?accordo per la sponsorizzazione di Torino 2006 ma ci sono perplessità su alcune consulenze e su 800 nuove assunzioni. Ghiglia scrive a Pescante e al ministro Urbani.

    -Voglia di parlare poca. Piuttosto, calcolatrice alla mano, c?è ansia di rifare i conti del Toroc. Nella sede di Sviluppo Italia a Roma tira una brutta aria. Non che sia in pericolo l?accordo con gli organizzatori per la sponsorizzazione del evento di Torino 2006, ma che qualche consulenza o magari assunzione sia da tagliare ulteriormente sembra assodato. Le olimpiadi inizieranno tra un anno. E al Toroc hanno spiegato, in tempi non sospetti per la verità, che il personale sarebbe incrementato con l?avvicinarsi dell?evento: 1.600 persone, 800 dei quali con un contratto blindato. Difficile da rescindere se non con ulteriore aggravio di spese. Ma proprio tutto questo personale sarà utile? Attorno a questa domanda Sviluppo Italia sta compiendo alcuni ragionamenti: sono proprio necessarie così tante persone? E chi pagherà il conto? Massimo Caputi, amministratore delegato di Si è al lavoro. Ma anche preoccupato. Conosce la scadenza del 4 febbraio, data del prossimo consiglio di amministrazione del Toroc quando dovrà essere approvato il budget 2006 e illustrato nel dettaglio l?accordo per di sponsorizzazione dei Giochi. Non sono pochi gli ostacoli. Oltre a quelli economici ci sono quelli legali: Toroc è una fondazione di diritto privato che non può ricevere direttamente né indirettamente quattrini pubblici. L?unica via d?uscita è quella di impiegare se non tutte una parte delle 160 imprese del gruppo che si farebbero carico di completare gli allestimenti sotto forma di sponsorizzazione. Ma a quanto pare oltre a questo problema esiste anche quello dei costi. Eccessivi per Massimo Caputi che ha radunato la sua squadra invitando a mettere mano ai conti del Toroc per limare ulteriormente le spese. Può darsi che alla fine l?impegno finanziario si abbassi di qualche migliaio di euro. Ne erano stati promessi circa 150.
    L?allarme ha provocato reazioni politiche. Soprattutto da parte del parlamentare di An Agostino Ghiglia che ha inviato una interrogazione al ministro Giuliano Urbani e al sottosegretario Mario Pescante chiedendo «quale tipologia di contratto abbia utilizzato il Toroc per l?assunzione degli oltre 800 dipendenti e il dettaglio di ogni singolo contratto di sponsorizzazione e di fornitura di servizi sottoscritti fino ad oggi dal Toroc». Il deputato ha chiesto che siano consegnati alla commissione Ambiente della Camera i bilanci del Toroc. Voce per voce. Capitolo per capitolo. «Addirittura l?agenzia di Stato, chiamata a riparare i danni della pessima gestione Castellani e di mesi di silenzio dei suoi compagni di partito, tra cui il sindaco di Torino Chiamparino - osserva Ghiglia - impallidisce davanti ai conti del Toroc. Ci chiediamo a questo punto perché i dati in possesso di Sviluppo Italia non vengano resi noti, in particolare alla VIII Commissione della Camera dei deputati, delegata ai Giochi Olimpici, soprattutto dopo l?interrogazione presentata dal sottoscritto, a nome di A». «Per questo - ha concluso - abbiamo rivolto un?interrogazione al Ministro Urbani affinché finalmente tali dati siano resi noti ai cittadini e per sapere con quale tipologia di contratto il Toroc abbia assunto più di 800 dipendenti e in dettaglio ogni singolo contratto di sponsorizzazione e fornitura. Le Olimpiadi Invernali non ammettono più ritardi ma, certamente, richiedono definitivamente una maggior trasparenza gestionale, chiarezza e garanzie».
    non+autenticato
  • http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=5897...

    Il problema non è solo l'hardware, ma soprattutto l'assistenza tecnica. Questa verra fatta da 50 informatici cinesi, togliendo di fatto lavoro agli italiani.

    posso capire che per convenienza si prendano prodotti stranieri, ma bisogna appaltare l'assistenza a ditte italiane per controbilanciare sia a livello di qualità che di occupazione
    non+autenticato

  • - Scritto da: max59
    > punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=589735
    >
    > Il problema non è solo l'hardware,
    > ma soprattutto l'assistenza tecnica. Questa
    > verra fatta da 50 informatici cinesi,
    > togliendo di fatto lavoro agli italiani.
    >
    > posso capire che per convenienza si prendano
    > prodotti stranieri, ma bisogna appaltare
    > l'assistenza a ditte italiane per
    > controbilanciare sia a livello di
    > qualità che di occupazione

    "guardi che il 90% delle memorie vendute hanno celle difettose, ma funzionano benissimo in Windows"

    Assistenza Italiana, catena Computer Discount.
    non+autenticato
  • ...avevano un rapporto qualità prezzo giustificabile solo in caso avessero regalato anche una "BMW serie 3" per ogni M24 (quelli comprati dall'istituto tecnico che frequentavo nell'1985/86, "pare" fossero stati pagati circa 15 milioni ciascuno... ma non posso affermarlo con sicurezza).

    Ciononostante, dopo aver puppato miliardi da scuole, uffici pubblici ed enti statali, l'Olivetti è andata in disgrazia. Mentre l'economia nazionale non ne ha tratto benefici.

    Adesso dovremmo continuare a buttare via soldi?
    Magari acquistando computer presso una ditta USA che venderebbe gli stessi bogoli ma al triplo del prezzo!

    Dove pensano che HP/Compaq, Dell, IBM e compagnia producano le loro motherboard, memorie ed HD?
    A Cesenatico?

    Terra2
    2332
  • > Dove pensano che HP/Compaq, Dell, IBM e
    > compagnia producano le loro motherboard,
    > memorie ed HD?
    > A Cesenatico?

    si giusto, tuttavia la Cina rimane una dittatura abominevole, meglio comprare assemblati in Italia che usino componenti prodotti in paesi per lo meno democratici.
    non+autenticato

  • > si giusto, tuttavia la Cina rimane una
    > dittatura abominevole, meglio comprare
    > assemblati in Italia che usino componenti
    > prodotti in paesi per lo meno democratici.

    Premesso che io lavoro per una ditta che 3 anni fa è passata da un gruppo di proprietà USA ad uno appartenente all' "abominevole" Cina (si, i democratici USA hanno venduto alla Cina 40 anni di tecnologia e know-how europeo, e lo hanno fatto per denaro) e che non nutro simpatie particolari ne per il precedente ne per l'attuale stato proprietario, volevo chiederti:

    Mi sai fare l'esempio di 1 pc assemblato in italia con componenti provenienti da paesi (anche solo un zinzino) democratici?

    Terra2
    2332

  • - Scritto da: Terra2
    > ...avevano un rapporto qualità prezzo
    > giustificabile solo in caso avessero
    > regalato anche una "BMW serie 3" per ogni
    > M24 (quelli comprati dall'istituto tecnico
    > che frequentavo nell'1985/86, "pare" fossero
    > stati pagati circa 15 milioni ciascuno... ma
    > non posso affermarlo con sicurezza).
    >
    > Ciononostante, dopo aver puppato miliardi da
    > scuole, uffici pubblici ed enti statali,
    > l'Olivetti è andata in disgrazia.
    > Mentre l'economia nazionale non ne ha tratto
    > benefici.
    >
    > Adesso dovremmo continuare a buttare via
    > soldi?
    > Magari acquistando computer presso una ditta
    > USA che venderebbe gli stessi bogoli ma al
    > triplo del prezzo!
    >
    > Dove pensano che HP/Compaq, Dell, IBM e
    > compagnia producano le loro motherboard,
    > memorie ed HD?
    > A Cesenatico?
    >

    I) Quelli che hanno "puppato" con l'olivetti sono gli stessi che oggi stanno "puppando" con le olimpiadi 2006.

    II) Questi signori, dopo aver "puppato" di giorno, alla sera vanno al Sermig per incontrare il Dalai Lama e dargli tutta la loro SOLIDARIETA' (i soldi no).

    III) Sono d'accordo diamo tutto in outsourcing ai cinesi, perchè costa meno:
    La Rupa, per esempio..
    Perchè non la Protezione Civile?
    Gli Ospedali? Gli infermieri Cinesi costano meno!
    Anche i medici!! La medicina cinese ha secoli di storia alle spalle!
    Tutta la Pubblica Amministrazione. I Cinesi imparano in fretta e sono molto più assertivi.
    LA DIFESA E LO SPAZIO!! Loro si che vanno sulla luna! Mica come i nostri che copiano, comprandolo a caro prezzo, il GPS e lo chiamano Galileo!!



    Devo andare avanti?
    non+autenticato

  • > I) Quelli che hanno "puppato" con l'olivetti
    > sono gli stessi che oggi stanno "puppando"
    > con le olimpiadi 2006.

    Potrebbe essere... A me risulta che siano addirittura svizzeri però... Non mi pare che ci fossero svizzeri all'olivetti! Poi posso sbagliarmi.


    > II) Questi signori, dopo aver "puppato" di
    > giorno, alla sera vanno al Sermig per
    > incontrare il Dalai Lama e dargli tutta la
    > loro SOLIDARIETA' (i soldi no).

    Non c'è molta scelta... o loro oppure quelli che la sera si infilano il cappuccio e vanno dal "venerabile".


    > III) Sono d'accordo diamo tutto in
    > outsourcing ai cinesi, perchè costa
    > meno.

    Stavo parlando di computer... non di personale. Per quanto riguarda le persone sono pienamente daccordo col tuo delirio.

    Terra2
    2332
  • >Stavo parlando di computer... non di personale.

    Non ho mai visto dei computer farsi da soli senza una minima presenza umana (un minimo di personale)...ma mi posso sbagliare..


    > Per quanto riguarda le persone sono pienamente daccordo > col tuo delirio.

    Delirio? Come i pensieri delle mamme ex-dirigenti?
    Lasciamo perdere...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Terra2
    > ...avevano un rapporto qualità prezzo
    > giustificabile solo in caso avessero
    > regalato anche una "BMW serie 3" per ogni
    > M24 (quelli comprati dall'istituto tecnico
    > che frequentavo nell'1985/86, "pare" fossero
    > stati pagati circa 15 milioni ciascuno... ma
    > non posso affermarlo con sicurezza).

    E già perchè a quei tempi potevi comprare un pentium a 2 GHz per 2 miseri milioni... e voi a lavorare su un misero 8086 a 8 Mhz.
    Ti ricordo che nei primi anni '80 la memoria Ram si comprava a Mega x milione, e non certo per colpa dell'Olivetti...

    Come al solito gli Italiani hanno sempre l'erba del giardino secca...

    Ciao Oscar.
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